“La Padania 14.01.2014”
Abrogare il reato di clandestinità. E quanto chiedono gli iscritti grillini,
chiamati a esprimersi sulla materia in un referendum on line, alla vigilia del
voto in Senato sulle depenalizzazioni. O meglio, è quanto chiede una parte
(piccola} degli iscritti. Dalle 10 alle 17 di ieri gli «iscritti certificati»
hanno cliccato il loro verdetto: 15.839 hanno votato per l 'abrogazione del
reato, 9.093 per il mantenimento. Numeri davvero piccoli, come si capisce, dal
comunicato apparso in serata sul blog di Grillo: «l votanti sono stati 24.932.
Gli aventi diritto erano gli iscritti certificati al 30 giugno 2013, pari a
80.383». Hanno votato quindi poco più che un iscritto su quattro. Piccoli
numeri che però saranno «Vincolanti» per parlamentari grillini che oggi
dovranno votare di conseguenza in Aula. «Chi cancellerà la Bossi-Fini, dovrà
fare i conti con la Lega e con qualche milione di italiani incazzati», avverte
il segretario della Lega Matteo Salvini.
«I parlamentari del Movimento 5 Stelle
voteranno per Cancellare il reato di immigrazione clandestina. Peccato. Dopo il
dietrofront sul no Euro, di cui tanto avevano parlato, adesso si renderanno complici
dell'invasione di immigrati. Speravo fossero diversi. Amen, andiamo avanti da
soli!». Oggi quindi in aula il voto grillino si dovrebbe sommare a quello di
sinistra per demolire un fondamento della legge Bossi Fini. Annuncia per questo
battaglia Massimo Bitonci, capogruppo leghista a palazzo Madama, dove oggi
verrà votato lo svuotacarceri: «È un provvedimento vergognoso che oltre a
svuotare le carceri abolisce il reato di clandestinità. Una norma che avrebbe il solo risultato, come vuole la
Kyenge, di richiamare ancor più clandestini sul nostro territorio. Una vera
catastrofe per l'intero Paese sia in termini di sicurezza che per il fatto che questi
disperati dovremo anche mantenerli. Per quanto
ci riguarda questa misura non vedrà mai la luce. Ci opporremo in tutti i modi».
Torna invece sulla consultazione e on line dei grillini il responsabile
immigrazione della Lega Nord Manes Bernardini, che definisce il referendum «Una
ridicola boutade». Per Bernardini la consultazione promossa dal comico genovese
serve «Solo a tenere a bada la componente sinistrorsa dei Cinque Stelle che
domina sempre più», anche perché è stato lo stesso Grillo a rimarcare più volte
che il reato di clandestinità esiste in molto Paesi europei. Secondo Bernardini
poi lo spettacolo messo in scena in questa occasione dal Movimento 5 Stelle
conferma una volta di più che i grillini sono «dilettanti allo sbaraglio», un'«accozzaglia
disomogenea di visioni senza direzione e una linea politica». E in effetti è
difficile non vedere come la scelta di Grillo di consultare «gli iscritti certificati
al 30 giugno 2013» abbia ancora una volta sparigliato le carte all'interno del
suo stesso movimento che infatti ha risposto con molte critiche. Ad iniziare
dagli stessi eletti del M5S, che non hanno usato certo parole diplomatiche. Secondo
il senatore Luis Alberto Orellana il referendum indetto da Grillo attraverso il
suo blog o è «l'ennesima presa in giro» o «Una palese dimostrazione di totale
incapacità e di approccio dilettantesco a una questione così importante».
Orellana se la prende soprattutto con le modalità - l'avviso è stato pubblicato
domenica - e i tempi - si poteva votare ieri dalle 10 alle 17 - di
"convocazione": «Allo staff - dice Orellana - era noto da tempo che
questo provvedimento sarebbe arrivato in aula. Perché ridursi a poche ore dal voto
a far partire il sondaggio?». Al senatore, come a tutti del resto, non è poi
chiaro il valore di questo voto, visto che lo stesso Grillo lo ha definito
«Vincolante per i senatori». Chi non si adeguerà cosa rischia? L'episodio inoltre
ridesta nel senatore, e ancora una volta in tutti noi, l'inquietante dubbio:
Chi c'è, insomma, questo fantomatico staff, se mai esiste davvero? «La mia
richiesta di conoscere i nomi dei componenti dello staff è sempre più attuale.
- dice Orellana Chi sono? Sono adatti? Siamo in mano a dei dilettanti allo
sbaraglio?». Se la prende invece direttamente con i vertici del partito un
altro senatore M5S, Francesco Campanella: «Non è così che va gestita la democrazia
diretta. La vita delle persone non è un videogioco né una battuta da condividere
sui social media. Il blog gestito così diventa un'arma nelle mani di qualcuno
che si è convinto di poter gestire più di 150 parlamentari con strategie di organizzazione
di rete aziendale. Togliamo quella pistola a Casaleggio!».

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