mercoledì 30 ottobre 2013

Lega: «Tutti i Comuni del Nord sforino il patto di stabilità, anche di un solo euro»


“Igor Iezzi”
“La Padania 30.10.2013”

Sei miliardi di euro. A tanto ammontano i residui attivi per le spese di investimento che, senza i limiti del patto di stabilità, potrebbero essere immediatamente messi in circolo dando un rilancio immediato alla competitività dell'intero sistema lombardo. Per questo le parti economiche, sociali e istituzionali lombarde che lunedì hanno sottoscritto il patto per lo sviluppo chiedono, con un unica voce, che il governo e il parlamento di Roma procedano immediatamente alla modifica della Legge di Stabilità, riducendo i tagli previsti a danno della virtuosa Lombardia, e ad una profonda revisione del patto di  stabilità. Ieri Massimo Garavaglia, assessore lombardo all'Economia, ha illustrato, in consiglio regionale, il testo sottoscritto da tutte le parti sociali ed economiche della Lombardia sotto la regia di Roberto Maroni in vista dell'approvazione del bilancio 2014.
«Abbiamo deciso - ha spiegato l'assessore leghista, al termine della discussione in aula - di a udire le parti sociali prima della chiusura del bi lancio. Continueremo con questo metodo, il metodo del confronto». Garavaglia ha anche sottolineato di non comprendere alcune polemiche nate da parte delle opposizioni consiliari. «Perché dividersi su un documento- ha spiegato - che vede tutto il corpo sociale lombardo compatto? Come spesso accade la società che sta  all'esterno dei palazzi va più veloce di una certa politica ed ha capito che per superare la crisi occorre lavorare insieme ». Un invito che una parte dell'opposizione non ha colto, impegnata solo a cercare motivi per distinguersi. Alessandro Alfieri, capogruppo del Pd, ha puntato l'indice contro il Carroccio, reo, secondo il democrat, di voler solo fare propaganda: «Noi siamo pronti a discutere, ci interessa dare il nostro contributo, ma senza fare propaganda e senza prendere in giro i cittadini. Meno propaganda, più concretezza lombarda» ha sostenuto, tra lasciando che il documento è stato sottoscritto da tutte le parti sociali ed economiche della Lombardia. Dello stesso tenore Stefano Buffagni, del Movimento Cinque Stelle, che invece di intervenire sul merito del documento ha accusato la Lega di essere contro "Roma centralista" dopo aver governato per anni. Evidentemente sulle ipotesi di sviluppo per la Lombardia i Grillini non hanno idee ... Positivo, invece, il giudizio del Pdl. col contenuti del patto sono condivisibili - ha spiegato Carlo Malvezzi - Mi sorprende vedere in calce al documento le firme di tutte le sigle sindacali e di categoria lombarde. Non è un fatto banale ma un risultato che va riconosciuto. Non dobbiamo creare illusioni tra i nostri cittadini ma il patto di stabilità crea ingiustizie palesi». Per la Lista Maroni «non c'è nessuna propaganda ma solo concretezza. La Lombardia – ha commentato Stefano Bruno Galli - non cerca maggiori risorse da Roma ma la possibilità di spendere le proprie. Cambiare il patto di stabilità vorrebbe dire aiutare anche le piccole comunità ». Dalla Lega Nord arriva un chiaro invito alla ribellione. «Roma non ci ascolta - ha attaccato Massimiliano Romeo – servono azioni per rendere più efficaci le giuste richieste del patto per lo sviluppo. Tutti i comuni del Nord, non solo lombardi, sforino il patto di stabilità, anche di un solo euro. Una tale iniziativa sarebbe il gesto tangibile della ribellione del territorio, una mobilitazione dirompente. La Regione si metta alla guida di tutti questi comuni invitandoli attraverso l'Anci a sforare il patto. Non è una questione di colore politico ma di sopravvivenza degli Enti Locali. È una battaglia talmente importante e vitale che non può essere condotta singolarmente ma può avere qualche possibilità di vittoria unicamente se viene portata avanti da una pattuglia molto numerosa di Sindaci appartenenti a tutti gli schieramenti».  

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