venerdì 6 dicembre 2013

Sindaci virtuosi contro il governo: non siamo serie B

“Iva Garibaldi”
“La Padania 06.12.2013”

Parte la protesta dei sindaci virtuosi. Finalmente. Sono una ventina e ieri sono sbarcati dal Veneto direttamente a Palazzo Madama. Goccia che ha fatto traboccare il vaso già stracolmo è la questione della cosiddetta "mini-Imu" sulla prima casa, ovvero la seconda rata in scadenza a dicembre che ancora non si capisce se e quando sarà rimborsata dal governo. I primi cittadini ad accoglierli hanno trovato in prima fila il veneto Massimo Bitonci, ora capogruppo della Lega Nord al Senato ma che vanta una lunga esperienza da primo cittadino in uno dei comuni caldi del Veneto, Cittadella, in provincia di Padova. •la Lega Nord chiede che le risorse del Fondo di solidarietà vadano a premiare anche i tantissimi Comuni che sono virtuosi e  non hanno alzato l'aliquota Imu sulla prima casa• ha specificato l'esponente del Carroccio a Palazzo Madama. •
Da ex sindaco di Cittadella, in provincia di Padova, mi piace ricordare - ha spiegato Bitonci – che fino a 2 anni fa ho ricoperto il ruolo di vicepresidente dell'Anci e in quella sede mi sono battuto per una più forte rappresentanza dei piccoli Comuni. Poi il regolamento dell'Anci fu modificato - ha evidenziato il parlamentare del Carroccio - impedendo la possibilità che un parlamentare potesse figurare nel board dell'Associazione•. Ieri però la pattuglia bypartisan dei sindaci è andata dritta al suo scopo, senza farsi intimidire. La delegazione, composta esattamente da 18 primi cittadini del movimento "Sindaci virtuosi" ha dunque incontrato in Senato, oltre Bitonci, anche altri parlamentari padovani Giorgio Santini, Pier Paolo Baretta, Antonio De Poli, Marco Marin. poi è intervenuto anche alla sede dell'Anci. Il gruppo, capeggiato dai sindaci di Albignasego (Padova) Massimiliano Barison e di Cadoneghe (Padova) Mirco Gastaldon, Giuseppe Pan (Cittadella), Maddalena Gottardo (Dolo) ha illustrato le proprie perplessità in merito al provvedimento del cosiddetto mini-lmu, un'idea che, hanno spiegato, "premia i sindaci meno virtuosi che hanno alzato l'lmu, invece di destinare quei 600 milioni di euro recuperati per un fondo di solidarietà e per l'abbattimento del cuneo fiscale•. La lamentela, dicono i sindaci, è legata al fatto che il governo risarcirà anche quei comuni che hanno aumentato le aliquote lmu sulla prima casa. Insomma è la solita storia: il governo e l'Anci pensano solo alle grandi città, come Roma dove per altro ancora non è stato approvato il bilancio, la Milano di Pisapia e Napoli di De Magistris. Queste città infatti hanno •Eravamo in rappresentanza di una ottantina di  sindaci, sempre del Veneto. Noi abbiamo chiesto – dice Maddalena Gottardo – che non ci fossero discriminazioni con chi ha mantenuto l'aliquota del 4% e chi invece l'ha aumentata. Noi abbiamo la sensazione che l'aliquota sia stata aumentata per far quadrare i bilanci. Però ora che si parla di restituzione allora noi diciamo no. Questi fondi, se ci sono, vogliamo che vengano redistribuiti tra tutti in base al numero di abitanti. Ci sono 149 comuni in Veneto che sono stati molto penalizzati.  Noi abbiamo contribuito al fondo di solidarietà comunale per 1 milione e duecentomila euro e ne abbiamo visti appena la metà. Ci sono altri comuni invece che magari hanno dato 300 mila euro e ne hanno ricevuti il triplo•. •Dal governo ci aspettiamo risposte concrete - dice il primo cittadino di Dolo - alle nostre istanze come ci è stato promesso dal  sottosegretario Baretta. Ci aspettiamo che porti avanti le nostre istanze. Se così non fosse certo la nostra non sarà una protesta isolata ma continueremo a insistere. Siamo sicuri che senza una giusta soluzione il nostro movimento da 80 sindaci passerà a una cifra ben superiore. Tutti noi siamo usciti fuori dal patto di stabilità. Questo è il primo effetto. Ma intendiamo  fare ragionamenti su molti fronti e useremo ogni mezzo legale a disposizione per tutelare i nostri cittadini che non sono di serie B, ma come tutti gli altrui•. Ieri sera i sindaci veneti sono ritornati a casa loro con molte promesse del governo dentro le loro cartelline. Lo stesso sottosegretario Baretta si è impegnato a trovare una soluzione. Anche se, a dirla tutta, la  situazione per gli enti locali è davvero drammatica perché al momento l'esecutivo ancora non sa come reperire i fondi.






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