“La Padania 25.10.2013”
Basta con il patto di stabilità: lo gridano da tempo i sindaci di tanti comuni
, che per far sentire ancor più forte la loro voce hanno organizzato una sorta
di maratona virtuale di protesta nelle piazze delle loro città che proseguirà
fino a domenica. L'iniziativa si chiama "Rompiamo il patto", ha un
ricco e aggiornato sito internet (rompiamoilpatto.org), e si propone di creare
un fronte comune tra primi cittadini, al di là del colore politico, per chiedere
a Roma la cancellazione definitiva del Patto di Stabilità. La maggior parte dei
Comuni infatti dispone di risorse considerevoli in cassa, inutilizzabili
proprio a causa del Patto. Con questi soldi si potrebbero avviare moltissime
opere di pubblica utilità che potrebbero migliorare significativamente la vita
quotidiana delle persone. Strade, asili, parchi , solo per fare tre esempi ,
che sono condannati a restare nel libro dei sogni per una normativa voluta dall'Europa
e attuata (male) in maniera rigida dai vari governi che si sono succeduti in
Italia. L'iniziativa dei sindaci si articola in due fasi .
La prima consiste nella convocazione di un'assemblea cittadina urgente (a lato il calendario di oggi), per spiegare ai cittadini che cos'è il Patto di Stabilità, i danni che ha creato e, più in generale, per illustrare la situazione economica delle singole realtà. La seconda riguarda la presentazione, nel primo Consiglio comunale utile, di un documento condiviso per chiedere a Roma di e liminare per sempre il Patto di stabilità, consentendo così a ogni Comune di utilizzare i soldi accantonati a vantaggio dei propri cittadini.
La prima consiste nella convocazione di un'assemblea cittadina urgente (a lato il calendario di oggi), per spiegare ai cittadini che cos'è il Patto di Stabilità, i danni che ha creato e, più in generale, per illustrare la situazione economica delle singole realtà. La seconda riguarda la presentazione, nel primo Consiglio comunale utile, di un documento condiviso per chiedere a Roma di e liminare per sempre il Patto di stabilità, consentendo così a ogni Comune di utilizzare i soldi accantonati a vantaggio dei propri cittadini.

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