“Luca Tavecchio”
“La Padania 20.11.2013”
Da una settimana digiuna in segno di protesta contro la decisione della magistratura di !asciarlo agli arresti domiciliari, concedendogli di vedere - oltre all'avvocato - solo la moglie, il figlio, la sorella e il fratello. La sorella Lionella Lancini, è quindi una delle poche persone che può vederlo (•Abbiamo deciso di consentire le visite a me e mio fratello escludendo la mamma, perché ha problemi di salute•) e non nasconde la sua preoccupazione: •In sei giorni ha già perso quattro chili e non accenna a voler mollare. È determinato ad andare fino in fondo, sente di essere nel giusto e non s i arrenderà finché non riuscirà a dimostrarlo•. Lo sciopero della fame continuerà infatti finché non verranno revocati gli arresti domiciliari, che fino a settimana scorsa prevedevano un regime più rigido, che escludeva dalla visite i due fratelli. •Il problema - dice ancora Lionella – è che l'udienza al Tribunale del Riesame non è ancora stata fissata e quindi non s i sa quanto potrà andare avanti questa situazione. Oltretutto lui si rifiuta di prendere qualsiasi integratore, beve solo acqua e tè, e sta facendo tutto senza nessun controllo medico. Anche perché, comunque, il medico non potrebbe neanche incentrarlo: potremmo solo chiamare l'ambulanza se stesse male. lo, naturalmente, sono con lui, sono solo dispiaciuta del fatto che per fare il sindaco ha sacrificato prima il lavoro, poi la famiglia e ora rischia di dover sacrificare anche la salute, e questo è difficile da accettare•. l tempi "standard" della giustizia italiana non giocano a favore della protesta di Lancini e i tempi del digiuno rischiano di dilatarsi oltremodo. Secondo la sorella però Oscar non si lascerà convincere a cedere perché ritiene •un 'enormità le misure decise contro di lui. Ed è convinto della sua innocenza. Anzi, non vede l'ora di poter uscire di casa e spiegare a tutti come stanno davvero le cose. Del resto, quello che questa amministrazione ha fatto per Adro è sotto gli occhi di tutti: la scuola, il parco della rimembranze, l'area feste sono opere che di certo il sindaco non si porterà da nessuna parte, anche perché il secondo mandato sarebbe finito nel 2014, ma rimarranno alla città e ai nostri figli per sempre•. Oscar Lancini è stato arrestato l'8 novembre scorso con l'accusa di turbativa d'asta e falso in atto pubblico. Secondo i magistrati di Brescia avrebbe costruito un sistema per favorire imprese amiche al di fuori delle gare d'appalto e avrebbe poi costruito false delibere comunali per giustificare il suo operato. L'indagine, condotta dal pm Silvia Bonardi, è nata da un esposto dei consiglieri di minoranza del 7 agosto 2012, è ha interessato la grande area feste di Adro, inaugurata nel luglio dell'anno scorso. Secondo i magistrati, Lancini avrebbe •utilizzato crediti che il Comune vantava nei confronti di imprenditori locali, derivanti da oneri di urbanizzazione e standard qua litativi a scomputo, per finanziare l'area feste s ita in via Indipendenza, dal valore complessivo superiore al milione di euro, affidandone, mediante accordi collusivi e mezzi fraudolenti volti ad evitare i previsti bandi di gara, direttamente l'esecuzione ad imprenditori vicini al primo cittadino. L'obiettivo di Lancini - secondo gli inquirenti - non erano i soldi ma la costruzione e il mantenimento del consenso politico. Il regime di arresti domiciliari è stato deciso perché - ha scritto il gip nell'ordinanza - •non si tratta di soggetti che versano solo accidentalmente nell'illecito• e c'è •chiaramente• la •sussistenza di pericolo di recidiva•. Lancini, da parte sua, si è dichiarato da subito vittima di un' ingiustizia e ha sostenuto, anche davanti al gip, di essere •del tutto innocente•. Tutto quello che ho fatto - ha detto il primo cittadino al giudice - l'ho fatto per il bene della mia città.

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