giovedì 6 febbraio 2014

A Sochi per difendere un’idea di Europa


“Max Ferrari”
“ininsubria.it 06.02.2014”

Estremisti islamisti e sinistra mondialista invitano a boicottare le Olimpiadi di Sochi? Beh, allora è un motivo di più per andarci o, almeno, per seguirle con attenzione e simpatia. La Russia di Putin dà fastidio ai padroni del vapore mondialista, ormai è chiaro, e il tentativo di far fallire le Olimpiadi per sminuire il prestigio che Mosca ha guadagnato impedendo la guerra in Siria e salvando i cristiani del Medio Oriente è ormai evidente. La stampa internazionale martella da mesi sulla presunta legge antigay russa (una totale invenzione) e adesso si parla di "Olimpiadi Militari" e si sventola il problema sicurezza rivelando che navi americane sarebbero già pronte ad intervenire per evacuare sportivi e spettatori statunitensi nel caso di attentati. Una "bella" pubblicità, certo.
Ma chi sono i potenziali attentatori? Non certo degli sconosciuti, visto che si tratta di quei gruppi ceceni che da anni imperversano nel Caucaso grazie all'accondiscendenza occidentale e che sono una delle colonne dei "ribelli democratici" che americani ed europei sostengono nella bestiale guerra contro la Siria. Che poi ormai tutti dicano e scrivano che questi ribelli siano legati ad Al Qaida e agli autori delle stragi dell'11 settembre pare un insignificante dettaglio: nelle chiacchiere dei politici e in TV si racconta comunque che il terrorista è il legittimo governo di Assad, mentre le bande di tagliagole invasati sono elogiate e finanziate. Un film simile a quello visto in Serbia e a quello in corso in Ucraina, altra crisi pilotata e fatta arrivare a maturazione proprio a ridosso dei Giochi e reinterpretata dalla stampa che da un lato esalta i rivoltosi (anche di estrema destra) che assaltano con le molotov il parlamento di Kiev e dall'altro condanna e accusa di fascismo i 20.000 francesi che nelle stesse ore sono scesi in piazza a chiedere le dimissioni del socialista Hollande. Da un lato si grida alla scandalo e alla brutale reazione autoritaria se i poliziotti ucraini con le divise in fiamme tentano di difendersi da chi li attacca, ma dall'altro si grida di gioia quando la polizia francese "fa rispettare l'autorevolezza repubblicana" e arresta 250 persone colpevoli di nulla se non di aver partecipato ad una pacifica manifestazione di dissenso. D'altra parte Hollande, la cui popolarità tra i francesi è a livelli catastrofici, è popolarissimo sui giornali che lo hanno eletto a paladino della democrazia quando ha fatto sapere, subito seguito dal presidente tedesco e dal premier belga (capirai…) che lui alle Olimpiadi non ci andrà. Per tutta risposta Marine Le Pen ha dichiarato che lei ci andrebbe molto volentieri e che tale scortesia va contro i doveri di rappresentanza del presidente e riporta l'Europa indietro, agli anni della Guerra Fredda tra est e ovest. La leader del Front National ha poi criticato la politica estera francese antirussa e filo-araba e ha denunciato: "La Francia si avvicina al primo responsabile dell'espansione mondiale del fondamentalismo, l'Arabia Saudita, che sostiene dappertutto i salafiti ed è senza dubbio responsabile del nuovo attivismo degli islamisti in Caucaso in prossimità dei Giochi olimpici di Sochi e degli attentati di Volgograd, come pensano i servizi segreti russi". La stampa francese ha fatto finta di niente ma ormai da mesi, dopo l'incontro del 31 luglio 2013 tra Putin e il principe saudita Bandar per discutere del conflitto siriano che vede Mosca, schierata con Assad, contrapposta agli sceicchi finanziatori dei ribelli, si moltiplicano le indiscrezioni giornalistiche che riportano di una riunione assai agitata e dai contenuti clamorosi. Ai primi di agosto, infatti, alcuni media russi parlano di una serie di proposte fatte dai sauditi che in cambio di collaborazioni commerciali e accordi su questioni petrolifere chiederebbero alla Russia un disimpegno sul fronte siriano. Putin- spiegano- risponde con un NIET. Il 21 agosto però il giornale libanese "As Safir", subito rilanciato in inglese dall'informatissimo "Al Monitor" e poi dall'inglese "Telegraph" e da media russi racconta una storia più ricca di dettagli che parte dalla Siria e arriva alle Olimpiadi di Sochi. Secondo le ricostruzioni pubblicate il saudita avrebbe cominciato col dire: "Ci sono molti obiettivi in comune tra noi, specialmente la lotta al terrorismo in tutto il mondo…la minaccia terrorista sta crescendo col fenomeno delle cosiddette primavere arabe. Abbiamo perso qualche regime e quel che ne abbiamo ottenuto in cambio sono esperienze di terrorismo come evidenziato dall'esperienza dei Fratelli Musulmani in Egitto e dai gruppi estremisti in Libia." Poi ecco il pezzo forte: "A titolo di esempio io posso darvi la garanzia di proteggere le Olimpiadi invernali a Sochi l'anno prossimo. I gruppi ceceni che minacciano la sicurezza dei giochi sono controllati da noi e non si muoveranno verso il territorio siriano senza coordinarsi con noi. Questi gruppi non ci fanno paura. Li usiamo contro il regime siriano, ma non avranno influenza nel futuro politico della Siria". La storia recente sta invece mostrando come i gruppi di estremisti/mercenari giunti dall'estero abbiano sopraffatto persino i ribelli siriani e siano diventati i veri padroni della situazione, ma torniamo al meeting e alla reazione di Putin che sulla Siria avrebbe risposto: "Noi crediamo che il governo di Assad sia il miglior rappresentante del popolo siriano e non quei mangiatori di fegato umano". Una frecciata, questa, già lanciata durante la prima conferenza di pace di Ginevra quando durante un confronto con il premier britannico Cameron. Dopo aver ascoltato la "lezioncina" dell'inglese che spiegava quanto fosse giusto fornire armi ai ribelli in Siria, Putin disse davanti alle telecamere: "Io penso che noi non dobbiamo aiutare coloro che uccidono i nemici, li squartano e ne mangiano gli organi. Tutto questo è filmato, ci sono le prove. Voi volete fornire le armi a questo tipo di persone?" ha chiesto Putin ad un imbarazzatissimo Cameron. "In questo caso – ha aggiunto- fareste una cosa che non alcuna relazione con i valori umanitari che l'Europa ha professato per secoli. Noi russi non possiamo fare una cosa del genere". Con altrettanta sicurezza, secondo le fonti citate, Putin ha risposto ai sauditi: "Sappiamo che avete supportato i gruppi terroristi ceceni per un decennio e quel supporto di cui, con franchezza, avete parlato adesso è incompatibile con i comuni obiettivi di lotta al terrorismo globale che avete menzionato". Nessuna intesa quindi. Qualche mese dopo sono arrivate le bombe a Volgograd e le minacce di attentati ai Giochi sono notizia quasi quotidiana. I terroristi vogliono che le Olimpiadi vadano deserte e, purtroppo, i politici europei che orgogliosamente annunciano la loro assenza in nome della democrazia non fanno che dare una fortissima mano a quegli islamisti che, come prima nemica, hanno proprio l'odiatissima democrazia occidentale. Boicottare Sochi, oltre ad essere antisportivo, non ha nulla di eroico. Si tratta di un atto grave che sarà interpretato per quel che è: l'atto di resa dell'Europa.

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