venerdì 15 novembre 2013

Il compagno Pisapia commissaria il Consiglio comunale

“Marianna Baroli”
“lintrapredente.it 15.11.2013”


C’è da far invidia alle comiche. Peccato che a far ridere sono gli stessi politici che i milanesi, di questi tempi, li fanno piangere. Lacrime amare, per un bilancio di sangue, che infila le mani nelle tasche dei cittadini senza alcun ritegno. Ecco quindi che uno storico consigliere, ex vice sindaco, come Riccardo De Corato, impone di tornare a discutere come ai vecchi tempi «quando l’opposizione addirittura saltava sui banchi» e si cimenta in un balzello – poco atletico – proprio davanti all’aula riunita. Piena notte, la stanchezza che si fa sentire, o forse l’ultimo passaggio di un amministrazione ormai allo sbaraglio. Il sindaco Giuliano Pisapia, in aula, assiste inerme allo spettacolo. La solita storia che si ripete, se non fosse che questa volta c’è un dettaglio in più. Senza l’approvazione del testo del Bilancio preventivo 2013 entro questa notte, a Milano si realizzerà «la maledizione» che era stata annunciata dall’assessore Carmela Rozza: «senza bilancio non potrò presentare i documenti alla cassa depositi e prestiti e la città perderà i fondi necessari all’avvio delle opere pubbliche». Ma per tutto c’è una via d’uscita e con un Consiglio ormai ridotto a essere uno strumento di intrattenimento, per serate noiose e notti uggiose, ecco che l’assessore annuncia il colpo di coda «non decidono entro la notte? Io domani approverò in Giunta 17 delibere per un valore totale di 47 milioni di euro.
Diciassette progetti che non passeranno dalla giunta, che arriveranno senza che Milano abbia un Pto approvato». Pazienza. I soldi, sono soldi. E in tempi di vacche magre, troppo truccate, vogliose solo di far spettacolo, a Milano si arriva anche a questo. Si arriva ad avere un Consiglio che non conta più nulla, un consiglio formato da un’opposizione che tra assenteismo, cartelli e sketch in aula non riesce a contrastare una maggioranza che non è più tale e che si rimette alla decisione della Giunta, vera artefice di tutto. Alla fine, paradossale e assurdo è approvare un Bilancio preventivo per l’anno corrente a novembre, quando il 2013 ormai è al termine. Ancora peggio assistere a votazioni finte fatte di cartelli con i numeri, si e no, degni di una giuria di un reality. Peccato che il reality si compia sulla pellaccia dei milanesi. Prima o poi, però, sarà tutto diverso. Le promesse in campagna elettorale, alla fine, sono state mantenute. Niente cambiamento in meglio, in paggio si, però, e alla faccia della democrazia. Tanto a pagare, come al solito, saranno i più deboli: gli anziani con abbonamenti raddoppiati, i lavoratori costretti a pagare l’Imu con uno stipendio di 1200 euro al mese e, con gli stessi soldi, mantenere una famiglia, e tutti i giovani e quelle categorie che, tutto sommato, al cambiamento promesso da Giuliano ci credevano davvero.

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