“Paolo Brera”
“La Padania 22.11.2013”
Alistair
Darling, leader della campagna "Better Together" per il
mantenimento dell'unione con il resto della Gran Bretagna, ha subito commentato
che la causa dell'indipendenza •ne esce a pezzi•. Il governo di Edinburgo non si
è limitato a intonare O
Fhlu-ir na h-Albann, l'inno nazionale scozzese.
Invece, ha prodotto uno studio suo, che giunge a conclusioni alquanto diverse. Il
rapporto del governo inizia elencando i
poteri in campo economico di cui la Scozia verrebbe a disporre in caso di
indipendenza, e dettaglia come il
governo pensa di usarli. Il primo ministro
Alex Salmond mette l'accento sul
fatto che •gli strumenti dell' indipendenza• potrebbero servire per sviluppare politiche
specifiche, anziché •trovarsi di fronte all'approccio uguale per tutti dei governi
di Westminster, che non sono adattati ai bisogni della Scozia•. •La Scozia è un
paese ricco•, ha detto il segretario scozzese alle Finanze
John Swinney:
•In
ciascuno degli scorsi trent'anni abbiamo pagato più tasse pro capite del resto
del Regno Unito. Abbiamo industrie
dinamiche in comparti come le scienze biologiche, l'energia rinnovabile, il
turismo e i servizi finanziari, ma troppa della nostra gente non avverte pienamente
i benefici di questa ricchezza•. Se la Scozia fra il 1997 e il 2007, data di
inizio della recessione, fosse cresciuta al ritmo di altre piccole nazioni indipendenti,
ha rilevato Swinney, il pil pro capite sarebbe oggi più alto del 3,8% -
novecento sterline in più per ciascuno scozzese. Se la Scozia fosse cresciuta
come il resto del Regno Unito, anche in questo caso il pii per abitante sarebbe
oggi superiore del 3%. Un portavoce del governo britannico ha detto invece che
il rapporto dell'lfs •ha confermato che le promesse del governo scozzese riguardo
all' indipendenza della Scozia sono troppo belle per essere vere•, aggiungendo che
•l'analisi indipendente [compiuta dall'lfs] mostra che... una Scozia
indipendente dovrebbe procedere a tagli quasi due volte e mezza maggiori di
quelli necessari se la Scozia restasse parte del Regno Unito•. Sarà il referendum
del prossimo settembre a tranciare il nodo. E la domanda che sarà rivolta ai cittadini è semplicissima: •Should
Scotland be an independent country?•, cioè •la Scozia deve essere un Paese indipendente?•.E' battaglia di numeri fra il governo scozzese e quello del Regno Unito in
vista del prossimo referendum sull'indipendenza del 18 settembre 2014. Nel giro
di pochi giorni sono usciti due studi sulla situazione economica di una eventuale
Scozia indipendente quale potrebbe uscire dal voto popolare. l due studi
giungono a conclusioni diverse, e diversi, ovviamente, sono i commenti. L'lnstitute for Fiscal Studies (lfs)
dice che se la Scozia fosse indipendente, dovrebbe fare i conti con un "gap
fiscale" pari all'1,9% del reddito nazionale, contro lo 0,8%. che
caratterizza il Regno Unito. In altri termini, Edinburgo dovrebbe immediatamente
alzare le tasse o ridurre le spese. Le previsioni dell' lfs dipendono però da
ipotesi su alcuni parametri che sono ancora nebulosi: quanta parte del debito
pubblico britannico sarebbe trasferita in capo alla Scozia, quali sarebbero gli introiti degli idrocarburi
del mar del Nord, la struttura per età della popolazione e l'andamento dell'immigrazione.
Con tutto questo, ai relatori sembra di poter concludere che •anche nello
scenario più ottimistico• ridurre il debito pubblico richiederebbe qualcosa
come una contrazione del 6% della spesa pubblica complessiva, un aumento
del9%dell'aliquota base dell' imposta sui redditi oppure un'Iva al 28%.
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