“ininsubria.it 08.10.2013”
"Burocrazia zero" per favorire le imprese lungo la fascia di
confine ed esenzione dal ticket sanitario per le donne soggette al tumore
ereditario al seno e all'ovaio. Sono queste due delle mozioni più importanti
che saranno discusse domani, martedì 8 ottobre, dal Consiglio regionale della
Lombardia e che vedono come prima firmataria la consigliera regionale varesina
della Lega Nord Francesca Brianza che si augura "un'approvazione
all'unanimità". Nel primo caso il "Pirellone" chiederà al
Governo di inserire anche la Lombardia tra le regioni "a burocrazia
zero", in modo da favorire nuove iniziative imprenditoriali lungo la
fascia di confine ed evitare la "fuga" delle imprese lombarde
attirate dalle "sirene" del Canton Ticino. Obiettivo, garantire tempi
brevi e velocità nelle pratiche burocratiche, tenendo presente che non si
tratta di abolirle, ma di accelerarle, garantendo così "entro 30 giorni
dall'avvio dei procedimenti amministrativo i provvedimenti conclusivi".
La legge (30 luglio 2010, n. 122) prevede anche la concessione di tributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero. Ma l'articolo non include la Lombardia e, in particolare, le cosiddette "zone franche urbane" della regione, ovvero Como, Varese e Sondrio, che confinano con la Confederazione Elvetica. "Si tratta di un primo provvedimento di una serie di opportunità che stiamo studiando per cercare di dare più competitività alle Pmi di confine - commenta la consigliera Brianza -. Spero in un voto favorevole di tutto il Consiglio perché la realizzazione di "zone a burocrazia zero" è una priorità. Chiederemo ai ministeri dell'Economia e dell'Interno un intervento diretto". La seconda mozione rientra nell'ambito sanitario ed è ancora più varesina considerato che è stata presentata da Francesca Brianza dopo avere appreso che il Dipartimento oncologico della provincia di Varese, diretto dalla dottoressa Graziella Pinotti, in collaborazione con l'ASL e con tutte le associazioni di Volontariato oncologico sta portando avanti un nuovo progetto per la prevenzione e lo studio dei tumori ereditari chiamato Rete Alti Rischi (Ral), promossa dal Centro di senologia dell'Ospedale Circolo di Varese, con il sostegno della Provincia e dell'associazione di pazienti Caos (Centro Ascolto Operate al Seno) coordinato da Adele Patrini. In questo caso si tratta di un progetto che propone la prevenzione al tumore ereditario al seno e all'ovaio e per il quale si punta all'estensione a tutto il territorio lombardo, nonché all'abolizione del ticket sanitario. Tutto parte da una constatazione scientifica: il tumore al seno colpisce una donna su otto nell'arco della vita ed è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile. Il 5 per cento di questi tumori è ereditario, dovuto cioè ad alterazioni di geni che si sviluppa in famiglie ad alto rischio. In questo caso, per una donna che risultasse portatrice di mutazione, il rischio di sviluppare il tumore al seno nell'arco della vita può arrivare anche all'80 per cento. Mentre esiste un rischio del 20-40% per il cancro dell'ovaio. Si tratta di tumori particolarmente aggressivi ma la cui percentuale di guarigione supera il 95% se la diagnosi è precoce . "Circa 800 donne si ammalano ogni anno nel Varesotto e circa 6 casi su 100 sono ereditari - spiega la consigliera Francesca Brianza -. Oggi, attraverso un prelievo di sangue, è possibile attestare se una donna è portatrice di un gene modificato che la espone ad avere più dell'85% di probabilità di sviluppare il tumore della mammella e dell'ovaio ereditario". I test genetici sono quindi in grado di identificare le pazienti ad alto rischio e vincere la malattia "giocando d'anticipo". E il progetto Ral prevede proprio per la donna a rischio e la sua famiglia uno screening personalizzato. "Regione Lombardia deve partecipare da protagonista a questo progetto - conclude Francesca Brianza -. Nonostante le portatrici di mutazioni del gene abbiano un elevato rischio sono costrette a pagare ogni anno, per i controlli, cifre che possono superare i 500 euro. Per questo motivo la mozione vuole impegnare la Giunta a valutare l'estensione del progetto Ral in tutto il territorio lombardo, nonché l'abolizione del ticket sanitario per gli esami riguardanti la prevenzione per il target di donne individuate tramite lo screening genetico. Finanziariamente credo sia sostenibile, in quanto la percentuale fortunatamente non eccessiva non comporterebbe un esborso proibitivo".
