“La
Padania 15.01.2014”
«La
simpatica sciura Kyenge dice "La Padania chi? Non so chi sia la
Lega Nord". Chi siamo? Siamo quelli che, dando voce a milioni di cittadini
incazzati da Nord a Sud di cui lei non si preoccupa, la faranno dimettere». Così
su Facebook il segretario federale della Lega, Matteo Salvini, ha messo
il sigillo ieri sera a una giornata in cui la sinistra ha dato il peggio di sé.
Tutto è nato dalla scelta del nostro giornale di riportare a partire da ieri,
in un'apposita rubrica intitolata "Qui Kyenge", l'agenda degli
appuntamenti pubblici della ministra per l'Integrazione, Cécile Kyenge. Il
principio è chiaro: per criticare bisogna conoscere. E per conoscere, sempre
meglio andare diretti alle fonti. Naturalmente, per i custodi dell'ortodossia benpensante, tutto questo è eresia da punire
con il fuoco incrociato degli indignati di professione. Con qualche minaccia di
rivolgersi addirittura ai magistrati, giusto per non farsi mancare nulla, come
dichiarato dal deputato del Pd Khalid Chaouki.
E allora vai con le palle incatenate sparate da sinistra contro La Padania, colpevole evidentemente di informare "rivelando" gli appuntamenti pubblici del ministro. E naturalmente contro la Lega. al solito sporca, razzista, brutta e cattiva. Lei, la protagonista, ha deciso di cavarsela con una battuta "alla Renzi", proprio come quella che aveva portato alle dimissioni il viceministro Fassina: «La Padania chi?», ha detto ai giornalisti che la incalzavano per avere una sua dichiarazione in merito alla vicenda. Ma di togliere la rubrica, spiega il nostro direttore Aurora Lussana, non se «ne parla nemmeno». «Non la tolgo, a meno che non tolgano gli appuntamenti dal portale del ministero. Sono tutti impegni pubblici», ha detto ieri chiaro e tondo. «L'idea di fare la rubrica risponde a un bisogno dei nostri lettori che mi hanno scritto perché volevano sapere dove va e cosa fa la Kyenge», ha aggiunto. «Il nostro giornale si occupa ogni giorno di immigrazione e di politiche immigratorie: c'è grande attenzione per questo ministero. Noi siamo un piccolo giornale di opposizione e lei è una potente donna del governo che tutti i media celebrano come una santa: gode di una sorta di immunità razziale». «Sono andata anch' io ad ascoltarla, Telepadania e La Padania l'hanno intervistata», ha poi aggiunto. «Lei non può godere di un'immunità razziale, avrei voluto questa indignazione per le famiglie italiane bloccate in Congo o per i marò. L'ultima cosa che avrei immaginato oggi è che i professionisti dell'indignazione scatenassero questo caos per un'agenda pubblica pubblicata dalla Padania». Nemmeno il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, come anticipato, è disposto ad accettare le accuse intorno al movimento e al suo quotidiano. «La Padania divulga semplicemente notizie pubbliche del ministro Kyenge, notizie che sono peraltro disponibili apertamente su l suo sito. Gli incontri sono pubblici, quindi non vedo il problema nel pubblicarli», ha osservato Salvini, segretario federale della Lega Nord Contro quest' iniziativa, tra gli altri, si sono espressi i senatori del Partito Democratico, Mauro Del Barba e Roberto Cociancich, definendola una «gravissima intimidazione». Per Salvini i due senatori risultano «ridicoli, questo dimostra solo la loro ignoranza. Non abbiamo diffuso dati segreti o appuntamenti privati, ma gli eventi, pubblici, di un ministro. È giusto che tutti i cittadini, che le pagano lo stipendio, sappiano come questa signora spende i loro soldi». Il segretario del Carroccio conclude sottolineando che «se un cittadino vuole andare ad ascoltare l'intervento del ministro dell'Integrazione, ministero che io oltretutto reputo inutile, è libero di farlo e divenirne a conoscenza. È evidente che il Pd si vergogna del suo ministro». Mentre anche il capogruppo al Senato Massimo Bitonci ha dichiarato che «la Kyenge non sa cos'è l'integrazione, non sa niente di niente, vuole favorire la negritudine come in Francia, ma noi possiamo farne a meno», la Lega annuncia un presidio, per sabato alle 10, a Palazzo Reale in piazza Duomo. «Sabato il ministro alla disintegrazione delle nostre comunità sarà a Milano. Ci saremo - dice Igor lezzi, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale - anche noi, per spiegare che a Milano prima vengono i cittadini milanesi che abitano in questa città e che hanno contribuito a farla crescere. Poi forse - aggiunge - se c'è spazio e opportunità, penseremo agli altri»•.
