venerdì 22 novembre 2013

Indipendenza 2014, tra Scozia e Inghilterra è "guerra dei numeri"

“Paolo Brera”
“La Padania 22.11.2013”

Alistair Darling, leader della campagna "Better Together" per il mantenimento dell'unione con il resto della Gran Bretagna, ha subito commentato che la causa dell'indipendenza •ne esce a pezzi•. Il governo di Edinburgo non si è limitato a intonare O Fhlu-ir na h-Albann, l'inno nazionale scozzese. Invece, ha prodotto uno studio suo, che giunge a conclusioni alquanto diverse. Il rapporto del governo  inizia elencando i poteri in campo economico di cui la Scozia verrebbe a disporre in caso di indipendenza, e dettaglia come  il governo pensa di usarli. Il primo ministro Alex Salmond mette l'accento sul fatto che •gli strumenti dell' indipendenza• potrebbero servire per sviluppare politiche specifiche, anziché •trovarsi di fronte all'approccio uguale per tutti dei governi di Westminster, che non sono adattati ai bisogni della Scozia•. •La Scozia è un paese ricco•, ha detto il segretario scozzese alle Finanze John Swinney:
•In ciascuno degli scorsi trent'anni abbiamo pagato più tasse pro capite del resto del Regno  Unito. Abbiamo industrie dinamiche in comparti come le scienze biologiche, l'energia rinnovabile, il turismo e i servizi finanziari, ma troppa della nostra gente non avverte pienamente i benefici di questa ricchezza•. Se la Scozia fra il 1997 e il 2007, data di inizio della recessione, fosse cresciuta al ritmo di altre piccole nazioni indipendenti, ha rilevato Swinney, il pil pro capite sarebbe oggi più alto del 3,8% - novecento sterline in più per ciascuno scozzese. Se la Scozia fosse cresciuta come il resto del Regno Unito, anche in questo caso il pii per abitante sarebbe oggi superiore del 3%. Un portavoce del governo britannico ha detto invece che il rapporto dell'lfs •ha confermato che le promesse del governo scozzese riguardo all' indipendenza della Scozia sono troppo belle per essere vere•, aggiungendo che •l'analisi indipendente [compiuta dall'lfs] mostra che... una Scozia indipendente dovrebbe procedere a tagli quasi due volte e mezza maggiori di quelli necessari se la Scozia restasse parte del Regno Unito•. Sarà il referendum del prossimo settembre a tranciare il nodo. E la domanda che   sarà rivolta ai cittadini è semplicissima: •Should Scotland be an independent country?•, cioè •la Scozia deve essere un Paese indipendente?•.E' battaglia di numeri fra il governo scozzese e quello del Regno Unito in vista del prossimo referendum sull'indipendenza del 18 settembre 2014. Nel giro di pochi giorni sono usciti due studi sulla situazione economica di una eventuale Scozia indipendente quale potrebbe uscire dal voto popolare. l due studi giungono a conclusioni diverse, e diversi, ovviamente, sono i commenti. L'lnstitute for Fiscal Studies (lfs) dice che se la Scozia fosse indipendente, dovrebbe fare i conti con un "gap fiscale" pari all'1,9% del reddito nazionale, contro lo 0,8%. che caratterizza il Regno Unito. In altri termini, Edinburgo dovrebbe immediatamente alzare le tasse o ridurre le spese. Le previsioni dell' lfs dipendono però da ipotesi su alcuni parametri che sono ancora nebulosi: quanta parte del debito pubblico britannico sarebbe trasferita in capo alla Scozia,  quali sarebbero gli introiti degli idrocarburi del mar del Nord, la struttura per età della popolazione e l'andamento dell'immigrazione. Con tutto questo, ai relatori sembra di poter concludere che •anche nello scenario più ottimistico• ridurre il debito pubblico richiederebbe qualcosa come una contrazione del 6% della spesa pubblica complessiva, un aumento del9%dell'aliquota base dell' imposta sui redditi oppure un'Iva al 28%.



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