lunedì 17 febbraio 2014

Il caso-Sandy finisce in Senato. Ma lei insiste: «Sindaci sfigati»

“laprovinciadivarese.it 16.02.2014”

Varese -  «Sindaci abbandonati e sfiduciati, non sottovalutiamo il loro malessere». Lo ha affermato tre giorni fa a Palazzo Madama il senatore della Lega Nord Stefano Candiani, citando esplicitamente il caso del disimpegno annunciato dal sindaco di Viggiù Sandy Cane, indisponibile a ricandidarsi per il secondo mandato. «Siamo degli sfigati, non ci ascolta nessuno» ammette la fascia tricolore della Valceresio. «Un sindaco a Palazzo Chigi? Non cambierà niente» ne è convinto il senatore. Eppure nel disegno di legge Delrio sul riordino delle province spunta un emendamento per introdurre la possibilità di un terzo mandato per i sindaci. «Sicuramente è un provvedimento ad personam per qualcuno che non si sa dove piazzare - fa notare il leghista Stefano Candiani - ma è paradossale, visto che si fa fatica a trovare gli amministratori, e quelli che sono sul campo si dimettono. Altro che terzo mandato, qui ci sono sindaci che scappano già dopo il primo».
E così il j’accuse di Sandy Cane da Viggiù è salito alla ribalta del dibattito di Palazzo Madama, «emblema - per Candiani - di una situazione che si sta diffondendo sul territorio con preoccupante gravità, troppo spesso sottovalutata: i sindaci stanno perdendo totalmente fiducia nello Stato e anche nelle istituzioni che rappresentano». «Occorre far sentire che il Governo e il Paese sono vicini e che il Parlamento opera per riuscire ad allentare i problemi, come il Patto di stabilità e la difficoltà a sostenere il carico sociale». Ma Sandy Cane, che una settimana fa aveva annunciato il suo “gran rifiuto” alla ricandidatura a sindaco di Viggiù alle amministrative del 25 maggio, non intende cambiare idea, nonostante le reazioni contrastanti che ha suscitato la sua scelta. «Ieri un signore di Viggiù mi ha sgridato, dicendomi che non devo mollare, ma devo continuare a lottare con le unghie e con i denti - ammette Sandy - Io lo capisco, e anche a me dispiace lasciare, ma sono stanca. Non è codardia, perché in questi cinque anni ho sacrificato la mia vita, ma per che cosa? Noi sindaci siamo tutti degli sfigati, non ci ascolta nessuno, non vale la pena continuare». Infatti tra i colleghi sul territorio, «c’è qualcuno che mi ha detto, “Fai bene” - racconta Cane - chi ce lo fa fare? Penso già a quando non ci sarà più la Provincia e i comuni dovranno occuparsi di ripulire le strade provinciali quando nevica: già oggi paghiamo una fucilata per le nostre strade, come faremo con le provinciali?».



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