E allora vai con le palle incatenate sparate da sinistra contro La Padania, colpevole evidentemente di informare "rivelando" gli appuntamenti pubblici del ministro. E naturalmente contro la Lega. al solito sporca, razzista, brutta e cattiva. Lei, la protagonista, ha deciso di cavarsela con una battuta "alla Renzi", proprio come quella che aveva portato alle dimissioni il viceministro Fassina: «La Padania chi?», ha detto ai giornalisti che la incalzavano per avere una sua dichiarazione in merito alla vicenda. Ma di togliere la rubrica, spiega il nostro direttore Aurora Lussana, non se «ne parla nemmeno». «Non la tolgo, a meno che non tolgano gli appuntamenti dal portale del ministero. Sono tutti impegni pubblici», ha detto ieri chiaro e tondo. «L'idea di fare la rubrica risponde a un bisogno dei nostri lettori che mi hanno scritto perché volevano sapere dove va e cosa fa la Kyenge», ha aggiunto. «Il nostro giornale si occupa ogni giorno di immigrazione e di politiche immigratorie: c'è grande attenzione per questo ministero. Noi siamo un piccolo giornale di opposizione e lei è una potente donna del governo che tutti i media celebrano come una santa: gode di una sorta di immunità razziale». «Sono andata anch' io ad ascoltarla, Telepadania e La Padania l'hanno intervistata», ha poi aggiunto. «Lei non può godere di un'immunità razziale, avrei voluto questa indignazione per le famiglie italiane bloccate in Congo o per i marò. L'ultima cosa che avrei immaginato oggi è che i professionisti dell'indignazione scatenassero questo caos per un'agenda pubblica pubblicata dalla Padania». Nemmeno il segretario federale della Lega Nord, Matteo Salvini, come anticipato, è disposto ad accettare le accuse intorno al movimento e al suo quotidiano. «La Padania divulga semplicemente notizie pubbliche del ministro Kyenge, notizie che sono peraltro disponibili apertamente su l suo sito. Gli incontri sono pubblici, quindi non vedo il problema nel pubblicarli», ha osservato Salvini, segretario federale della Lega Nord Contro quest' iniziativa, tra gli altri, si sono espressi i senatori del Partito Democratico, Mauro Del Barba e Roberto Cociancich, definendola una «gravissima intimidazione». Per Salvini i due senatori risultano «ridicoli, questo dimostra solo la loro ignoranza. Non abbiamo diffuso dati segreti o appuntamenti privati, ma gli eventi, pubblici, di un ministro. È giusto che tutti i cittadini, che le pagano lo stipendio, sappiano come questa signora spende i loro soldi». Il segretario del Carroccio conclude sottolineando che «se un cittadino vuole andare ad ascoltare l'intervento del ministro dell'Integrazione, ministero che io oltretutto reputo inutile, è libero di farlo e divenirne a conoscenza. È evidente che il Pd si vergogna del suo ministro». Mentre anche il capogruppo al Senato Massimo Bitonci ha dichiarato che «la Kyenge non sa cos'è l'integrazione, non sa niente di niente, vuole favorire la negritudine come in Francia, ma noi possiamo farne a meno», la Lega annuncia un presidio, per sabato alle 10, a Palazzo Reale in piazza Duomo. «Sabato il ministro alla disintegrazione delle nostre comunità sarà a Milano. Ci saremo - dice Igor lezzi, segretario provinciale della Lega e consigliere comunale - anche noi, per spiegare che a Milano prima vengono i cittadini milanesi che abitano in questa città e che hanno contribuito a farla crescere. Poi forse - aggiunge - se c'è spazio e opportunità, penseremo agli altri»•.

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