venerdì 18 ottobre 2013

No all'indulto: dal governo NESSUNA GIUSTIZIA

“Iva Garibaldi”
“La Padania 18.10.2013”

Giorgio Napolitano possono davvero credere di scansare le multe europee senza poi incorrere in una quasi rivolta popolare. Eppure l'impressione, confermata ancora ieri dalla lunga audizione del Guardasigilli in commissione giustizia della Camera è proprio quella. Una caterva di numeri buttati lì quasi a far confusione ma nessuna soluzione praticabile. «Dal ministro Cancellieri ancora una volta – chiarisce Nicola Molteni – arrivano zero risposte e zero soluzioni politiche sulla situazione del sovraffollamento delle carceri. Nemmeno una parola sui 23 mila detenuti stranieri che dovrebbero scontare la pena nei paesi d'origine». Il capogruppo leghista il commissione giustizia ha evidenziato che  «soprattutto il Guardasigilli neanche oggi (ieri per chi legge, ndr) ha voluto ammettere che l'indulto voluto dal governo Prodi è stato un vero fallimento, così come lo sono stati i tre svuotacarceri approvati,
sempre con la contrarietà della Lega Nord, tra il 2010 e il 2013». «Una cosa è certa, per quanto ci riguarda - aggiunge Molteni - il ministro si dovrà arrangiare con le uova perché noi la carne, per usare il suo esempio, non intendiamo darla. Fuor di metafora il ministro si decida a introdurre misure concrete per risolvere il problema delle carceri senza ricorrere, proponendo o appoggiando iniziative in Parlamento poco importa, indulti o amnistie che umiliano il lavoro svolto dalle forze dell'ordine e frustrano vittime e familiari che potrebbero incontrare per strada i loro aguzzini». In altre parole Molteni insiste affinché il ministro della Giustizia «renda inutile anche solo il pensiero di indulti e amnistie, portando avanti con coraggio e determinazione la  realizzazione del piano carceri e attraverso gli accordi bilaterali. Il problema del sovraffollamento non si risolve liberando i delinquenti». Canee li ieri, inoltre non ha risposto neanche a un'altra domanda dell'esponente leghista, ovvero quanto incide il reato d'immigrazione clandestina: «Il ministro Cancellieri - dice Molteni - non ha citato né questo reato, né la Bossi-Fini perché non sono questi che incidono sulla popolazione carceraria straniera che comunque occupa il 40% dei posti». Le soluzioni per il Carroccio ci sono: «Bisogna rendere di nuovo agibili 40 carceri fantasma ora in disuso e poi, ribadisco la necessità di realizzare gli accordi bilatera li per far scontare nei Paesi d'origine la pena agli stranieri. Non parliamo di poche centinaia di persone ma di 23 mila detenuti». Fatto sta che dopo il messaggio alle camere del presidente Napolitano per invitare il Parlamento ad adottare con urgenza provvedimenti di clemenza onde evitare delle salate multe europee, per le prossime settimane le commissioni giustizia di Camera e Senato saranno impegnate a discutere di questo. Di più perché Palazzo Madama ha già iniziato l'iter dei provvedimenti in questione. Il Carroccio resta fermo nella sua contrarietà: una posizione che la Lega sostiene da sempre con convinzione e che ora sembra aver contagiato anche altre forze politiche. È arrivato anche il sostegno del Movimento 5 Stelle e anche una parte dei renziani, in testa il candidato alla segretaria del Pd, si è reso conto che non si possono risolvere i problemi delle carceri con indulti e amnistie.
Non è con le metafore tra casalinghe né sciorinando numeri all'impazzata che si risolve il problema del sovraffollamento carcerario. Non è nemmeno, però, sostenendo o sponsorizzando a vario titolo indulti o amnistie che il governo e lo stesso presidente



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