“Luca Tavecchio”
“La Padania 02.10.2013”
In Italia
nel mese di agosto i giovani tra 15 e 24 anni senza lavoro erano 667mila, ossia
11,1% di tutta la popolazione in questa fascia d'età e ben il 40,1% dei giovani
"attivi", di quelli cioè che lavorano o che sono in cerca di un lavoro.
Un dato quest'ultimo che supera per la prima volta quota 40% (a luglio era 39,7%).
È un nuovo bollettino di guerra il rapporto lstat sull'occupazione sul mese di
agosto. Secondo quanto riportato dall' istituto di statistica il numero dei
disoccupati totali nel nostro Paese ad agosto era di 3 milioni e 127 mila, con
un aumento aumenta dell'1,4% (+42 mila) rispetto al mese precedente e
addirittura del 14,5% su base annua (+395 mila). È invece rimasto invariato rispetto
a luglio il numero degli occupati: 22 milioni 498 mila, in leggera diminuzione
(-1,5%) su base annua. L'unica nota positiva arriva dalla leggera diminuzione del
numero degli inattivi tra i 15 e i 64 anni, calati dello 0,3% rispetto al mese
precedente e dello 0,8% rispetto a dodici mesi prima, portando il tasso di
inattività al 36,3%.
Questo per quanto riguarda la "stretta
attualità", per quanto riguarda invece gli andamenti e le tendenze, c'ha
pensato il Cnel a spiegare quanto in Italia le cose vadano di male in peggio,
tanto da definire il 2013 l'anno «peggiore della storia dell'economia italiana
dal secondo Dopoguerra». Nel suo rapporto sul mercato del lavoro, il Consiglio
Nazionale dell'Economia e del Lavoro spiega che dall' inizio della crisi, nel
2008, i disoccupati ufficiali sono aumentati di oltre un milione di unità ma «l'area
della difficoltà occupazionale» - di chi cioè ha un lavoro "assistito" dagli ammortizzatori
sociali o è precario - registra un aumento di circa due milioni di persone. E,
secondo quanto analizzato dal Cnel, l'economia italiana è talmente in una palude
che non solo il tasso di disoccupazione è ormai stabilmente sopra il 12%, ma
una parte di questa percentuale è strutturale, cioè non modificabile. Di più:
per riportare il tasso intorno all'8% (in Germania, per esempio, è al 6,9%)
servirebbe una crescita del Pil nel prossimi dieci anni del 2% all'anno.
Considerando che, secondo le stime, l'anno prossimo forse si raggiungerà una
crescita dello 0,7% si capisce bene quanto la disoccupazione sarà la vera
costante dell'economia nazionale. Una situazione insomma drammatica, quella dell'occupazione
in Italia, che non riesce a trovare una risposta da parte della politica,
occupata anzi in tutt'altro. Soprattutto in questi giorni di conta dei transfughi
da un partito all'altro, più che di cittadini all'eterna ricerca di uno
straccio di lavoro. «Mentre la maggioranza si accapiglia, -ammette il deputato Massimiliano
Fedriga - il Paese va alla deriva. Qualcuno ha ancora il coraggio di dire
che stiamo uscendo dalla crisi? Le nostre imprese chiudono, i giovani non
trovano lavoro e i disoccupati over 50 sono completamente abbandonati al loro destino.
La nostra ricetta è chiara: abbattere il costo del lavoro rilanciando così le
imprese e lasciando più soldi in busta paga ai lavoratori e abolire la legge Fornero».

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