“ininsubria.it 03.10.2013”
Tagli agli stipendi dei manager. La mossa arriva
dal Pirellone dove un progetto di legge, depositato da Lega Nord e Lista
Maroni, prevede un taglio tra il 20 e il 30% allo stipendio dei dirigenti
regionali che dovrebbe garantire 24 milioni di euro di risparmi in tre anni. La
spending review sui manager lombardi prevede 8 milioni di euro di risparmio
all'anno e riguarda 501 dirigenti e direttori.
Da sottolineare come le retribuzioni lorde percepite dai dirigenti
regionali oscillano tra i 70mila e i 280mila euro. In particolare nel mirino
finisce la "retribuzione di risultato" l'unica parte di stipendio
"su cui possiamo intervenire, perché' il resto è previsto dal Contratto
collettivo nazionale", ha spiegato il capogruppo della Lega Nord
Massimiliano Romeo che aggiunto di volersi uniformare al Veneto -
che tale
spending review l'ha applicata due anni fa - nell'ottica Macroregione. Infine,
è stato annunciato che il risparmio conseguito finirà in un fondo per
finanziare le Pmi Come è stato spiegato dai vertici dei due gruppi regionali,
l'obiettivo è anche dare un segnale a livello nazionale. Uno scopo nobile che
però fa sorgere un pensiero. Benissimo tagliare gli stipendi troppo alti dei
manager pubblici; benissimo ridurre il personale di Province e Comuni;
benissimo ridurre spese e personale in eccesso nelle aziende controllate dal
pubblico. Benissimo soprattutto se tutti facessero la stessa cosa... Perché non
si vorrebbe che questi risparmi e tagli nel settore pubblico lombardo andassero
in qualche fondo di compensazione a beneficio di altre Regioni ed enti pubblici
dove il personale abbonda. E qui si dubita che anche questa volta il
provvedimento del Pirellone, se adottato, farà scuola in Italia.

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