“ininsubria.it 26.11.2013”
I sindaci del Varesotto perdono la pazienza e sembrano intenzionati a
forme di protesta eclatanti, fino alle dimissioni di massa. E' questo quanto
emerso nell'incontro odierno a Palazzo Estense di Varese dietro convocazione
del sindaco e presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana. Con lui, al tavolo
dei relatori, il sindaco di Gorla Minore Giuseppe Migliarino. Presenti 40
sindaci o assessori (molti altri hanno risposto di appoggiare le iniziative che
si vorranno intraprendere, ma di non poter partecipare), i parlamentari Stefano
Candiani, Maria Chiara Gadda, Giancarlo Giorgetti, Daniele Marantelli, Angelo
Senaldi e la consigliera regionale Francesca Brianza. Nell'incontro è stato
predisposto un documento finale che sarà trasmesso al Governo tramite il prefetto.
Nel documento sottoscritto i sindaci hanno denunciato:
"la situazione di assoluta insostenibilità finanziaria dei Comuni da loro amministrati a seguito di una reiterata sequela di interventi normativi introdotti dal Legislatore statale negli ultimi anni ed in particolare dall’attuale Governo tesi esclusivamente ad una rozza ed ingiustificata manovra di tagli lineari e blocco degli investimenti a livello locale che hanno ulteriormente aggravato la crisi economica in atto". Hanno ribadito "che i Comuni rappresentano solo il 7,6% della spesa pubblica totale e soprattutto il 2,5% del debito totale del Paese, con la precisazione che l’indebitamento per gli stessi è ammesso solo per investimenti" e che i Comuni hanno "concretamente contribuito al risanamento della Finanza Pubblica nel periodo 2007-2012 per circa 16 miliardi di Euro, di cui 8,7 miliardi di Euro sul patto di stabilità e 7, 5 miliardi di Euro per riduzione dei trasferimenti statali". I sindaci hanno sottolineato" che il prezzo del risanamento è stato pagato fino ad oggi soprattutto dai Comuni che non solo hanno subito tagli ai trasferimenti ma anche, pesantemente, la contrazione degli investimenti per più di 4 miliardi di Euro, pari ad una riduzione del 28% nel periodo 2007-2012". Non solo, i borgomastri contestano il pasticcio dell'Imu a carico dei cittadini (prima messa e poi tolta) "di cui una buona parte non è destinata ai Comuni ma al risanamento del bilancio statale e "l’assoluta urgente necessità di assicurare la piena compensazione della seconda rata IMU con la copertura finanziaria delle aliquote deliberate dai Comuni nel 2013". Inoltre, chiedono la "rivisitazione delle norme, ulteriormente penalizzanti, riguardanti gli enti locali così come contenute nel ddl Stabilità". Il mancato accoglimento delle richieste, dice il documento, costituirà presupposto "per l’attuazione di adeguate forme di lotta e protesta nei confronti del Governo e del Parlamento a tutela dei cittadini amministrati, ivi comprese le dimissioni di massa".
"la situazione di assoluta insostenibilità finanziaria dei Comuni da loro amministrati a seguito di una reiterata sequela di interventi normativi introdotti dal Legislatore statale negli ultimi anni ed in particolare dall’attuale Governo tesi esclusivamente ad una rozza ed ingiustificata manovra di tagli lineari e blocco degli investimenti a livello locale che hanno ulteriormente aggravato la crisi economica in atto". Hanno ribadito "che i Comuni rappresentano solo il 7,6% della spesa pubblica totale e soprattutto il 2,5% del debito totale del Paese, con la precisazione che l’indebitamento per gli stessi è ammesso solo per investimenti" e che i Comuni hanno "concretamente contribuito al risanamento della Finanza Pubblica nel periodo 2007-2012 per circa 16 miliardi di Euro, di cui 8,7 miliardi di Euro sul patto di stabilità e 7, 5 miliardi di Euro per riduzione dei trasferimenti statali". I sindaci hanno sottolineato" che il prezzo del risanamento è stato pagato fino ad oggi soprattutto dai Comuni che non solo hanno subito tagli ai trasferimenti ma anche, pesantemente, la contrazione degli investimenti per più di 4 miliardi di Euro, pari ad una riduzione del 28% nel periodo 2007-2012". Non solo, i borgomastri contestano il pasticcio dell'Imu a carico dei cittadini (prima messa e poi tolta) "di cui una buona parte non è destinata ai Comuni ma al risanamento del bilancio statale e "l’assoluta urgente necessità di assicurare la piena compensazione della seconda rata IMU con la copertura finanziaria delle aliquote deliberate dai Comuni nel 2013". Inoltre, chiedono la "rivisitazione delle norme, ulteriormente penalizzanti, riguardanti gli enti locali così come contenute nel ddl Stabilità". Il mancato accoglimento delle richieste, dice il documento, costituirà presupposto "per l’attuazione di adeguate forme di lotta e protesta nei confronti del Governo e del Parlamento a tutela dei cittadini amministrati, ivi comprese le dimissioni di massa".

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