“La
Padania 18.02.2014”
Detto e
fatto. li leader leghista Matteo Salvini l'aveva promesso: in vista delle
elezioni europee di maggio, il Carroccio organizzerà un "Basta euro
tour" nei capoluoghi del Nord ma anche all'estero, a partire da febbraio,
per «Spiegare che uscire dalla moneta unica conviene». Domenica a Firenze, a
casa dell'altro Matteo, il Renzi neo premier, con un auditorium strapieno Ieri
invece la presentazione ufficiale in via Bellerio a Milano insieme al
professore Claudio Borghi. Al tour no Euro parteciperanno docenti universitari
e imprenditori - spiega il segretario federale del Carroccio - per spiegare che
«Uscire dall 'euro conviene»; che «Un'altra Europa è possibile » e che «bisogna
ridiscutere i vincoli europei». Un'iniziativa che sarà accompagnata da un tour
europeo che «Ci porterà in Francia, Olanda e Austria, insieme a movimenti
euroscettici con cui ci siamo alleati». E un libro incentrato sulla
"exitstrategy" permettere nero su bianco come si può vivere e
crescere senza l'attuale moneta unica. Perché «senza l'euro l'Italia riparte,
ripartono i consumi e non ci saranno mai più casi Electrolux» spiega Salvini che
ieri alle 14 era davanti ai cancelli della Invernizzi nella Bergamasca. Una
presentazione che arriva nello stesso giorno in cui l'altro Matteo sale al Quirinale
dal capo dello Stato per ricevere il mandato da premier.
E proprio al nuovo governo
targato Renzi, Salvini chiede di tirare fuori c<le palle con Bruxelles». Non
una richiesta esclusiva della Lega - preciserà lo stesso leader del Carroccio
-ma del Paese che lavora». L'invito di Salvini è di fatto quello di «ridiscutere
tutti i vincoli europei a partire dalla prima sciocchezza che è l'euro». Si
riparte da Milano, il 22 febbraio, dopo la tappa fiorentina di domenica. E via via
tutti i grandi centri del Nord: da Torino fino a Bergamo. Allo studio anche un
tappa nel Mezzogiorno, in Puglia o in Sicilia. La battaglia per un altra Europa
e contro questo euro è una battaglia non solo del Nord», ribadirà Salvini precisando che dalla pagina web in allestimento
www.bastaeuro.org sarà possibile scaricare il manuale "Basta euro!
Come uscire dall'incubo", con 31 domande e altrettante risposte dedicate a
quelli che lo stesso leader leghista Salvini definisce europirla, ossia tutti
coloro che vedono nell'euro una sorta di bibbia. In tutto 25 pagine scritte insieme
a Claudio Borghi Aquilini,
professore di Economia all'Università Cattolica di Milano. «Non ho ancora
trovato un economista serio e preparato che abbia detto come l'euro sia il
migliore dei mondi possibili». Al contrario - continua Borghi – con la moneta
unica 'ci stanno fregando, raccontandoci solo tante balle. Qualche esempio?
Intanto chiarisce ancora il docente universitario - «Siamo entrati nell'euro
senza che nessuno ci abbia chiesto nulla. Abbiamo dato alla Spagna 10 miliardi
per salvare le sue banche, ma non siamo riusciti
a trovare 150 milioni per la mini Imu. Abbiamo impegnato 53 miliardi nel fondo
salva stati, soldi che potevano essere impiegati per ridurre debito pubblico». Così
come bisogna stare attenti «a non farsi ingannare da chi mette paura affermando
che uscire dall'euro significherebbe perdere tutto. Semmai chi ha perso il
lavoro ha realmente perso tutto...». L'uscita dall'euro immaginata dal
Carroccio prevederebbe diversi passaggi. Un euro a due velocità che ha però il
limite di dover scendere a patti con gli altri Stati membri. Meglio il ritorno
alle monete nazionali. Inteso come un recupero della propria sovranità
nazionale monetaria. Il tasso di conversione sarebbe uno a uno - chiarisce
Borghi - e il giorno dopo questo passaggio non se ne accorgerebbe nessuno». Quindi
l'introduzione di monete macroregionali. Così come l'euro non può andare bene
per tutta Europa – spiega ancora il segretario federale - così una moneta nazionale
non potrebbe andare bene per tutta l'Italia, tra Nord e Sud ci sono economie diverse».
Ma prima fa capire Salvini - serve portare fuori il Paese dall'euro. Solo così
«starebbe meglio e senza contraccolpi negativi». E le elezioni di maggio saranno
uno spartiacque. Una data su cui Salvini arriva carico: «il nostro obiettivo è fare
meglio delle ultime elezioni. Tanti leghisti che l'ultima volta hanno votato
Grillo o Berlusconi o sono rimasti a casa si stanno riavvicinando alla Lega e
questo mi lascia ben sperare». Con Luca Zaia, governatore del Veneto che
ieri è tornato a chiedere a gran voce di «Uscire
dall'euro». Zaia non ha dubbi: Come Veneto e come Lombardia abbiamo i parametri
migliori di quelli della Baviera - ha spiegato La verità è che un'eurozona dove
tutti, buoni e cattivi, ci entrano, penalizza in prima battuta direttamente i
virtuosi. L'unica soluzione è quella di uscire dall'euro».

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