giovedì 12 dicembre 2013

Fontana va alla guerra contro i fondi per Roma capitale

“lintraprendente.it 12.12.2013”

A Roma sprecona più di cento milioni, ai Comuni virtuosi del Nord neppure un euro, anzi: son loro a dover pagare gli enormi debiti accumulati dall’amministrazione della capitale. Una situazione iniqua che ha mandato su tutte le furie Attilio Fontana, sindaco di Varese e presidente di Anci Lombardia. Per questo ha preso carta e penna e ha scritto al suo omologo torinese Piero Fassino (presidente nazionale Anci): nel decreto 126/2013 del 31 ottobre scorso «si evince che, nell’art. 1, il provvedimento prevede uno stanziamento di 115 milioni di euro a favore di Roma Capitale». «Tale stanziamento – ha precisato Fontana – che si aggiunge ai fondi già erogati in precedenza per ulteriori 415 milioni di euro, determina una situazione inaccettabile nella quale il Governo, a fronte di ingenti risorse destinate ad una sola città, si dichiara impossibilitato a stanziare 350 milioni di euro per i Comuni italiani al fine di risolvere l’annosa questione legata all’Imu».
Un’ingiustizia contro la quale si devono pensare gesti di protesta decisi di tutti i territori vessati, indipendentemente dal colore politico. «Come sindaci e rappresentanti dei territori e dei cittadini ci sentiamo pertanto presi in giro e chiediamo che l’associazione valuti se interrompere ogni trattativa con il Governo se non dovessimo avere risposte positive alle nostre richieste, poiché non riteniamo possibile continuare a mantenere relazioni istituzionali con chi non mantiene gli impegni assunti». Un’idea che ci ricorda, da vicino, quella portata avanti dai primi cittadini di “Rompiamo il patto” e dalle forze produttive lombarde. Anche perché, sulla quantificazione dei soldi che i governi han dato a Roma Capitale, Fontana sbaglia per difetto. Non cita, ad esempio, i 12 miliardi condonati dall’allora governo Berlusconi alla neo-amministrazione Alemanno che, a sua volta, li aveva ereditati da Rutelli. Dodicimila milioni di euro transitati, di fatto, dalle casse dello Stato (rimpinguate dal Nord) a quelle del Campidoglio. Soldi nonostante i quali, dopo cinque anni, Alemanno aveva già rinnalzato il debito romano a oltre 800 milioni, che oggi sono precisamente 867. Di fatto il Comune di Roma è oggi meno indebitato di Milano e Torino, che al contrario non han mai potuto beneficiare di alcun salvataggio. Quanto ci è costata Roma fino a oggi? Se la protesta dei sindaci verrà davvero portata avanti sarà un buon segnale di opposizione democratica (ben lontana da quei Forconi che vogliono paralizzare le attività economiche) a un sistema folle e depredatore.



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