“Iva Garibaldi”
“La Padania 11.10.2013”
Massimo Bitonci. In Aula si discute del decreto
sulla pubblica amministrazione ma l'argomento del quale Bitonci vuoi parlare
non può essere più distante. Si alza e scandisce: «L'abolizione del reato di
clandestinità è gravissimo». E attacca i 5 Stelle colpevoli di aver
portato avanti, con la complicità del Pd, di Sei e gli occhi chiudi del Pdl la
modifica. Brusio in aula, proteste degli altri senatori e richiamo del
presidente di turno, Valeria Fedeli a non uscire dai temi dell'ordine del
giorno. E' un attimo. Tutti i senatori del carroccio sono in piedi, sollevano i
cartelloni con le scritte "Sicurezza no, clandestini sì", "Pensioni
no, clandestini sì", "Clandestini a casa loro". Il presidente
cerca di riportare ordine in Aula. Ma il drappello leghista non si arrende. Nunziante
Consiglio si mette in posizione strategica per impedire il passaggio ai
commessi pronti a strappare dalle mani i cartelloni ai leghisti. Altri due
senatori, Jonny Crosio e Gianmarco Centinaio occupano i banchi del
Governo, sotto la presidenza.E' un'azione gravissima secondo il regolamento del Senato. La presidente è costretta a sospendere la seduta che riprenderà solo nel pomeriggio. Nessun passo indietro: anche un tentativo informale della presidenza affinché arrivino le scuse da parte del gruppo leghi· sta cade nel vuoto. Sono orgogliosi di quello che hanno fatto. E così quando arriva la reprimenda e la censura da parte della presidenza di Palazzo Madama con ulteriore minaccia di azioni disciplinari verso il capogruppo Bitonci, Consiglio Crosio e Centinaio questa viene accolta quasi con orgoglio. «Qualsiasi provvedimento punitivo adotterà la presidenza · dice Consiglio - nei confronti del nostro gruppo parlamentare per noi sarà una medaglia al valore. Il contrasto al l ' immigrazione clandestina è la madre delle battaglie della Lega Nord e la difenderemo a tutti i costi perché è l 'ultimo baluardo contro la totale invasione». Il dato politico della giornata indica il capogruppo: «Grillo ha aiutato il governo a cancellare il reato di immigrazione clandestina. Ed è una vergogna. Ora ci ha ripensato? Allora - sottolinea Bitonci - lasci perdere i “post”, che non è con quelli che si cambiano le leggi, e faccia votare l'emendamento che presenteremo noi in Aula per ripristinare il reato». Bitonci lancia anche un appello al Pdl affinché mostri più «coerenza» e voti insieme al Carroccio in Aula per il «ripristino del reato di clandestinità». Nel periodo in cui Maroni è stato ministro dell’Interno, osserva il senatore leghista, «vorrei ricordare che non ci sono stati morti» tra gli immigrati perché gli accordi con la Libia e gli altri paesi dai quali partono i flussi migratori «avevano funzionato benissimo». Sferzante anche Massimiliano Fedriga: «Proprio loro - aggiunge - che chiedevano al presidente Napolitano di nominare un governo 5 stelle, dimostrano di non essere in grado neppure di mettersi d'accordo su un emendamento. La cosa grave, in questa farsa, è che a rimetterei sarà il nostro Paese». «Abolire il reato di clandestinità - chiosa Matteo Bragantini - è un grave errore che darebbe l'impressione di un Paese senza frontiere. Non si fa certo prevenzione aprendo le porte agli immigrati clandestini e alimentando false speranze».
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