mercoledì 20 novembre 2013

«Nord svegliati, uscire dall'euro è necessario»


“Alessandro Montanari”
“La Padania 20.11.2013”

Basta con questa Europa e basta con il tabù della moneta unica perché uscire dall'euro si può, anzi, si deve. Di questo delicatissimo tema si parlerà sabato pomeriggio all'Hotel dei Cavalieri di Milano grazie al "No euro day" organizzato dal segretario della Lega Lombarda Matteo Salvini con la partecipazione degli economisti che per primi in Italia hanno intrapreso la difficile sfida al pensiero unico "eurista": Claudio Borghi Aquilini, Alberto Bagnai e Antonio Maria Rinaldi. Professore Borghi, lei è stato tra i primi a denunciare che l'euro ci avrebbe distrutto. Qual è il problema fondamentale della moneta unica e perché fa così male alla nostra economia? •Perché l'euro crea una singola unità di misura per  economie diverse. Così, utilizzando una metafora sportiva, il corridore più forte si trova a pedalare con il rapporto più leggero mentre il corridore più debole si trova a spingere il rapporto più pesante.
Il risultato è stato che per un po' le cose sono sembrate andare bene ma alla prima salita il corridore più debole si è piantato mentre il corridore forte è salito e ha  staccato tutti•. Da qui il disastroso divario nelle economie europee. •Perché da subito i paesi più deboli hanno cominciato a importare più del dovuto mentre i paesi più forti hanno cominciato ad esportare più del normale. Così la differenza tra importazioni ed esportazioni per i paesi dell'Europa meridionale si è aperta a forbice mentre la Germania ha accumulato  un saldo positivo export-import vicino a duemila miliardi. Lo squilibrio degli stati importatori si è poi tradotto in un forte  debito privato che al momento della crisi bancaria ha sviluppato un'esplosione della disoccupazione. E in Italia, ovviamente, il problema ha toccato soprattutto l'industria del Nord•. E' il Nord, insomma, che dovrebbe capire in fretta la trappola euro... •Il Nord deve preoccuparsi del problema euro perché, essendo il centro industriale del Paese, si è trovato esposto ad una concorrenza sleale da parte del suo principale competitor, la Germania appunto. E se tu parti con una moneta "sbagliata" del 30%, cioè con uno svantaggio del 30% rispetto al tuo competitor, è impossibile poi gareggiare•. E questo innesca un circolo vizioso. •la disoccupazione fa calare il reddito interno e parte la crisi di domanda. Il circolo vizioso, poi,  si completa con l'aumento disastroso delle tasse•. Oltre all'euro, però, ci sono anche i suoi corollari finanziari, pareggio di  bilancio e fiscal compact, meccanismi che sembrano studiati ad arte per strangolare le pmi italiane... •Infatti sono meccanismi studiati ad arte per strangolare l'Italia, che peraltro è un Paese in crisi che paga gli altri Paesi in crisi. Pareggio di bilancio e fiscal compact esautorano totalmente il governo nazionale, che non può più fare niente. E questo significa che ci hanno tolto la democrazia•. Sull'uscita dall'euro la grande stampa e i partiti delle larghe intese fanno un'intensa  campagna di terrorismo psicologico. Lei invece spiega con pochi esempi perché non accadrà la catastrofe. •Il problema non è capire che si può uscire dall'euro, ma che si deve uscire dell'euro. E per capirlo bisogna smontare la propaganda che terrorizza la gente. Si dice che i risparmi si dimezzerebbero. Non è vero, questo semmai è accaduto con l'adozione  dell'euro. Non è vero nemmeno che i mutui raddoppierebbero. E non è assolutamente vero che il prezzo della benzina si impennerebbe. Il disastro non avverrà e per spiegarlo con semplicità e chiarezza io e il professar Bagnai, su richiesta di Matteo Salvini, stiamo preparando un opuscolo domanda-risposta per rispondere alle preoccupazioni del cittadino comune•. Per arrivare a mettere in discussione l'euro, però, serve una forza d'urto politica. In primavera ci saranno le europee. l tempi le sembrano maturi per la svolta? •Non vedo la possibilità che in italia nasca ex nova un partito antieuro perché non ci sarà tempo: le cose, secondo me, precipiteranno molto in fretta. Auspico quindi che i partiti tradizionali si  rinnovino, che capiscano che le classi dirigenti precedenti hanno fallito e che nuove generazioni di leader comincino a considerare inevitabile inserire l'uscita dall'euro nei programmi dei loro partiti. Ecco perché sono molto felice di questa scelta della Lega. Ma mi aspetto che facciano altrettanto anche gli altri partiti•. Quale sarà, secondo lei, la prima nazione a uscire dall'euro? •Auspicherei l'Italia, ma purtroppo non lo credo. Penso invece che potrà essere la Francia perché là sono molto più avanti di noi. Basta vedere il consenso che sta raccogliendo il Front National di Marine Le Pen•.

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