giovedì 5 dicembre 2013

Amnistia e indulto: governo e Colle tornano alla carica Lega: ci opporremo con ogni mezzo


“Iva Garibaldi”
“La Padania 05.12.2013”

Governo e Colle tornano alla carica su amnistia e indulto. Una misura, insistono, assolutamente da varare. Per la Lega è una vergogna da evitare. Luogo dell'ennesima pressione sul Parlamento, complice il presidente Piero Grasso, è avvenuta ieri nel corso di un convegno a Palazzo Giustiniani. •L'indulto e l'amnistia, o qualunque provvedimento di clemenza manifesto o mascherato a favore di delinquenti e criminali, sarebbe una sciagura per la sicurezza dei cittadini•. Così Nicola Molteni replica a quella che per il Carroccio è l'ennesima provocazione. •L'indulto è la resa dello Stato di fronte alla criminalità, un'infame ingiustizia nei confronti delle vittime dei reati, lo svilimento del lavoro delle Forze dell'Ordine. Ci siamo opposti all'indulto Prodi, ci opporremo duramente all'indulto Napolitano-Letta e siamo pronti alle barricate in Parlamento e nelle piazze se governo e maggioranza dovessero proporlo.
Nuove carceri, sistemazione delle 38 carceri fantasma, far scontare ai circa 24 mila detenuti stranieri la pena nei loro paesi di origine: queste sono le uniche e sole soluzioni al problema del sovraffollamento carcerario•. Durissima anche la reazione di Erika Stefani •La cosa peggiore in tema di giustizia che è  unicamente imputabile alla Cancellieri è l'ipocrisia. Questo esecutivo mostra ancora una volta tutta la propria inconsistenza, ricorrono alle pene alternative e all' indulto non per rieducare o per rendere migliori le condizioni  carcerarie, lo fanno solo perché hanno un problema logistico che non sanno risolvere e cioè la sottodimensionatura delle carceri. Una perversione tutta italiana che porta la politica non a costruire carceri in base ai carcerati ma a dimensionare i carcerati in base alle carceri tra l'altro in un momento di pauroso aumento dei crimini predatori•. Evidentemente •Cancellieri è più avvezza ad ascoltare gli amici che le vittime dei reati che oltre al danno grazie a lei subiranno anche la beffa•. •Ci chiediamo - aggiunge la senatrice del Carroccio - come il governo e in particolare la Cancellieri non abbia  pensato alle conseguenze che l'ondata di arresti domiciliari creerà alle forze dell'ordine in difficoltà per la già cronica carenza di personale e mezzi. In sintesi, questo Stato ingiusto si fa carico dei delinquenti arrestati con fatica dalle figure preposte salvo poi rimetterglieli subito sulle spalle•. •Un vero e proprio cortocircuito del sistema giustizia che sarà accompagnato - spiega Stefani - dagli esiti dello 'svuota carceri' di luglio e dell'imminente amnistia. Sconcerta infine che Grasso che dovrebbe avere una particolare sensibilità sui temi della giustizia assecondi il Governo su questi provvedimenti. L'accelerazione sui ddl pene alternative – conclude Stefani - è imbarazzante•. A commentare Napolitano che è tornato a "caldeggiare" l'indulto è Lorenzo Fontana, eurodeputato e capogruppo della Lega Nord a Bruxelles, prende le distanze e attacca: •Il Capo dello Stato è il meno indicato per proporre soluzioni al drammatico problema del sovraffollamento carcerario; con lui ministro dell'Interno fu chiuso il carcere di massima sicurezza dell'Asinara. Un politico che vanta questo curriculum, come può parlare credibilmente di politica carceraria? Eppure il Presidente persevera come un disco rotto - facendo indebite pressioni sul Parlamento - su un provvedimento di clemenza come l'indulto che è eticamente inaccettabile e politicamente è la resa dello Stato alla criminalità, perché sarebbe il secondo in pochi anni•. Tra l'altro, continua Fontana, proprio l'indulto del 2006 si è rivelato fallimentare in rapporto all'obiettivo di risolvere il  sovraffollamento carcerario perché •un terzo degli indultati sono tornati in galera per nuovi reati •.




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