“Elisabetta Colombo”
“La Padania 01.10.2013”
E così
oggi, primo ottobre, scatta l'ora x con la raffica di rincari che si abbatte
trasversalmente su tutti i settori. È l'effetto domino che parte dall'aumento
dell'Iva dal 21 al 22%. Una stangata, termine che ormai siamo abituati ad usare
troppo di frequente, da 349 euro a famiglia all'anno, a voler essere ottimisti.
Una tragedia per i nostri portafogli ma anche per i consumi con il solito circolo vizioso. Secondo
le stime Codacons, l'aumento dell'Iva porterà a una contrazione degli acquisti
pari a circa il 3% , il che non è esattamente ciò di cu i abbiamo bisogno, con
grosse ricadute anche sul fronte occupazionale. Si poteva pensare che la benzina
fosse indenne? Ecco il nuovo rincaro dei carburanti: per effetto del mancato
slittamento dell'aumento dal 21 al 22% dell'aliquota ordinaria dell'Iva, infatti,
il prezzo raccomanda to della benzina salirà di circa 1,5 cent euro/litro,
quello del diesel di 1,4 e quello del Gpl di 0,7 cent.
Anche se l' impatto su i
prezzi praticati non dovrebbe essere immediato
ma spalmarsi lungo la settimana in funzione della fisiologica rotazione delle scorte. Qualcuno è riuscito a vedere anche un
"vantaggio" per i consumatori visto che la bozza del di che il CdM
avrebbe dovuto esaminare, prevedeva, a copertura del rinvio, un rincaro delle
accise su i carburanti di 2 cent al litro per tutto il 2013 e poi di 2,5 fino
al 15 febbraio 2015. E da altri parti si leva invece la protesta per un intervento
assurdo, dato che già con gli aumenti dello scorso anno si è registra to un ca
lo dei consumi pari al 10% e quindi, di fatto, un mancato introito per lo
Stato. Insomma, che la politica degli aumenti non sia proficua è evidente a
tutti. Intanto oggi sarà il caos: nei registratori di cassa dei commercianti
dovrà essere modificata l'aliquota Iva per l'emissione delle fatture fiscali,
mentre per scontrini e ricevute, invece, va creata un'apposita colonna nel registro
dei corrispettivi, dove vanno registra te le operazioni giornaliere. Per le
imprese ci sono i problemi che scattano con ordini, fatture e pagamenti: si
applicherà l'Iva del 21%, se la fattura o il pagamento avverranno entro il 30
settembre 2013, indipendentemente dal fatto che la consegna avverrà successivamente.
E poi ci sono i servizi, le prestazioni, gli acconti: insomma, una gran perdita
di tempo, per non parlare del fatto che tra
imprese e professionisti è più penalizzato chi non può detrarre l'Iva sugli acquisti
perché effettua operazioni attive esenti. Le aziende che esportano (senza Iva),
invece, saranno avvantaggiate: l'Iva a credito aumenterà, in quanto faranno più fatica a detrarre
l'aumentata Iva sugli acquisti con la poca Iva a debito.

Nessun commento:
Posta un commento