“Giancarlo Chiari”
“bresciaoggi.it 18.11.2013”
Oltre un
migliaio di persone ha partecipato ieri pomeriggio ad Adro alla manifestazione
a sostegno del sindaco Oscar Lancini, agli arresti domiciliari per l'inchiesta
sugli appalti. MANIFESTAZIONE tranquilla ma dai toni forti, come quando, in
segno di protesta, il senatore leghista Roberto Calderoli, l'euro parlamentare
Mario Borghezio e il segretario lombardo Matteo Salvini oltre a numerosi
amministratori locali del Carroccio, hanno alzato i polsi chiusi da manette. La
manifestazione leghista si è conclusa sotto casa di Lancini che non si è fatto
vedere, ma che ha salutato con una mano dalla finestra. E Matteo Salvini di
rimando: «Se tra una settimana non ti hanno liberato, domenica prossima verremo
a liberarti noi». La moglie di Lancini ha ringraziato i leghisti e ha
raccontato ai giornalisti: «Mio marito è distrutto.
Non sta più mangiando da una settimana». Stefano Raccagni, segretario della Lega di Franciacorta, può dunque archiviare con soddisfazione l'iniziativa pro-Lancini. Il corteo ha raggiunto il municipio attraversando il centro storico per gli interventi di sindaci leghisti, come quello di Chiari, Sandro Mazzatorta, amministratori e parlamentari, come appunto Borghezio che ha rilanciato la secessione quale unica soluzione ai problemi del nord. Salvini, ha accusato «lo Stato ladro e mafioso» di impedire ai sindaci di lavorare per la loro gente anche «con delibere fantasiose per favorire gli imprenditori del posto, la propria gente, che sottoscriverei anch'io, perché se Lancini avesse fatto un appalto per costruire l'area feste sarebbe finito a imprenditori mafiosi del sud». Chiudendo il comizio, Salvini ha invitato tutti a raggiungere la casa di Oscar Lancini per fargli sentire l'appoggio del movimento. Il corteo, con numerosi striscioni, ha ripercorso la stessa strada rilanciando gli slogan «Oscar libero», «Libertà» e soprattutto la parola «secessione» - intercalati da ingiurie all'indirizzo del ministro Anna Maria Cancellieri - fino al parcheggio davanti all'appartamento in cui Lancini si trova ai domiciliari. Da una delle finestre, la testa del corteo è stata accolta dal «Va' pensiero», un paio di volte è comparsa una mano che salutava la folla. Un leghista con la bandiera ha cercato di raggiungere l'ingresso del condominio, subito stoppato dai Carabinieri, prima che Salvini con un megafono improvvisasse un comizio chiuso dalla promessa: «Se entro la prossima settimana il sindaco Lancini e le altre persone ai domiciliari non saranno liberi torneremo ad Adro, ancora più carichi di rabbia, almeno il doppio di oggi e li liberemo noi» e dall'invito a raggiungere l'abitazione dell'assessore Giovanna Frusca, a sua volta ai domiciliari. Prima Salvini e poi Borghezio hanno raggiunto il portoncino di ingresso salutando la moglie di Lancini. Il saluto della folla alla Frusca, agli arresti domiciliari in un residence poco distante, ha concluso la manifestazione. Stasera in municipio si annuncia una seduta del Consiglio comunale bollente.
Non sta più mangiando da una settimana». Stefano Raccagni, segretario della Lega di Franciacorta, può dunque archiviare con soddisfazione l'iniziativa pro-Lancini. Il corteo ha raggiunto il municipio attraversando il centro storico per gli interventi di sindaci leghisti, come quello di Chiari, Sandro Mazzatorta, amministratori e parlamentari, come appunto Borghezio che ha rilanciato la secessione quale unica soluzione ai problemi del nord. Salvini, ha accusato «lo Stato ladro e mafioso» di impedire ai sindaci di lavorare per la loro gente anche «con delibere fantasiose per favorire gli imprenditori del posto, la propria gente, che sottoscriverei anch'io, perché se Lancini avesse fatto un appalto per costruire l'area feste sarebbe finito a imprenditori mafiosi del sud». Chiudendo il comizio, Salvini ha invitato tutti a raggiungere la casa di Oscar Lancini per fargli sentire l'appoggio del movimento. Il corteo, con numerosi striscioni, ha ripercorso la stessa strada rilanciando gli slogan «Oscar libero», «Libertà» e soprattutto la parola «secessione» - intercalati da ingiurie all'indirizzo del ministro Anna Maria Cancellieri - fino al parcheggio davanti all'appartamento in cui Lancini si trova ai domiciliari. Da una delle finestre, la testa del corteo è stata accolta dal «Va' pensiero», un paio di volte è comparsa una mano che salutava la folla. Un leghista con la bandiera ha cercato di raggiungere l'ingresso del condominio, subito stoppato dai Carabinieri, prima che Salvini con un megafono improvvisasse un comizio chiuso dalla promessa: «Se entro la prossima settimana il sindaco Lancini e le altre persone ai domiciliari non saranno liberi torneremo ad Adro, ancora più carichi di rabbia, almeno il doppio di oggi e li liberemo noi» e dall'invito a raggiungere l'abitazione dell'assessore Giovanna Frusca, a sua volta ai domiciliari. Prima Salvini e poi Borghezio hanno raggiunto il portoncino di ingresso salutando la moglie di Lancini. Il saluto della folla alla Frusca, agli arresti domiciliari in un residence poco distante, ha concluso la manifestazione. Stasera in municipio si annuncia una seduta del Consiglio comunale bollente.

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