“La Padania 02.10.2013”
Al primo colpo d'occhio non compare nemmeno un cittadino di nazionalità italiana
tra coloro ai quali potrebbe essere assegnata
una casa popolare a Milano. Sono quasi tutti stranieri, a partire dalla lettera
A di Aachir Latifa, Aala Mary Cris, Aamer Amany, AaqquaquI Abdrrhaim,.... Sono
questi e simili a questi, la ventina di nomi e cognomi che compaiono sulla foto
della lista di richiedenti le case Aler pubblicata ieri sulla pagina Facebook
di Alessandro Morelli, capogruppo della Lega Nord al Consiglio comunale di
Milano che scrive: «Un milanese mi ha chiamato disperato: non ha lavoro, a breve
finisce i risparmi e per lui zero casa popolare. Che tristezza, ma questa foto
è per farvi capire qual è la situazione. Questi sono (in ordine alfabetico) solo
i primi di una lunga lista. Serve subito una norma che difenda la nostra gente
da chi "porta ricchezza" e poi ci porta via le case popolari!».
Al
telefono poi spiega: «Ho voluto rendere nota una foto che mostra l'altissima percentuale
di stranieri che fa richiesta di case popolari a Milano e che, sulla base dei
criteri attualmente vigenti, ottiene la maggior parte degli appartamenti Aler. Tanti
milanesi, come quello che mi ha chiamato ieri e un numero sempre maggiore di
famiglie, colpite dalla crisi, sono nelle stesse condizioni di disagio economico
degli stranieri, ma le loro richieste non sono accolte. Non è accettabile. È
una situazione sconcertante». «Ci stiamo battendo per una riforma dei parametri
per l'assegnazione delle case popolari - continua Morelli. Questa foto dovrebbe
aprire gli occhi anche alla sinistra, e all'amministrazione di Giuliano Pisapia
che continua a parlare di un'immigrazione che porta "ricchezza". Ma
dov'è questa" ricchezza" se queste persone vengono nella nostra città
e chiedono di avere l'assistenza sanitaria, la mensa e l'asilo per i figli, e
la casa popolare?». «La lista che ho pubblicato è quella dei richiedenti delle
case popolari, ma faccio una previsione: il 60% delle abitazioni Aler di Milano
andrà a cittadini non italiani», dice ancora il consigliere leghista che sul
suo profilo Facebook affronta anche il problema delle occupazioni degli edifici:
«Scandalo case popolari - scrive -, da quando c'è Pisapia le occupazioni sono
ripartite, un suo assessore disse: "In certi casi occupare casa non è
reato". Basta Pisapia! Occupiamo casa tua». Il riferimento di Morelli è all'ex
assessore a Casa, demanio, lavori pubblici, Lucia Castellano, che due anni fa
affermò che l'occupazione di un edificio per necessità economica non è
illecito. «Non è un reato che porterà allo
sgombero dalle case popolari», disse
Castellano affermando che il piano del Comune, guidato da Pisapia, non
prevedeva altri sgomberi. «Si è veri ficato quello che l'ex assessore
Castellano aveva annunciato - conclude Morelli - l'amministrazione comunale ha
ridotto drasticamente gli sgomberi e le case occupate sono aumentate».

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