mercoledì 2 ottobre 2013

«Noi siamo e rimarremo all'opposizione di Letta» Per Maroni una sola strada: LE URNE SUBITO


“Igor Iezzi”
“La Padania 02.10.2013”

Facciano pure tutti i giochini che vogliono. La Lega Nord non parteciperà a nessun "governo di scopo" . Enrico Letta dovrà riuscire a cavarsela da solo, dal Carroccio nessun aiuto. Roberto Maroni, che in serata ha riunito i gruppi parlamentari a Roma, è chiaro: per la Lega la via maestra sono le elezioni anticipate. Una strada che, teme il segretario federale leghista, non tutti vorranno prendere. Soprattutto nel partito di Silvio Berlusconi , sull'orlo di una scissione. Il leader del Carroccio infatti si mostra pessimista sulla possibilità di un ritorno a breve alle urne, magari già il 24 novembre («Non credo succederà») «perché - ha spiegato il governatore lombardo in occasione della firma della convenzione per la cessione dell'area su cui sorgerà la Città della Salute di Milano a Sesto San Giovanni - se dovesse avanzare l'ipotesi, immagino che ci saranno dei parlamentari che per non perdere il posto si metteranno a sostenere un nuovo governo, come successe con Prodi.
Ma non so quanto interessi al presidente Letta andare avanti e continuare un'esperienza di governo così scricchiolante e basata su fuoriusciti. Questa è una decisione che prenderà lui». Di certo, conferma Maroni, «noi siamo l'opposizione. Immagino che Letta verrà a presentare il programma che ha presentato al suo insediamento. Se è così, ribadiremo il nostro voto contrario». Se i cittadini potranno tornare alle urne lo si saprà solo oggi quando nelle aule del Parlamento il premier leggerà le sue comunicazioni e «sapremo - sottolinea Maroni - se avrà trovato una maggioranza e  risorgerà, l'alternativa sono solo le elezioni politiche anticipate». «La decisione di far cadere il governo - ha continuato il governatore - non l'abbiamo presa noi, l'ha presa il Pdl, ne prendiamo atto e vedremo se risorgerà il Letta bis o si andrà al voto». Di certo «non esiste una nostra partecipazione a un governo di scopo per legge elettorale e di stabilità». Per quanto riguarda poi le fibrillazioni all'interno del Pdl il leader leghista non vuole infierire («non penso nulla») e si limita a «osservare»: «Mi interessa quello che succede perché riguarda il futuro della coalizione di centrodestra». «In tante amministrazioni - ha ricordato Maroni - siamo alleati e mi interessa capire qual è l'evoluzione. Ho sentito Berlusconi e un po’ di esponenti del Pdl e tengo sotto osservazione l'evoluzione che reputo complessivamente una cosa positiva. E' una situazione complicata, ma è un'evoluzione verso un nuovo modello, un nuovo sistema». Anche secondo il governatore del Piemonte Roberto Cota le elezioni anticipate rappresenterebbero lo sbocco naturale di questa crisi di Governo. Secondo l'esponente del Carroccio la Lega è disposta a cambiare la legge elettorale, «ma non possiamo essere prigionieri di questa cosa e con questa scusa continuare a rimandare senza mai affrontare i problemi. Noi della Lega siamo gli unici che hanno cercato di cambiare la legge elettorale - ha affermato. E continuiamo ad essere disponibili a cambiarla. Ma non possiamo essere prigionieri di queste cose e continuare a rinviare senza dare le risposte di cui il paese ha bisogno». Certamente l'esito di un'eventuale ricorso alle urne con l'attuale legge elettorale rimane fortemente incerto ma, chiarisce Cota, «il voto è conseguenza dell'incapacità di altri a dare risposte». Il presidente piemontese sottolinea anche come «la stabilità non sia un valore in assoluto se poi c'è un Governo che non dà risposte ai problemi». «Non possiamo far finta di niente sul fatto che il Governo non sta facendo bene» ha aggiunto, precisando comunque di aver trovato nel Governo «un'interlocuzione positiva» su alcuni temi, in particolare con il ministro delle Infrastrutture, Maurizio Lupi. Del resto, secondo Cota, il Governo Letta «è volatile per definizione e, data la sua composizione, per sua stessa natura. Questo governo nasce con questo problema intrinseco, e per questo è nato come temporaneo». Anche il Governatore piemontese ritiene che oggi «Enrico Letta non riuscirà a stupirei. La Lega è disponibile ad ascoltare ogni proposta. Ma non siamo convinti che le cose possano cambiare. Noi non siamo disfattisti, siamo realisti».

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