martedì 8 ottobre 2013

Maroni: «Accusare la Bossi-Fini è una sciocchezza»

“Elisabetta Colombo”
“La Padania 08.10.2013”


«Accusare la Bossi-Fini per quello che è successo è una colossale sciocchezza, quando c'è stata un 'emergenza ed ero ministro ci sono stati in 4 mesi 40 mila sbarchi ma nessuno si è fatto male, non ci sono stati morti». E' questo il commento di Roberto Maroni alla tragedia di Lampedusa, tragedia che ha visto ritirare in ballo la Bossi-Fini da più parti. Il presidente della Regione Lombardia e segretario federale della Lega Nord però non ci sta e partecipando ieri a "La telefonata di Belpietro", su Canale 5, è stato chiaro, anzi chiarissimo: «Chi accusa la Bossi-Fini non sa bene cosa fare; per evitare quello che è successo si devono bloccare le partenze, rimandare i pattugliatori in mare aperto e contattare le autorità locali. Chi la butta in politica non ha soluzioni. Bisognerebbe chiedersi come ha fatto il barcone ad arrivare a pochi metri dalla riva... quando ero ministro io mandavo le navi a pattugliare...»
Maroni non ha poi potuto fare a meno di ricordare come l'attuale presidente della Camera era solita deriderlo quando chiedeva aiuto all'Europa: «Mi deridevano dicendo che era il governo italiano incapace di gestire la situazione degli sbarchi» Ora invece si invoca l'Europa, che peraltro, coma ha sottolineato il segretario è incapace di intervenire e di gestire questi fenomeni. «L'unica cosa che fanno - ha detto Maroni nel corso della telefonata - è mandare soldi, bisogna invece prevenire ed intervenire. Non credo al ruolo dell'Europa». E ha aggiunto che «dobbiamo esser noi, Paese di frontiera, a stringere accordi con i Paesi da cu i partono i clandestini, cosa che noi facemmo con successo». Senza mezzi termini Maroni ha poi attaccato anche la prospettiva dello ius soli: «Noi siamo contrari a questa modifica che porterebbe solo un'immigrazione massiccia che non porta utilità né a loro né a noi». Comunque, da questo punto di vista, il segretario sta tranquillo: «Quello che c'è di positivo nelle proposte del ministro Kyenge è la irrealizzabilità, ovvero che non si realizzeranno mai, come questa cosa dello Ius soli», ha precisato aggiungendo di augurarsi che il Pdl al governo impedisca tutto ciò, altrimenti sarebbe la fine, e ribadendo che non bisogna cadere nell'errore di mandare messaggi sbagliati, come quello che nel nostro Paese tutto è possibile. «Bisogna rimandare a casa i clandestini e  applicare la legge con rigore. Se uno crede in quel che fa - ha concluso - e il ministro Alfano crede in quello che fa, deve applicare la legge». E sulla vicenda di Lampedusa è intervenuto ieri anche il consigliere regionale e responsabile sicurezza giustizia e immigrazione della Lega Nord Manes Bernardini replicando ai detrattori della Bossi Fini, tra cui Hayat El Youssoufi, presidente del consiglio provinciale degli stranieri di Bologna. «La colpa degli sbarchi non è la Bossi-Fini - ha ribadito Bernardini - Piuttosto a pesare sulla tragedia sono gli accordi mancati con i Paesi d'origine, da parte di un Governo che anche sull'immigrazione sta peccando di immobilismo». Il problema dunque, secondo il consigliere, è impedire le partenze. Ed è qui che l'Esecutivo avrebbe dovuto agire, come fece a suo tempo Maroni, da ministro. «E' inaccettabile mandare la gente a morire, esporla a rischi potenzialmente fatali e consegnarne il destino in mano a scafisti senza scrupoli. In tutto questo la Bossi-Fini non c'entra niente. Il Governo la sta usando strumentalmente per fare scudo alle proprie inadempienze». Bernardini ha poi sottolineato che, fino ad oggi, nessuno ha avanzato soluzioni alternative, tranne quella di sbandierare la cittadinanza facile e l'accoglienza indiscriminata, proposte folli e pericolose, che consegnerebbero il Paese alla guerra civile».  

Nessun commento:

Posta un commento