martedì 8 ottobre 2013

BEFERA ammette: «C'è chi EVADE per sopravvivere» Bitonci: finalmente se n'è accorto

“Andrea Ballarin”
“La Padania 08.10.2013”

Attilio Befera: chi evade le tasse non è per forza di cose un parassita, ma spesso è costretto a farlo per sopravvivere, schiacciato da un insostenibile peso tributa rio che annulla ogni possibilità di mettersi in regola con il Fisco.  Incredibile ma vero, il direttore dell'Agenzia delle Entrate, in un'intervista concessa al giornalista Gianni Minoli, si è anche spinto a dire che «con meno tasse ci sarebbe meno evasione per carenze di liquidità». Il cuore di Befera, dunque, si è intenerito? Oppure la forza dei numeri lo ha costretto a prendere atto delle difficoltà degli italiani? L dubbi, in effetti, rimangono anche se Befera sembra aver sposato la posizione del viceministro d eli 'Economia, Stefano Fassina (un altro che tempo fa si è ridestato dal torpore) affermando che, effettivamente, esiste un'evasione fiscale di sopravvivenza. Al la precisa domanda, il capo degli ispettori del Fisco ha risposto testualmente: «Penso di sì, ma non so bene, non essendo evasore».
Bravo. D'altronde con uno stipendio - per sua confessione - di 304mila euro all'anno, che bisogno avrebbe di evadere per sopravvivere? Nelle domande successive, la verve giustizialista è, però, riemersa. Elencando le azioni di contrasto all'evasione, Befera ha sostenuto che ve ne sono d i vari tipi. «Noi –ha detto - cerchiamo di combatterli tutti con la massima intensità. In Italia bisogna pagare le imposte e  se non ci fosse Equitalia» Attilio Befera non le pagherebbe nessuno. Che l'evasore sia un parassita della società è un dato di fatto». Il Befera "comprensivo" nel giro di un minuto si è, quindi, ritrasformato nel ligio cacciatore di evasori criminali. Il "ravvedimento" del direttore delle Entrate è, comunque, giudicato positivamente in maniera tra sversa le. Anche dalla Lega Nord che, però, gli lancia la sfida. «Bene Befera - sostiene in un tweet il presidente dei senatori del Carroccio, Massimo Bitonci - come la Lega Nord ammette l'evasione di sopravvivenza. Ora la applichi anche al redditometro e al redditest». «Oggi la tassazione reale è arrivata al 70% - aggiunge poi Bitonci - e questo vuoi dire che un artigiano fino ad agosto lavora unicamente per pagare lo Stato. Una condizione  insopportabile. Fino ad ora solo la Lega Nord ha denunciato questa situazione. Finalmente ora cominciano ad accorgersene anche altri. Prima il vice ministro Fassina, ora Befera: l'auspicio è che le prossime decisioni siano coerenti con queste ammissioni». Infatti il problema sta proprio qui: passare dal dire al fare, quando di mezzo ci sono i burocrati del sistema tributario italiano, è una fatica immane. E soprattutto se questi si chiamano proprio Attilio Befera, personaggio che sbandiera risultati da prefisso telefonico come grandi imprese. Teniamo conto, infatti, che l'evasione calcolata in Italia ammonta {dati 2012 della Corte dei Conti) a circa 180 miliardi di euro. Ebbene, le strategie al limite del terrore di Befera per recuperare risorse distratte al fisco (i famosi blitz nelle località di villeggiatura, gli appostamenti dietro l'angolo del fornaio che vende pane e pizzette) producono la bellezza di circa 13 miliardi di euro, vale a dire poco più del 7 per cento  dell'evasione totale. Ovviamente in un'azienda privata, risultati di questo tipo comporterebbero l'allontanamento del dirigente senza tante cortesie.
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