“La Padania 12.12.2013”
Dopo il successo
dei Congressi del '97 e del '98 si apre per la Lega una nuova stagione. In
primo piano c'è la questione degli immigrati. La Lega Nord deposita alla Corte di
Cassazione il quesito referendario per l'abrogazione della legge Turco-Napolitano
e inizia con successo la raccolta delle firme. La grande manifestazione del 17
gennaio a Milano vede coinvolti migliaia di cittadini mentre dal palco il
Segretario Federale Umberto Bossi attacca duramente il disegno di società
multirazziale. Il '99 è anche l'anno degli attacchi alla Lega, attacchi alle
persone, alle sedi, ai gazebo, segno evidente che il Movimento ha colto nel
segno. Il 29 gennaio a Lazzate (Mi) la Lega scende in corteo per difendere i
concorsi pubblici padani. Con il
Sindaco, Cesarino Monti in prima fila, si marcia per conservare il posto di
lavoro della Sig.ra B., assunta in Municipio il mese di novembre 1998, grazie
alle disposizioni comunali che privilegiano i residenti nelle assegnazioni dei
posti di lavoro.
La vicenda, come vedremo, avrò lunghi strascichi. Intanto è
guerra anche sul fronte immigrati: i Prefetti di Mantova, Treviso, Alessandria e
Vicenza annullano le ordinanze dei sindaci leghisti di Cesarea, Pomponesco,
Alessandria, Rosà e Montecchio Maggiore con cu i si subordinava la possibilità
di iscrizione degli extracomunitari all'anagrafe comunale, oltre che
al possesso del permesso di soggiorno, anche ad un contratto di lavoro, un
contratto di locazione, il certi ficato di sana e robusta costituzione e il
certificato penale. La raccolta firme per l'abrogazione della Turco-Napolitano
raggiunge quota 700.000 mentre continuano vandalismi e assalti alle sedi del
Carroccio. Siamo a marzo: al Convegno degli amministratori del Nord, a Bormio, viene
presentato il progetto per I'Euroregione. L'8 maggio viene ufficializzato il
blocco Padano: non solo la società padana esiste, ma si è persino organizzata
politicamente in un'alleanza di sei partiti che esprimono le esigenze della gente
del Nord. Ma avevamo lasciato in sospeso la questione Lazzate. Roma stringe il
cappio attorno alla Padania con un disegno di legge approvato il 7 maggio dal
Consiglio dei Ministri con cu i vengono eliminati i diritti dei residenti che
concorrono a posti di lavoro nei propri Comuni. Questo è il commento di Cesarino
Monti: •Solo Lazzate è riuscita a fare un 'assunzione grazie ai punti
supplementari della residenza e se, per qualsiasi motivo si dovesse richiedere
il licenziamento della nostra dipendente, io mi dimetterò immediatamente». E il
12 maggio il Prefetto ordina il licenziamento della dipendente padana. Intanto
il Consiglio Federale delibera le espulsioni di Vito Gnutti, Giuseppe Ceccato e
Paolo Bampo mentre Domenico Comino ha rassegnato le dimissioni da Segretario
Nazionale della Lega Nord Piemont. Il 25 luglio si apre a Varese il Congresso
Federale Straordinario e Domenico Comino si presenta annunciando di volersi
candidare alla Segreteria Federale, ma viene accolto dai fischi. Accolto invece
con un'ovazione Cesarino Monti. Il Prefetto di Milano, Sorge, ha chiesto a Roma
la rimozione del sindaco e lo scioglimento del Consiglio Comunale per aver commesso gravi e persistenti violazioni della
legge. La lettera è stata recapitata dai carabinieri. Cesarino Monti, sospeso proprio
alla vigilia del Congresso, commenta: «Hanno necessità di dare l'esempio agli
altri sindaci leghisti». Così Monti è il trionfatore del Congresso e dal palco si
rivolge direttamente al Prefetto di Milano: «Caro Sorge non sono un mafioso, né
un delinquente. Ho fatto solo quello che la gente vuole, che vuole la mia
gente». Bossi lo addita a esempio per tutti e annuncia che la Lega dovrà fare
una grande battaglia per vincere almeno una regione del Nord mettendo così
inizio alla fine dell'egemonia romana. Al termine del suo discorso Umberto
Bossi si dimette ma le dimissioni vengono respinte dai delegati. Nel corso del Congresso
viene inoltre approvata una mozione molto importante che propone di evitare
ogni sorta di regionalismo inteso come elemento di frattura dei popoli del
Nord; suggerisce che le province autonome, come ogni altra forma di
autogoverno, devono, sempre e comunque, essere funzionali al conseguimento
della libertà dei popoli del Nord in una Nazione Padana; rilancia la Questione
Settentrionale; esclude ogni tipo di accordi se non nel caso di esplicita
richiesta del Segretario Federale al Consiglio; consolida la forte unitarietà
in tutte le componenti del Movimento nel perseguire gli obiettivi strategici
delineati.

Nessun commento:
Posta un commento