lunedì 10 febbraio 2014

La Svizzera dice no all'immigrazione di massa

“ininsubria.it 10.02.2014”

Clamoroso, e forse inatteso persino dai promotori, l'esito del voto Udc sull'iniziativa popolare federale "Contro l'immigrazione di massa". L'immigrazione senza freni, anche se proviene dai paesi dell'Unione Europea, non piace agli svizzeri, che chiedono di contingentare i permessi di dimora e di dare la preferenza ai residenti sul mercato del lavoro. Poco prima delle ore 16.00, come anticipato dal "Giornale del Ticino", ovvero quando ancora mancavano i riscontri dal Canton Zurigo e del Canton Berna e segnatamente dai seggi dei centri storici delle due città, il "sì" risultava prevalente anche nei numeri, cancellando ogni residua possibilità - in termini meramente aritmetici - di rimonta. Solo alle ore 17.06 la conferma: margine di 0.6 punti percentuali, ossia 50.3 contro 49.7 per cento, nel numero dei consensi attestatisi ad 1'463'954 contro 1'444'438, oltre alla massiccia prevalenza sul fronte dei Cantoni (14.5 contro 8.5; trattandosi di modifica costituzionale, era necessaria la doppia maggioranza).
Di nuovo lo scenario di una Svizzera spaccata; approvazione a Lucerna, Uri, Svitto, Obwaldo, Nidwaldo, Glarona, Basilea-campagna, Sciaffusa, Appenzello interno, Appenzello esterno, San Gallo, Grigioni, Argovia, Soletta, Turgovia, Berna - a sorpresa - ed ovviamente Ticino (qui 82'652 schede per l'iniziativa contro 38'589, ovvero il 68,17% di voti favorevoli al testo, contro il 31,83%); "no" da Zurigo, Zugo (per uno scarto di 50 schede…), Friborgo, Basilea-città, Vaud, Vallese, Neuchâtel, Ginevra e Giura. Si profila pertanto una sconfessione totale del Consiglio federale, dei sindacati ed anche dell'associazione padronale "EconomieSuisse". Con 837 schede di scarto, nei Grigioni la maggioranza dei votanti, il 50,6% (35'721 persone) per la precisione, ha detto "sì" all'iniziativa dell'UDC.

I COMMENTI

"Il voto svizzero ancora una volta si dimostra un grande esempio di democrazia capace di superare i diktat di certi poteri e certa informazione - dice il segretario provinciale della Lega Nord Varese Matteo Bianchi -. Complimenti ai cittadini ed ai partiti che hanno sostenuto questa iniziativa per far si che la Svizzera non diventi una grande giungla senza regole come l'Italia. Ancora una volta loro fanno gli interessi della Confederazione, cosa che non fa l'Italia verso i propri cittadini. Paradossalmente la regolamentazione dei contingenti può far bene anche ai frontalieri italiani, che hanno bisogno di un Ticino forte, non in balia dei poteri mondialisti e progressisti. Non possiamo pensare che il Ticino possa ospitare più di 60.000 frontalieri al giorno, ma con questa iniziativa possiamo presumere che l'economia del Ticino venga debitamente regolamentata in positivo, in maniera da continuare "a tirare" e ad essere il primo ammortizzatore sociale anche per i nostri giovani delle provincie di confine. "

“La proposta uscita dalla consultazione referendaria dimostra che c’è un Paese spaccato in due - dice Lara Comi, l’europarlamentare di Forza Italia - Voglio però vedere se Berna vorrà portare avanti fino in fondo la politica dei tetti massimi all’immigrazione andando a chiedere la rinegoziazione dei trattati con l’Unione europea per la libertà di movimento delle persone. Portare indietro le lancette della storia non è la soluzione e l’isolamento a trecentosessanta gradi alla lunga è un boomerang. Anche perché va ricordato che l’Unione Europea è il principale partner economico della Svizzera. E di questa libera circolazione ne beneficia il Paese che può avere manodopera specializzata, quella garantita dai 60 mila frontalieri italiani, a costi più bassi. Io continuerò in tutte le sedi europee a battermi contro questo tentativo di discriminare i lavoratori italiani. Se persisterà questa politica, potremmo fare la proposta di rompere gli accordi di Schengen cui la Confederazione Elvetica ha aderito”.

"Il voto svizzero odierno esprime la volontà dei cittadini di tutelare il proprio lavoro e il compito di Regione Lombardia sarà quello di tutelare i circa 60mila lavoratori transfrontalieri che rappresentano una risorsa e un grande apporto all'economia del Canton Ticino - afferma Francesca Brianza, consigliera regionale della Lega Nord -. Per questo motivo il gruppo Lega martedì presenterà subito una mozione che chiederà al Consiglio di conferire al presidente Roberto Maroni l'autorità di prendere parte, con il Governo italiano, alle trattative che saranno intavolate con Berna. Regione Lombardia conosce l'importanza dei frontalieri e dovrà prendere parte ai lavori che riguarderanno la rivisitazione degli accordi della Svizzera alla luce del voto odierno. L'obiettivo è impedire che la questione frontalieri diventi, come già tentato, "merce di scambio" per altri argomenti, quali ad esempio il rientro dei capitali".

"Gli svizzeri fanno i loro interessi accogliendo le imprese italiane e i nostri capitali salvo poi chudere la porta in faccia ai nostri frontalieri quando la crisi comincia a farsi sentire fra i lavoratori d'oltreconfine. Il problema è che il nostro governo non sa e non vuole fare altrettanto, tutelando veramente le migliaia di lavoratori delle province di confine".
Non usa mezzi termini il senatore della Lega Nord Stefano Candiani alla luce anche del referendum in Canton Ticino. "Il tempo delle buone maniere – continua il senatore di Tradate – è finito, nelle prossime ore come movimento metteremo in atto tutte le azioni possibili per tutelare la nostra gente e per mettere Letta e il ministro Saccomanni con le spalle al muro: Pd, Scelta Civica e Nuovo Centrodestra dovranno assumersi le proprie responsabilità e spiegare cosa intendano fare".
Conclude Candiani: "Fino ad ora il governo italiano ha pensato solo a come recuperare i soldi illegalmente esportati in Svizzera, ignorando i problemi dei frontalieri e dei ristorni per i comuni di confine, occupandosi solo di fare cassa considerando Varese e Como una terra ai margini dell'Impero: temiamo che continuerà su questa strada, se lo farà troverà però nella Lega Nord un fronte compatto e pronto a tutto".



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