“Andrea Accorsi”
“La Padania 30.10.2013”
La Marina
Militare ridotta a traghettatrice di clandestini. Le nostre più avanzate - e
costose – unità navali impiegate come una Croce Rossa del mare. Altro che
"dispositivo d i sorveglianza e soccorso in alto mare": l'operazione "
Mare Nostrum" varata dal governo Letta è, in tutto e per tutto, la
messa in pratica di quel "corridoio umanitario" caldeggiato dal
partito immigrazionista, ministro Kyenge in testa. Un corridoio a senso
unico, che abbatte i confini sempre più virtuali tra la Penisola e il resto del
(terzo) mondo, garantisce ogni giorno a centinaia di clandestini di arrivare
sani e salvi in Italia e che ci costa un
patrimonio. Lo aveva già rilevato Maroni, che domenica commentava sul
web: «L'operazione Mare Nostrum deve bloccare le partenze dei clandestini, non
aiutarli a venire in Italia più facilmente. Fatta così è un disastro».
Ora la prova di quello che realmente sta comportando l'operazione è dimostrato, con tanto di video e fotografie, dalla stessa Marina Militare, che nel suo sito internet dedica ampio spazio alle procedure che seguono l' intercettazione dei barconi carichi! di clandestini. Nessun blocco dei "viaggi della speranza" nei porti di partenza, nessun respingimento, nessun arresto di scafisti. Lo ammette candidamente anche uno dei comandanti in capo dell'operazione: «Vorremmo anche individuare le "navi madri", cioè le navi responsabili del traffico di esseri umani - spiega l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina -. Ma abbiamo bisogno che l'Europa recepisca il fatto che questa è una emergenza europea. Se no, non andiamo avanti». Con tutti questi limiti, "Mare Nostrum" si riduce al trasbordo in tutta sicurezza dei cosiddetti migranti. Per farlo, vengono impiegati una mole di uomini e mezzi fra i migliori in dotazione. A cominciare dalla nave anfibia "San Marco". «Abbiamo a bordo – osserva con orgoglio il comandante, capitano di vascello Eugenio Zumpano – un ospedale molto attrezzato, una piattaforma che consente di alloggiare fino a quattro elicotteri e un bacino allagabile che consente di sbarcare direttamente i gommoni o le motobarche» cariche di clandestini. A bordo, per la prima volta, anche uomini del dipartimento di Pubblica sicurezza- Direzione centra le dell'immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che svolgono già sulla nave i controlli e le procedure di identificazione dei clandestini. Non mancano sei "mediatori culturali" con tanto di pettorina e qualifica scritta a chiare lettere su di essa. «Misure straordinarie per fronteggiare una emergenza straordinaria » sottolinea il contrammiraglio Guido Rando, comandante i n capo dell'operazione "Mare Nostrum". Insieme alla "San Marco" viene impiegata una vera e propria flotta navale ma anche aerea. Proprio ieri un velivolo senza pilota Predator dell'Aeronautica militare è stato impegnato nel monitoraggio di una imbarcazione - un gommone carico di clandestini – in navigazione al largo della Libia e diretta verso l' Italia. Il velivolo ha trasmesso le immagini e i video ripresi dai sensori di bordo alla sala operativa dell'Air Operation Center di Poggio Renatico (Ferrara). L'avvistamento è stato confermato da un elicottero EH-101 della Marina. Sul luogo si è quindi diretta la fregata "Maestrale". Strumenti e dispositivi all'avanguardia (e dai costi faraonici) che dovrebbero servire a difenderci. E che sono invece ridotti a cavalli di Troia per una invasione senza fine, sotto la regia del governo.
Ora la prova di quello che realmente sta comportando l'operazione è dimostrato, con tanto di video e fotografie, dalla stessa Marina Militare, che nel suo sito internet dedica ampio spazio alle procedure che seguono l' intercettazione dei barconi carichi! di clandestini. Nessun blocco dei "viaggi della speranza" nei porti di partenza, nessun respingimento, nessun arresto di scafisti. Lo ammette candidamente anche uno dei comandanti in capo dell'operazione: «Vorremmo anche individuare le "navi madri", cioè le navi responsabili del traffico di esseri umani - spiega l'ammiraglio Giuseppe De Giorgi, capo di stato maggiore della Marina -. Ma abbiamo bisogno che l'Europa recepisca il fatto che questa è una emergenza europea. Se no, non andiamo avanti». Con tutti questi limiti, "Mare Nostrum" si riduce al trasbordo in tutta sicurezza dei cosiddetti migranti. Per farlo, vengono impiegati una mole di uomini e mezzi fra i migliori in dotazione. A cominciare dalla nave anfibia "San Marco". «Abbiamo a bordo – osserva con orgoglio il comandante, capitano di vascello Eugenio Zumpano – un ospedale molto attrezzato, una piattaforma che consente di alloggiare fino a quattro elicotteri e un bacino allagabile che consente di sbarcare direttamente i gommoni o le motobarche» cariche di clandestini. A bordo, per la prima volta, anche uomini del dipartimento di Pubblica sicurezza- Direzione centra le dell'immigrazione e della Polizia delle Frontiere, che svolgono già sulla nave i controlli e le procedure di identificazione dei clandestini. Non mancano sei "mediatori culturali" con tanto di pettorina e qualifica scritta a chiare lettere su di essa. «Misure straordinarie per fronteggiare una emergenza straordinaria » sottolinea il contrammiraglio Guido Rando, comandante i n capo dell'operazione "Mare Nostrum". Insieme alla "San Marco" viene impiegata una vera e propria flotta navale ma anche aerea. Proprio ieri un velivolo senza pilota Predator dell'Aeronautica militare è stato impegnato nel monitoraggio di una imbarcazione - un gommone carico di clandestini – in navigazione al largo della Libia e diretta verso l' Italia. Il velivolo ha trasmesso le immagini e i video ripresi dai sensori di bordo alla sala operativa dell'Air Operation Center di Poggio Renatico (Ferrara). L'avvistamento è stato confermato da un elicottero EH-101 della Marina. Sul luogo si è quindi diretta la fregata "Maestrale". Strumenti e dispositivi all'avanguardia (e dai costi faraonici) che dovrebbero servire a difenderci. E che sono invece ridotti a cavalli di Troia per una invasione senza fine, sotto la regia del governo.

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