La legge (30 luglio 2010, n. 122) prevede anche la concessione di tributi diretti alle nuove iniziative produttive avviate nelle zone a burocrazia zero. Ma l'articolo non include la Lombardia e, in particolare, le cosiddette "zone franche urbane" della regione, ovvero Como, Varese e Sondrio, che confinano con la Confederazione Elvetica. "Si tratta di un primo provvedimento di una serie di opportunità che stiamo studiando per cercare di dare più competitività alle Pmi di confine - commenta la consigliera Brianza -. Spero in un voto favorevole di tutto il Consiglio perché la realizzazione di "zone a burocrazia zero" è una priorità. Chiederemo ai ministeri dell'Economia e dell'Interno un intervento diretto". La seconda mozione rientra nell'ambito sanitario ed è ancora più varesina considerato che è stata presentata da Francesca Brianza dopo avere appreso che il Dipartimento oncologico della provincia di Varese, diretto dalla dottoressa Graziella Pinotti, in collaborazione con l'ASL e con tutte le associazioni di Volontariato oncologico sta portando avanti un nuovo progetto per la prevenzione e lo studio dei tumori ereditari chiamato Rete Alti Rischi (Ral), promossa dal Centro di senologia dell'Ospedale Circolo di Varese, con il sostegno della Provincia e dell'associazione di pazienti Caos (Centro Ascolto Operate al Seno) coordinato da Adele Patrini. In questo caso si tratta di un progetto che propone la prevenzione al tumore ereditario al seno e all'ovaio e per il quale si punta all'estensione a tutto il territorio lombardo, nonché all'abolizione del ticket sanitario. Tutto parte da una constatazione scientifica: il tumore al seno colpisce una donna su otto nell'arco della vita ed è la prima causa di mortalità per tumore nel sesso femminile. Il 5 per cento di questi tumori è ereditario, dovuto cioè ad alterazioni di geni che si sviluppa in famiglie ad alto rischio. In questo caso, per una donna che risultasse portatrice di mutazione, il rischio di sviluppare il tumore al seno nell'arco della vita può arrivare anche all'80 per cento. Mentre esiste un rischio del 20-40% per il cancro dell'ovaio. Si tratta di tumori particolarmente aggressivi ma la cui percentuale di guarigione supera il 95% se la diagnosi è precoce . "Circa 800 donne si ammalano ogni anno nel Varesotto e circa 6 casi su 100 sono ereditari - spiega la consigliera Francesca Brianza -. Oggi, attraverso un prelievo di sangue, è possibile attestare se una donna è portatrice di un gene modificato che la espone ad avere più dell'85% di probabilità di sviluppare il tumore della mammella e dell'ovaio ereditario". I test genetici sono quindi in grado di identificare le pazienti ad alto rischio e vincere la malattia "giocando d'anticipo". E il progetto Ral prevede proprio per la donna a rischio e la sua famiglia uno screening personalizzato. "Regione Lombardia deve partecipare da protagonista a questo progetto - conclude Francesca Brianza -. Nonostante le portatrici di mutazioni del gene abbiano un elevato rischio sono costrette a pagare ogni anno, per i controlli, cifre che possono superare i 500 euro. Per questo motivo la mozione vuole impegnare la Giunta a valutare l'estensione del progetto Ral in tutto il territorio lombardo, nonché l'abolizione del ticket sanitario per gli esami riguardanti la prevenzione per il target di donne individuate tramite lo screening genetico. Finanziariamente credo sia sostenibile, in quanto la percentuale fortunatamente non eccessiva non comporterebbe un esborso proibitivo".

Nessun commento:
Posta un commento