“Andrea Ballarin”
“La Padania 15.11.2013”
L'Italia è
in piena recessione e la strada per uscire dal tunnel della crisi è, purtroppo,
ancora molto lunga. La luce non si vede,
nonostante l'ottimismo delirante del presidente del Consiglio, Enrico Letta,
che solo poche ore fa aveva sostenuto che •la ripresa del Paese è a portata
di mano•. Nulla di tutto ciò, perché l'lstat, ieri, ha diffuso i nuovi dati sull'andamento
della produzione nazionale relativi al terzo trimestre del 2013 e come prevedibile
- si tratta di un disastro. Per farla breve, nel terzo trimestre del 2013 il
prodotto interno lordo è diminuito dello 0,1% rispetto al trimestre precedente e
dell'1,9% rispetto allo stesso periodo del 2012. La variazione acquisita del Pii
per il 2013 è pari, dunque, a -1,9%. Il dato preoccupante, oltre al fatto che
per la nona volta consecutiva il prestigioso istituto di statistica nazionale si
trova costretto a mettere il segno meno di fronte al dato sulla crescita del
Paese, anche la constatazione che la caduta del Pii dell'1,go/O non corrisponde
per nu Ila all'1,7% riportato nella nota di aggiornamento al Def, varata dall'esecutivo
solo due mesi fa. Le cose, quindi, vanno molto peggio rispetto a quanto il
governo vorrebbe far passare parlando di una fantomatica •ripresa a portata di mano•.
Non per mettere il dito
sulla piaga, ma ovviamente non fanno prospettare nulla di buono per la Penisola
nemmeno le iniziative messe in atto poche ore fa dall'Ue che ha avviato le
procedure d'allerta nei confronti dell' Italia, considerando che il nostro
Paese si sta impoverendo ogni giorno di più, continua a perdere credibilità
internazionale, non è in grado di risolvere i problemi occupazionali e prosegue
verso il baratro del crollo dei consumi e della produzione. Chi vuoi far
passare il dato, comunque, come un dato positivo, ieri argomentava sul fatto
che, nonostante tutto, la caduta del Pii rallenta. Utile far osservare che pur
sempre di ruzzolone si tratta ed è un po' come sperare di salvarsi precipitando
da diecimila metri d'altezza senza paracadute estraendo dalla tasca un
ombrello. Piuttosto critico sui recentissimi slanci d'entusiasmo del presidente
Letta e, ovviamente, preoccupato per le sorti del Paese, il responsabile Economia
e Sviluppo della Lega Nord, Maurizio Fugatti, non è riuscito a trattenere una
stilettata all'inquilino di Palazzo Chigi: •Anche oggi Enrico Letta viene smentito dall'lstat - ha
dichiarato infatti l'esponente del Carroccio – che stima la variazione
acquisita del Pii per il 2013 a - 1,9% e non a -1,7 come aveva previsto il
governo. Così, mentre il presidente del Consiglio si trastulla su un'improbabile
crescita nel 2014, il 2013 si chiude in totale recessione e con il rischio di
un avvio di deflazione•. In effetti, con una crescita in rosso da nove trimestri
consecutivi, non c'è chiaramente nulla per cui esultare: •Con questo livello di
Pil - conferma Fugatti - è difficile immaginare che il dato di crescita
previsto per il 2014 possa essere confermato, con un conseguente rischio di
tenuta del livello dei conti pubblici. E anche la tanto annunciata riduzione
fiscale finirà nel cestino delle promesse non mantenute da questo governo•.
Oltre al danno, dunque, la beffa di un esecutivo incapace di dare risposte
concrete ed efficaci al rilancio del sistema economico italiano, aspetto che
mette fortemente in difficoltà centinaia di migliaia di famiglie e imprese. La
ripresa, quindi, è ben lungi a venire: è stato calcolato, infatti, che avremmo
bisogno di una crescita annuale e costante del 2,5% per recuperare in tempi
ragionevoli, nel 2018, i livelli di benessere pre-crisi. Ma questo, per ora,
rimane un sogno. Commenti al vetriolo anche da parte delle associazioni dei
consumatori. •Di fronte ad un declino simile non c'è da star tranquilli – hanno dichiarato
Rosario Trefiletti ed Elio Lannutti in rappresentanza di Federconsumatori e
Adusbef- guai a chi si azzardi a parlare di miglioramenti o addirittura di
accenni di ripresa•. Il Codacons, poi, punta il dito contro il ministro dell'Economia
e dello Sviluppo: •È evidente - spiega l'associazione- che la tesi di qualche
giorno fa di Fabrizio Saccomanni, secondo il quale governo ed Istat hanno
opinioni leggermente diverse, è a dir poco fantasiosa. Per non parlare della
ormai famosa previsione di una crescita del Pii per l'ultimo trimestre
dell'anno•. Lancia in resta anche per la Uil e Luigi Angeletti: •Anche il
governo precedente (esecutivo Monti, ndr) ci aveva detto che vedeva la fine del
tunnel. Quindi adesso ascoltiamo il ministro dell'Economia che ci spiega che
abbiamo un futuro roseo con crescita significativa del Pii nei prossimi due
anni, ma implacabilmente i dati e anche
la Commissione Ue non sembrano dello stesso avviso•. Triste constatazione sulla
situazione del Paese anche da parte
della Confesrcenti: •I dati relativi al prodotto interno lordo - è spiegato in
una nota - dimostrano che siamo ancora in piena recessione. L'immagine che
restituiscono è infatti quella di un Paese che continua a impoverirsi•. Dal suo
canto, il ministro Saccomanni, commentando i dati lstat sul Pil, non ha saputo
dire altro che •non c'è nessuna ulteriore necessità di intervento per stimolare l'economia italiana
e favorire la crescita•. Si salvi chi può.

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