“La Padania 06.12.2013”
Vittorio Feltri,
non condivide il ricorso alle primarie. All'editorialista del Giornale
abbiamo rivolto alcune domande sulla Lega e su l ruolo che si potrebbe
disegnare dopo il Congresso. Domani la Lega affronta per la prima volta le
primarie. Cosa significa questa svolta per il Movimento? «io non sono
affatto favorevole alle primarie perché basta vedere cosa è successo nel Pd:
non appena la formula è stata adottata il partito è andato in confusione. Le
primarie non sono state efficaci nemmeno a livello territoriale: ogni volta che
sui fanno le primarie escono fuori personaggi strani come De Magistris o lo
stesso Pisapia. Le primarie sono un modo per togliere ai partiti la possibilità
di fare selezioni in base alle vecchie regole. Non è come negli Stati Uniti dove
le primarie sono regolamentate, qui si tratta di procedure private: nel caso del
Pd generano sempre un gran casino, basta ricordare cosa è successo in passato con
gente che votava due volte....»
Beh, sotto casa mia hanno votato dal
parrucchiere con la coda che si snodava davanti ai portoni e ai negozi..... ma
con la Lega è diverso, no? «Lei mi fornisce un esempio da citare; certo con
la Lega è diverso. Quanto meno, a differenza di ciò che farà il PD saranno solo
i militanti a votare. Il popolo della Lega è più compatto ed è questo il popolo
che va a votare». E poi non c'è il rischio che escano figure strane perché lo
"scontro" è già disegnato... «E' chiaro che vincerà Salvini, almeno
questo è quello che penso sulla base dei fatti. Non si può dire che Salvini sia
un emergente: è già emerso, è molto abile, è strutturato culturalmente. Dall'altra
parte c'è Bossi, il fondatore carismatico: una volta era impensabile una Lega
senza Bossi come nume tutelare. Oggi non è più così, anche perché dopo la baraonda
che lo ha travolto, dopo i problemi familiari, Domani la Lega si approccia per la prima volta alle primarie. Per il Carroccio
è il segnale di una svolta importante, ma c'è anche chi, come con l'età
e la salute che non è più di ferro, Bossi non è più indiscutibile come un tempo:
la sua figura è stata offuscata e lui appare inadeguato rispetto a Salvini, più
giovane, fresco e credibile» Bossi e Berlusconi, due leader offuscati,
seppur in modi diversi... «Sì c'è una certa somiglianza, anzi più che una
somiglianza una coincidenza: due persone che fino a ieri erano indistruttibili,
e che oggi devono accettare di non esserlo più» La Lega si prepara quindi al
Congresso: quale futuro vede per il movimento? «Posto che sono convinto •
La folla al Forum di Assago per il Congresso federale del2012 che il nuovo segretario
sarà Salvini, vedo la possibilità di recuperare quei leghisti che se ne sono
andati perché delusi da due elementi fondamentali: prima di tutto ciò che è
successo all'interno del movimento, che ha dato un duro colpo all'immagine di
onestà indiscutibile e che ha di fatto nuociuto alla reputazione del Carroccio;
in secondo luogo, ma per me altrettanto importante, perché è stato sepolto il
federalismo che è stato per anni il "sol dell'avvenire". Ci abbiamo creduto
tutti, anch'io ci ho creduto. Doveva essere l'inizio per cambiare. Invece è
arrivato un federalismo all'acqua di rose, e non poteva che esser così se no non
sarebbe stato approvato da un parlamento composto per un terzo da meridionali e
per un terzo da uomini di sinistra. E
anche quello, sebbene all'acqua di rose, è stato messo in un cassetto. Insomma,
prima è stata sepolta la se cessione, poi la Regione del Nord, poi il Governo
del Nord, poi anche il federalismo. Ecco questo è il vero problema della Lega: non
c'è più il sogno, la suggestione. Con Salvini c'è una possibilità che la scintilla
possa riaccendersi e che si possa
recuperare i l voto di tutti quelli che credevano in un cambiamento e sono
rimasti delusi. Non so dire ora cosa potrà essere quella scintilla, ma Salvini
potrebbe trovarla». Lei parla di leghisti delusi ma ora i delusi sono tanti,
vuoi dire che il consenso potrebbe allargarsi? «Oggi c'è una confusione totale
nei confronti dei partiti: da 20 anni non succede nulla. Immobilismo, paralisi,
stalla, chiamiamolo come vogliamo ma il potere legislativo non ha cambiato nulla,
non ha prodotto alcunché. Il problema è
sempre quello e non c'è la possibilità di fare le scarpe al M5S che è l'unico
capace di riempire le piazze». A dire il vero anche il Movimento 5 Stelle ha
deluso molti dei suoi elettori.... «Sì, ma quella del M5S è una delusione
semestrale, quella degli altri partiti è ventennale... Comunque Salvini avrà la
possibilità di fare molto, lavorando sulle piccole cose». E le grandi cose
come la Macroregione? «Nella Macroregione io ci credo ancora, ma per creare
la Macroregione, anzi le macroregioni perché il nostro Paese dovrebbe avere solo
3 o 4 Macroregioni, occorre prima abolire le regioni. Io c'ero quando sono nate
le regioni e me lo ricordo: l'obiettivo era creare le regioni per abolire le province
e invece oggi i livelli si sono moltiplicati, ovviamente con tutti i costi e la
burocrazia che comporta, e ogni regione va per conto suo». Quindi un
obiettivo potrebbe essere perseguire la Macroregione, e poi? «La Lega
dovrebbe insistere maggiormente nella battaglia contro l'euro e la moneta unica
che da quando è in vigore ha impedito al nostro Paese di crescere. I dati e le
statistiche lo dicono chiaramente. L'Europa, poi, non c'è e quindi o si fa un
'Europa vera o si sta chiusi nella gabbia di questa Europa. La Lega può seguire
questa strada antieuropea, come quella seguita da Marine Le Pen che ha visto
salire i suoi consensi. Occorre un impulso forte ma soprattutto concentrato su
3 o 4 obiettivi raggiungibili, come per esempio la difesa dell'italianità, e
parlo dell'agroalimentare come di altri settori che di fatto l'Europa ci ha
distrutto. O ancora perseguire la sburocratizzazione. In sintesi, occorre
puntare alla semplicità e alla semplificazione".
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