“La Padania 10.12.2013”
Chiusa la
sfida delle primarie, il segretario in pectore Matteo Salvini, eletto
sabato pomeriggio dagli oltre 10 mila militanti andati alle urne (82% a 18% sul Senatur), si è subito messo
al lavoro. Ieri il primo consiglio federale per definire gli ultimi dettagli del congresso del 15 al Lingotto. Poi
sotto con i temi politici. A partire dalla lotta senza quartiere contro •la
follia dell'indulto o dell'amnistia per 20mila delinquenti». •Siamo pronti -
annuncia senza troppi giri di parole Salvini - ad ogni tipo di battaglia,
dentro e fuori dal Parlamento. lo sto dalla parte dei poliziotti, non con i
delinquenti che devono stare in galera». Ma nella testa dell'eurodeputato leghista
c'è soprattutto il lavoro e la crisi delle famiglie: •Come segretario della
Lega le mie priorità saranno l'occupazione la fame degli italiani; cercare
soldi a sostegno di genitori divorziati con minore a carico, per disabili e anziani
non autosufficienti affinché possano essere assistiti in casa».
Poi un pensiero
via facebook ai "forconi": •Se a far casino e a bloccare città sono i
centri sociali, lo Stato guarda e non fa niente. Contro agricoltori e camion
isti invece, arrivano minacce, denunce e sequestri dei mezzi. Italia, Stato
sempre più fallito». Poi l'affondo: •Chi sta manifestando col tricolore in mano, dovrebbe
capire che il primo nemico di chi lavora è proprio lo Stato, ladro, che usa
quel Tricolore». In mezzo la telefonata all'amico e "padre" Bossi. Salvini
l'aveva promesso subito dopo la sua elezione a segretario: •La prima chiamata
che farò sarà a Umberto, perché senza di lui non saremmo qui e lui dovrà essere
fondamentale anche nel futuro della Lega ». Detto e fatto. •Fondando la Lega ha
ridato orgoglio al Nord e già dieci anni fa diede l'allarme sull'euro», ricorda
il segretario in pectore che spera in Bossi perché •resti presidente della Lega
Nord». Il risultato alle primarie è stato netto, pur con un'affluenza che si è
fermata al 60% (colpa dei pochi seggi a disposizione e di una giornata, sabato,
da pieno lavoro natalizio): a Salvini sono andati 8.162 voti, a Bossi 1.833. Dopo
Roberto Maroni, che si ritira a metà mandato per ricoprire a tempo pieno
il ruolo di presidente della Lombardia, sarà una nuova generazione di dirigenti
a rilanciare l'azione politica del Carroccio. E il giovane milanese salito alla
guida del partito ha le idee chiare: di una •Lega di battaglia» che avrà come
primo obiettivo di •riprendere sovranità » dall'Europa, alleandosi con gli
altri partiti euroscettici di altri Paesi alle europee di maggio. •Non capisco perché
chi mette in discussione questa Europa delle banche e assassina venga
considerato di destra e populista: io voglio un'altra Europa, che non passi
necessariamente per le Borse e le banche, perché noi oggi abbiamo in tasca il
marco tedesco ribattezzato euro e i dati di questi 11 anni di euro-follia ce lo
dimostrano: la Germania ha aumentato la sua produzione e dimezzato la disoccupazione
mentre gli altri Paesi sono in condizione da dopoguerra. Questa Europa così
come è costituita è la morte. Ricostruirla è un dovere». Insomma, questa •non è
l'Unione Europea - la certezza di Salvini -ma è quella Sovietica: siamo in un
gulag da cui cercheremo di uscire con chi ci sta». Da qui l'affondo contro
Letta e Roma: •Il governo Napolitano non è a rischio perché è blindato da
Bruxelles, finché all'Europa farà comodo avere un governo di camerieri». Spazio
anche alla vicenda lmu dimostrazione di come l'italia •sia uno Stato fallito,
se fosse un negozio avrebbe già portato i libri in tribunale ». Di fatto il
nuovo segretario entrerà ufficialmente in carica domenica al congresso di
Torino, dove dovrà ricevere anche l'investitura dei delegati. Essendo comunque un
congresso straordinario, il suo mandato non durerà tre anni ma concluderà quello
di Maroni fi no a giugno 2015. Tanto che subito dopo il congresso si dice
pronto a incontrare •volentieri» sia Renzi che Alfano per •sfidarli su alcun i
temi come l'euro, l'indulto e la legge Fornero ». Intanto il "Teo"
come lo chiamano gli amici più stretti, ha già incassato i complimenti dei tre
governatori Cota, Zaia e Maroni. Nessun commento invece da parte di
Bossi. Il Senatur, dopo il voto di sabato al seggio di via Bellerio, ha preferito
tornare nella sua casa di Gemonio. E bisognerà attendere domenica per capire se
accetterà l' invito di Salvini a continuare a fare il presidente del partito. Nel
frattempo Salvini ha davanti a sé molto lavoro da fare, soprattutto dopo gli ultimi
sballottamenti elettorali che, tranne in Lombardia, hanno frenato l'onda verde
che faceva così paura perfino alla sinistra nelle sue Regioni rosse. Un compito
difficile ma allo stesso tempo affascinante: cercare gli errori e ripararli anche
se a volte bisognerà chiedere scusa. Non è facile. Ma ha dalla sua il fatto che
le idee e gli ideali del Carroccio appaiono più attuali e forti oggi di 20 anni
fa. La questione identitaria come quella settentrionale; la sfida all'Europa
della finanza e dei burocrati, le battaglie contro la delocalizzazione e la
globalizzazione, la lotta per il federalismo, la sfida dell'immigrazione clandestina,
l'efficienza amministrativa a dispetto dei vizi dello Stato centralista: su
questi temi, delicati e strategici, il Carroccio ci è arrivato prima di tutti.

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