“Susanna Anvar”
“La Padania 16.01.2014”
Ho letto il comunicato del M5S dal titolo "Lega mente, con reato di clandestinità più costi e meno sicurezza" e il post dell'on. Andrea Ciuffi sul blog di Beppe Grillo in cui spiega le ragioni dell'emendamento presentato nel luglio 2013 insieme al collega Buccarella per abrogare il reato di immigrazione clandestina, tutto soddisfatto dell'esito del sondaggio tra gli iscritti del M5S sul blog che si sono espressi in maggioranza a favore dell'abrogazione. Tuttavia proprio dalle parole dell'onorevole Ciuffi (che scrive «Depenalizzare significa quindi mantenere il procedimento amministrativo di espulsione per sanzionare coloro che violano le norme sull' ingresso e il soggiorno nello Stato») mi sovviene un dubbio: è stata fatta una corretta informazione su cosa sia il reato di clandestinità e sulle conseguenze della sua abrogazione? Non credo. Innanzitutto, vi è una direttiva comunitaria (la n. 2008/115/CE "Norme e procedure comuni applicabili negli Stati membri al rimpatrio di cittadini di paesi terzi il cui soggiorno è irregolare"), detta anche Direttiva Rimpatri, la quale in merito al procedimento amministrativo di espulsione (quello che cita l'on. Ciuffi), ha disposto come regola il rimpatrio volontario, ossia per espellere un clandestino si deve "invitarlo" a lasciare il Paese, cosa che non accade mai, e solo dopo una serie di inviti forse sarà possibile rimpatriarlo effettivamente. La stessa Direttiva però prevede una eccezione a questa regola all'articolo 2, comma 2, lettera b), ossia che si possa procedere al rimpatrio forzato qualora quest'ultimo sia previsto dall'ordinamento nazionale «come sanzione penale o come conseguenza di una sanzione penale». Dunque, perché il reato di clandestinità è stato introdotto e soprattutto perché è importante che rimanga? Non tanto per la sanzione pecuniaria ma proprio perché rimanendo l'ingresso e soggiorno illegali come reato e puntando sulla pena accessoria del reato stesso, ossia l'espulsione, si possono effettivamente rimpatriare i clandestini, con l'unico strumento efficace che ancora ci ha lasciato I'UE, l'articolo 2, comma 2, lettera b), della Direttiva appena citata. E per concludere, visto che va di moda citare le sentenze della Corte di Giustizia dell'Unione europea per giustificare provvedimenti come lo svuota-carceri o meglio l’indulto mascherato" di cui si sta discutendo al Senato e che contiene, guarda caso, proprio l'emendamento dei M5S che abroga il reato di clandestinità, ebbene la Corte, con la medesima pronuncia riguardo ai commi 5-ter e 5-quater dell'articolo 14 del T.U. Immigrazione, ha però anche affermato che gli Stati restano liberi di adottare misure, anche penali, al fine di dissuadere i cittadini di Paesi terzi dal soggiornare irregolarmente sul proprio territorio, purché non ostacolino lo scopo della direttiva di garantire l'effettività del rimpatrio. Con riguardo alle espulsioni, è sempre la stessa direttiva, e non un leghista, a dire che «Al fine di agevolare la procedura di rimpatrio si sottolinea la necessità di accordi comunitari e bilaterali di riammissione con i paesi terzi. La cooperazione internazionale con i paesi d'origine in tutte le fasi della procedura di rimpatrio è una condizione preliminare per un rimpatrio sostenibile». Che accordi sta facendo questo Governo? Di certo c'è solo che dopo l'introduzione del reato di clandestinità e l'avvio sotto il Ministero di Maroni di una seria politica di contrasto all' immigrazione clandestina fatta anche di accordi bilaterali con i Paesi di origine, nel 2010, ossia l'anno successivo, gli sbarchi calarono dell'88%. E, infine, parlando di numeri, vorrei capire come mai nel 2010 con una spesa di 460 milioni di euro sono stati espulsi 16.086 clandestini, mentre nel 2012 con il Governo Monti con 700 milioni di euro solo 4.015? E ancora, come mai nel 2010 con Maroni Ministro dell'Interno sono sbarcati 4.406 clandestini (a fronte di 16.086 espulsioni) e nel 2012 invece 13.245?

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