giovedì 6 febbraio 2014

LIBERI TUTTI Ogni giorno a casa 30 DELINQUENTI


“La Padania 06.02.2014”

E' il terzo provvedimento che arriva in Parlamento con lo scopo di risolvere il problema del sovraffollamento carcerario  nella maniera più becera: aprire le celle ai delinquenti. Fuori tutti, o quasi. Fuori anche eh i ha commesso reati gravissimi, dall'omicidio ai reati mafiosi passando per quelli di grave allarme sociale come i reati di truffa, furto in abitazione, furto  aggravato e dal reato di stalking. Il decreto di cui stiamo parlando è lo svuota-carceri per eccellenza, approvato il 23 dicembre 2013 e ora all'esame dell'Aula della Camera che dovrebbe approvarlo oggi. Titolo del testo è esemplificativo: misure urgenti in tema dei diritti fondamentali dei detenuti e di riduzione controllata della popolazione carceraria. Insomma svuota-carceri che in questo caso diventa anche salva mafiosi. Proprio così perché le misure, così come sono state licenziate, favoriscono anche chi è dentro per reati connessi con la criminalità organizzata.
Anche loro, in maniera retroattiva, possono beneficiare degli sconti di pena. Le principali novità incluse nel provvedimento c'è anche l'innalzamento dello sconto per la liberazione anticipata (misura temporanea che scadrà tra 2 anni) portando dagli attuali 45 giorni a semestre a 75 giorni a semestre applicabili a tutti. Da qui il nome di indulto mascherato. L'applicazione è retroattiva dal 1° gennaio 2010 e comporta l'applicazione automaticamente a tutti. Una misura questa della cosiddetta liberazione anticipata speciale che è stata poi modificata in commissione proprio grazie all'approvazione di un emendamento della Lega Nord. Grazie a questa modifica non sarà possibile consentire la liberazione anticipata speciale per tutti i reati di mafia, terrorismo, violenze sessuali e altri reati gravi di cui all'art 4 bis della legge sull'ordinamento penitenziario. peccato però che questa misura è attualmente in vigore e dal 24 dicembre ne stanno beneficiando tutti, compresi mafiosi e altri criminali. Altra misura vergognosa prevista nella prima stesura del testo è il rimborso fino a 100 euro al giorno per i detenuti ai quali non è stato possibile dare risposta positiva alle loro istanze previste dal regolamento penitenziario. Anche questa, per fortuna, è stata eliminata da un emendamento del Carroccio. Ma l' unico modo per  migliorare il provvedimento è quello di farlo decadere. Si abbassa, inoltre, la pena per spaccio di lieve entità dagli attuali 6 anni (come pena massima) a 5 anni così consentendo di non applicare più la possibilità della carcerazione preventiva. Tra le nuove misure, c'è anche il braccialetto elettronico, che viene incentivato, prevedendone comunque l'applicazione solo per i domiciliari. Il decreto, infine, prevede la creazione del Garante nazionale diritti dei detenuti. Al decreto la Lega Nord, con Nicola Molteni, ha presentato una relazione di minoranza. "Questa minoranza ritiene convintamente – si legge nella relazione – che con questo provvedimento si sovverte l'ordine naturale delle cose e si dà attenzione unicamente ed esclusivamente a coloro che commettono i reati cioè agli imputati, mentre si lascia senza tutela la persona offesa del reato e i cittadini tutti, mentre noi riteniamo che l'attenzione dove essere riversata solo ed unicamente a chi i reati li subisce. Non abbiamo letto nella relazione di maggioranza e non abbiamo sentito dalle forze politiche di maggioranza, che appoggiano e sostengono questo provvedimento, una parola, una sola parola spesa per le vittime dei reati, per le persone offese dai reati e per la sicurezza del nostro Stato". Molteni ricorda che •col precedente governo Berlusconi erano stati stanziati 675 milioni di euro per il piano carceri. L'allora Ministro della giustizia Severino, ed oggi l'attuale ministro Cancellieri, aveva comunicato che erano pronti, da qui al 2015, per essere utilizzati, 11.000 nuovi posti all' interno delle carceri, ma era la classica promessa di Pirro. Invece riteniamo che deve essere perseguita una politica sistematica, una politica organica, una politica infrastrutturale. Costruiamo più carceri e soprattutto diamo garanzie di certezza della pena e alla sicurezza di tutti i cittadini. L'altro modo per risolvere il problema del sovraffollamento delle carceri è quello di far scontare ai detenuti stranieri - e ben venga l'introduzione, con l'articolo 6 del presente disegno di legge, di una norma che proceduralizzi e consenta l'espulsione prevista dalla Bossi-Fini - la pena nei Paesi di origine. Ma appare difficile fare le espulsioni senza stanziare i fondi. Ed infatti, proprio per questo che la nostra forza politica ha presentato un emendamento volto a consentire, nei fatti, le espulsioni attraverso lo stanziamento di fondi. Con questo provvedimento si affronta il tema giustizia, come se fosse quello delle carceri; come se il tema del funzionamento della giustizia nel nostro Paese sia legato solo a questo tema. La maggioranza con questo provvedimento si disinteressa di tutto, ovverosia della totalità delle questioni reali e attinenti al sistema giustizia, come: il carico pendente arretrato - 9 milioni di casi civili e penali pendenti - la irragionevole durata dei processi sia essi penali che civili, la negata giustizia civile in temi rapidi a favore delle imprese che chiedono il pagamento dei propri crediti». •Infine - conclude – attraverso l'articolo 7 si è introdotta la figura del Garante nazionale dei diritti delle persone detenute o private della libertà personale, apprezzabile come strumento, privo di effettivi poteri e di contenuti, se non quelli mass-mediatici e demagoghi propri di questo governo».

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