giovedì 12 dicembre 2013

Verso TORINO 2013: Storia dei Congressi del CARROCCIO

“La Padania 12.12.2013”

Dopo il successo dei Congressi del '97 e del '98 si apre per la Lega una nuova stagione. In primo piano c'è la questione degli immigrati. La Lega Nord deposita alla Corte di Cassazione il quesito referendario per l'abrogazione della legge Turco-Napolitano e inizia con successo la raccolta delle firme. La grande manifestazione del 17 gennaio a Milano vede coinvolti migliaia di cittadini mentre dal palco il Segretario Federale Umberto Bossi attacca duramente il disegno di società multirazziale. Il '99 è anche l'anno degli attacchi alla Lega, attacchi alle persone, alle sedi, ai gazebo, segno evidente che il Movimento ha colto nel segno. Il 29 gennaio a Lazzate (Mi) la Lega scende in corteo per difendere i concorsi pubblici  padani. Con il Sindaco, Cesarino Monti in prima fila, si marcia per conservare il posto di lavoro della Sig.ra B., assunta in Municipio il mese di novembre 1998, grazie alle disposizioni comunali che privilegiano i residenti nelle assegnazioni dei posti di lavoro.
La vicenda, come vedremo, avrò lunghi strascichi. Intanto è guerra anche sul fronte immigrati: i Prefetti di Mantova, Treviso, Alessandria e Vicenza annullano le ordinanze dei sindaci leghisti di Cesarea, Pomponesco, Alessandria, Rosà e Montecchio Maggiore con cu i si subordinava la possibilità di iscrizione degli extracomunitari all'anagrafe comunale, oltre che al possesso del permesso di soggiorno, anche ad un contratto di lavoro, un contratto di locazione, il certi ficato di sana e robusta costituzione e il certificato penale. La raccolta firme per l'abrogazione della Turco-Napolitano raggiunge quota 700.000 mentre continuano vandalismi e assalti alle sedi del Carroccio. Siamo a marzo: al Convegno degli  amministratori del Nord, a Bormio, viene presentato il progetto per I'Euroregione. L'8 maggio viene ufficializzato il blocco Padano: non solo la società padana esiste, ma si è persino organizzata politicamente in un'alleanza di sei partiti che esprimono le esigenze della gente del Nord. Ma avevamo lasciato in sospeso la questione Lazzate. Roma stringe il cappio attorno alla Padania con un disegno di legge approvato il 7 maggio dal Consiglio dei Ministri con cu i vengono eliminati i diritti dei residenti che concorrono a posti di lavoro nei propri Comuni. Questo è il commento di Cesarino Monti: •Solo Lazzate è riuscita a fare un 'assunzione grazie ai punti supplementari della residenza e se, per qualsiasi motivo si dovesse richiedere il licenziamento della nostra dipendente, io mi dimetterò immediatamente». E il 12 maggio il Prefetto ordina il licenziamento della dipendente padana. Intanto il Consiglio Federale delibera le espulsioni di Vito Gnutti, Giuseppe Ceccato e Paolo Bampo mentre Domenico Comino ha rassegnato le dimissioni da Segretario Nazionale della Lega Nord Piemont. Il 25 luglio si apre a Varese il Congresso Federale Straordinario e Domenico Comino si presenta annunciando di volersi candidare alla Segreteria Federale, ma viene accolto dai fischi. Accolto invece con un'ovazione Cesarino Monti. Il Prefetto di Milano, Sorge, ha chiesto a Roma la rimozione del sindaco e lo scioglimento del Consiglio Comunale per aver  commesso gravi e persistenti violazioni della legge. La lettera è stata recapitata dai carabinieri. Cesarino Monti, sospeso proprio alla vigilia del Congresso, commenta: «Hanno necessità di dare l'esempio agli altri sindaci leghisti». Così Monti è il trionfatore del Congresso e dal palco si rivolge direttamente al Prefetto di Milano: «Caro Sorge non sono un mafioso, né un delinquente. Ho fatto solo quello che la gente vuole, che vuole la mia gente». Bossi lo addita a esempio per tutti e annuncia che la Lega dovrà fare una grande battaglia per vincere almeno una regione del Nord mettendo così inizio alla fine dell'egemonia romana. Al termine del suo discorso Umberto Bossi si dimette ma le dimissioni vengono respinte dai delegati. Nel corso del Congresso viene inoltre approvata una mozione molto importante che propone di evitare ogni sorta di regionalismo inteso come elemento di frattura dei popoli del Nord; suggerisce che le province autonome, come ogni altra forma di autogoverno, devono, sempre e comunque, essere funzionali al conseguimento della libertà dei popoli del Nord in una Nazione Padana; rilancia la Questione Settentrionale; esclude ogni tipo di accordi se non nel caso di esplicita richiesta del Segretario Federale al Consiglio; consolida la forte unitarietà in tutte le componenti del Movimento nel perseguire gli obiettivi strategici delineati. 




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