mercoledì 30 ottobre 2013

Cancellato il colloquio sul grado di integrazione: boom di CITTADINANZE


“La Padania 30.10.2013”


Cittadinanze facili per gli stranieri nel 2013. Per snellire la procedura infatti il Viminale ha stabilito che non va più fatto il colloquio per verificare il grado di integrazione del richiedente . La denuncia arriva dalla Lega Nord id Bergamo che, numeri e documenti alla mano, mostra cosa abbia comportato questa nuova " linea morbida" : un boom di cittadinanze, concesse in numero doppio, se addirittura non triplo, rispetto al passato (nella tabella in pagina gli esempi di Bergamo, Telgate, Azzano San Paolo e Chiuduno). Secondo la Lega il motivo va ricercato innanzitutto nella circolare di aprile del Dipartimento per le libertà civile e l' immigrazione del Viminale a firma del direttore centrale Angelo Di Caprio: «al fine di assicurare che le istanze già presentate, - dice il documento - vengano definite prima della introduzione della nuova procedura informatizzata, le questure non dovranno più procedere al colloquio con l'interessato, limitandosi a fornire esclusivamente tramite il sistema informatico in uso le informazioni riguardanti la regolare presenza sul territorio nazionale dello straniero richiedente la cittadinanza e dei familiari, la posizione giudiziaria, nonché ogni altra notizia rilevante sotto il profilo della sicurezza, quali ad es. segnai azioni di reato inoltrate all'autorità giudiziaria, eventuali procedimenti penali avviati da quest' ultima nei confronti dello straniero, inammissibilità Schengen, anche mediante attento controllo delle risultanze nelle banche dati di Polizia». «Per accelerare i tempi di concessione della cittadinanza - denuncia Daniele Belotti, segretario provinciale della Lega Nord di Bergamo – viene escluso un elemento fondamenta le, quale il livello di integrazione, che valuta la conoscenza della lingua italiana e dei principi fondamentali del nostro ordinamento e della nostra cultura . Così, mentre in ben altri 16 paesi d'Europa (tra cui Gran Bretagna, Germania, Austria, Belgio, Danimarca, Lussemburgo, Olanda) la concessione della cittadinanza prevede il superamento di test di conoscenza della lingua, della storia, delle tradizioni e degli usi per dimostrare l'effettivo legame con il Paese in cui si risiede, in Italia, invece, si apre alla cittadinanza facile come soluzione più comoda all'inefficienza burocratica statale, creando di fatto nuovi cittadini potenzialmente analfabeti e non integrati. Il tutto con una semplice circolare interna mai passata al vaglio di commissioni parlamentari. Il risultato è che sempre più spesso ci si ritrova con neocittadini italiani che non sanno nemmeno leggere le due righe del giuramento». Al Viminale – sottolinea la Lega orobica – dimenticano che la cittadinanza per residenza (art .9 , legge 5 febbraio 1992, n. 91) non è un diritto soggettivo della persona ma una concessione dello Stato, che può valutare discrezionalmente se lo Stato stesso e la comunità nazionale hanno interesse ad accogliere il nuovo cittadino richiedente che abbia dato prova di buon grado d'integrazione. «Visto quindi il rischio di una crescita esponenziale di cittadinanze facili (oltre a quelle del soggetto vanno aggiunte , di conseguenza , quelle degli eventuali figli minori e i tempi ridotti per il coniuge extracomunitario) - dice infine Belotti - la Lega Nord di Bergamo attiverà i suoi parlamentari affinché venga richiesto: il ritiro della circolare del Ministero dell'Interno e la conseguente nota del Dipartimento della Pubblica Sicurezza, il ripristino immediato dei colloqui per valutare il grado di integrazione dei  richiedenti la cittadinanza per residenza, il potenziamento dell'organico in servizio presso le Questure negli uffici Immigrazione, avvalendosi anche di personale civile e l'aumento degli importi relativi al contributo per il rilascio del permesso di soggiorno elettronico, oggi compresi tra 80 e 200 euro». 

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