mercoledì 30 ottobre 2013

La Lombardia va alla guerra sul Patto iniquo


“Matteo Borghi”
“lintraprendente.it 30.10.2013”

Quando diciamo che la Lombardia va alla guerra sul Patto di stabilità non intendiamo la Regione e men che meno il partito governo, la Lega. Parliamo delle forze economiche che, nonostante tasse e burocrazia romane record, sono ancora capaci di rendere il nostro territorio il più produttivo del Paese. Da Unioncamere a Confindustria, da Confcommercio a Confartigianato, da Coldiretti a Confagricoltura sono più di venti le realtà associative – inclusi sindacati e cooperative, non certo favorevoli ai governi di centrodestra – ad aver condiviso ieri, nell’ambito del tavolo per il Patto dello sviluppo (nome che pare disegnato in antitesi al Patto di stabilità), un documento che fa alcune semplici richieste al governo. Contenuti riportati – stamattina al Pirellone – dall’assessore regionale al Bilancio Massimo Garavaglia: riconsiderare il Patto di stabilità sulla base della virtuosità delle istituzioni lombarde, liberare le risorse per gli investimenti prioritari (escludendole dai fondi vincolati dal Pds) e valutare altri miglioramenti allo strumento sulla base di ciò che accade nelle altre nazioni europee più virtuose.
Paesi in cui – ad esempio – il Patto è applicato allo Stato centrale e non agli enti territoriali che, in questo modo, subiscono i danni dell’inefficienza altrui. Anche perché i trasferimenti delle risorse da Roma avviene in modo del tutto particolare: a ricevere più soldi sono quei Comuni, quelle Province e quelle Regioni con una spesa storica più alta. Ergo, vengono premiate le realtà territoriali più sprecone. I tagli, invece, vengono calcolati sulla base del Pil. Ergo, vengono punite le realtà economicamente più solide, Lombardia in primis. Stando ai dati riportati da Garavaglia la nostra regione ha già in cassa ben sei miliardi di euro «che si potrebbero spendere a sostegno della crescita in maniera virtuosa, ovvero senza fare debito. Invece, oltre ai tagli, il governo ha già ridotto di 169 milioni per il 2014 e 235 milioni per il 2015 la cifra complessiva che la Regione potrà spendere. Soldi dei lombardi che si dovranno lasciare fermi e che resteranno quindi improduttivi». Una vera ingiustizia contro la quale noi de L’Intraprendente abbiamo deciso di prendere una posizione netta a sostegno delle iniziative del comitato “Rompiamo il Patto” e della stessa Lega Nord. Quella contro il Patto di stabilità è, attualmente, la più grande battaglia liberale e federalista. Non si tratta di invitare le amministrazioni a spendere di più (il capogruppo leghista Massimiliano Romeo ha invitato a sforare il Pds anche di un solo euro, solo per renderne evidente l’ingiustizia), né di credere in progetti keynesiani: si tratta, semplicemente, di riconoscere il diritto di ogni amministrazione a usare i soldi dei cittadini a vantaggio dei cittadini stessi. Certo, da liberali vorremmo anche che ce ne chiedessero di meno: ma visto che comunque ce li chiedono desideriamo, quantomeno, che li spendano per darci dei servizi e non per ripianare i debiti che qualcuno continua, imperterrito, a fare.

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