“Marianna Baroli”
“lintraprendente.it 19.11.2013”
Il vero punto della
questione, dopo le oltre 70 ore di discussione sul Bilancio in Consiglio
comunale a Milano, è che grazie a questi quattro giorni no stop in aula, la
Madonnina è un po’ più verde. Verde come la Lega Nord che, definitivamente, si
è imposta come l’unica vera opposizione a Milano. La questione è semplice. A
novembre ci si è ritrovati a dover approvare un Bilancio preventivo 2013. Un
bilancio approvato a soli 30 giorni dalla fine dell’anno corrente e, quindi,
totalmente speso, alla faccia dei milanesi. Un bilancio, poi, che in tre anni
porterà oltre 1 miliardo di euro nelle casse del Comune grazie all’aumento di
tasse come Irpef e Imu e che, contemporaneamente, taglierà drasticamente i
servizi. Per risparmiare. Perché così andava fatto. Per sacrificio. Il punto,
però, resta sempre che in quell’aula, inchiodati sulle poltroncine, quattro
persone hanno messo in un angolo sindaco, Giunta e maggioranza. Massimiliano
Bastoni, Igor Iezzi, Luca Lepore, Alessandro Morelli. Questi i nomi di chi, in
questi giorni, ha davvero tirato fuori gli attributi e ha deciso che qualcosa
andava fatto. Andava detto. Per Milano. E per i milanesi. L’ultima seduta,
quella di domenica, è stata da record e ha abbattuto ogni tipo di limite:
40 ore di discussione, poi l’approvazione, in nottata di un Bilancio che resta di lacrime e sangue “fatto di tasse, tagli e regali ai nomadi”. Quel che rimane di questa lunga maratona, combattuta dal Carroccio a colpi di emendamenti discussi uno dopo l’altro, è solo il verde. Il verde che torna a imporsi a Milano, il verde che sconfigge l’arancione costretto ad ammettere, per voce del suo principale esponente – Giuliano Pisapia – che «l’opposizione c’è». C’è, e con il suo duro lavoro ha imposto la sua presenza a Milano che forse, dopo questa estenuante corsa all’approvazione del documento di Bilancio, ha finalmente aperto gli occhi sulla vera natura dell’amministrazione e che, forse, dopo queste intense nottate in aula, ha capito che è giunta l’ora di alzare la testa. «Mi auguro che questo sia il bilancio zero da cui ripartire per cui tutti i consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione siano protagonisti» ha affermato Alessandro Morelli, capogruppo della Lega in consiglio. Al fianco del Carroccio solo Fratelli d’Italia, con Marco Osnato e Riccardo De Corato e il centrista Manfredi Palmeri. Grande assente, nel rush finale, Forza Italia che ha abbandonato i giochi prima che ogni tipo di risultato venisse raggiunto.
40 ore di discussione, poi l’approvazione, in nottata di un Bilancio che resta di lacrime e sangue “fatto di tasse, tagli e regali ai nomadi”. Quel che rimane di questa lunga maratona, combattuta dal Carroccio a colpi di emendamenti discussi uno dopo l’altro, è solo il verde. Il verde che torna a imporsi a Milano, il verde che sconfigge l’arancione costretto ad ammettere, per voce del suo principale esponente – Giuliano Pisapia – che «l’opposizione c’è». C’è, e con il suo duro lavoro ha imposto la sua presenza a Milano che forse, dopo questa estenuante corsa all’approvazione del documento di Bilancio, ha finalmente aperto gli occhi sulla vera natura dell’amministrazione e che, forse, dopo queste intense nottate in aula, ha capito che è giunta l’ora di alzare la testa. «Mi auguro che questo sia il bilancio zero da cui ripartire per cui tutti i consiglieri sia di maggioranza sia di opposizione siano protagonisti» ha affermato Alessandro Morelli, capogruppo della Lega in consiglio. Al fianco del Carroccio solo Fratelli d’Italia, con Marco Osnato e Riccardo De Corato e il centrista Manfredi Palmeri. Grande assente, nel rush finale, Forza Italia che ha abbandonato i giochi prima che ogni tipo di risultato venisse raggiunto.

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