lunedì 14 ottobre 2013

«Basta con i clandestini, contro il caos si torni al rispetto delle regole»

“Andrea Ballarin”
“La Padania 14.10.2013”


Roberto Maroni, accompagnato da Umberto Bossi, da Roberto Calderoli, il governatore del Piemonte Roberto Cota, Mario Borghezio, Matteo Salvini e molti altri. Si parte, da piazza Carlo Felice il tragitto verso piazza San Carlo è breve, ma l'atmosfera generata dai manifestanti lungo il percorso è intensa: alcun i striscioni esposti con orgoglio da decine di militanti e sostenitori del Carroccio la dicono lunga su l motivo per il quale così tanta gente ha scelto di investire un sabato pomeriggio per venire a Torino a manifestare: •Perché siamo qui?», si legge in uno dei più rappresentativi della giornata - •Perché ci vergogniamo di essere italiani, perché abbiamo meno diritti dei clandestini». Idea chiara quella dei bellunesi, che sventolano siglano lo striscione con un "Prima Belluno", concetto che sintetizza la politica della Lega e le aspettative della gente. Striscioni anche della Valganna e Valmarchirolo, poi quella dei "padroni di casa":
•Stop all' immigrazione clandestina - si legge in quello della Lega Nord Piemont – Torino per la legalità». A guidare la testa del gruppo del Carroccio di Padova c'è Arianna Lazzarini, consigliere regionale del Veneto, storica militante del movimento: •Mi chiede perché siamo qui? Semplice, perché vogliamo dire basta all' invasione incontrollata di clandestini nel nostro Paese, perché vogli a m o di re basta a politiche che danneggiano le nostre terre e il Nord». •D'altronde – prosegue Lazzarini - com'è possibile accettare che un governo tagli 350 milioni di euro ai Comuni o 330 al rifinanziamento della cassa integrazione in deroga e, al contrario, ne dirotti 210 per affrontare l'emergenza clandestini?». Impossibile è la risposta implicita nella domanda. Eppure ciò è accaduto, con l'approvazione della manovrina di qualche giorno fa. Lungo il corteo la presenza del Nord unito sotto il vessillo leghista è percettibile: dal Veneto all'Emilia, passando per il Friuli, la Toscana e il Trentino, si notano anche gli striscioni della Lega Nord Liguria, del Piemonte, delle singole sezioni territoriali; come La Spezia, Padova, Imola, Biella, Monza, Bergamo e ch i più ne ha, più ne metta. La nota (sgradita) di colore stavolta la serve su un piatto d'argento un gruppuscolo di "antagonisti" che si piazza a metà del corteo e tenta di sfondare i cordoni della polizia: sono gli stessi che avevano provato a forzare il blocco anche in via San Tommaso e in via Arcivescovado, trovando la resistenza decisa delle forze dell'ordine. Alcun i riescono a filtrare (a caso?) e quando arrivano vicino ai pacifici manifestanti inizia un primo lancio di uova, patate e bottiglie. La polizia risponde con un paio di cariche e qualche manganellata e la protesta si rivela presto una grande pagliacciata di pochi. Andiamo avanti, ci buttiamo tra i manifestanti per senti re direttamente dalla loro voce che cosa sono venuti a fare a Torino. Il primo a parlare è Valerio Mantovani, segretario di sezione della Martesana: •Non abbiamo potuto ignorare il richiamo della Lega – ci spiega Valerio - siamo qui principalmente per dare il nostro contributo alla lotta per il mantenimento del reato di clandestinità, reato che qualcuno vorrebbe cancellare e che significherebbe la fine della legalità•. Il pericolo, secondo Valerio, è che i confini nazionali sarebbero del tutto abbattuti e la gente arriverebbe da ogni dove: •C'è un fronte politico che avvalendosi dei clandestini ha degli obiettivi - spiega - e sono di carattere elettorale. Evidentemente c'è qualcuno che ha degli interessi notevoli a far entrare tutta questa gente•. Fabio Varisco arriva da Cassina de' Pecchi, è un ex consigliere comunale: •Sì, ma della Lega,  mi raccomando lo scriva•. Scritto. A Fabio non vanno proprio giù le prese di posizione del ministro dell' Integrazione Cècile Kyenge: •Quelle del ministro sullo ius soli e su Ila cancellazione del reato di clandestinità - chiarisce Fabio - sono proposte scellerate. Sono assolutamente contrario a ipotesi di questo genere e conosco tantissima gente che la pensa come me•. Celeste Passero è il segretario della sezione di Settala, è un "duro e puro" e ha un' idea ben precisa su come risolvere  definitivamente il problema dell' immigrazione clandestina: •Basta chiudere i confini, non deve entrare più nessuno•. Facile a dirsi, più difficile da realizzare, ovviamente: •Lo so che molti di loro sono dei poveri cristi, ma qui da noi non c'è posto, bisogna aiutarli a casa loro. Ci costerebbero la metà e non succederebbero tutti i casini che stanno succedendo in   questi ultimi tempi•. Giuseppe Fornoni, assessore leghista a Lograto, uno al quale il ministro Kyenge non va proprio a genio (''Ma non per questioni di razzismo", precisa Fornoni), argomenta il suo no deciso alla cancellazione del reato di clandestinità e al via libera allo ius soli per il riconoscimento della cittadinanza: •Non esiste cancellare il reato di clandestinità - spiega risoluto l'esponente bresciano del Carroccio – noi siamo pronti ad accogliere a braccia aperte soltanto chi viene qui da noi per lavorare e rispetta la nostra terra, le nostre leggi, le nostre tradizioni. Tutti gli altri vanno aiutati a casa loro e non devono assolutamente entrare in Italia•. •Per quanto riguarda il ministro Kyenge – conclude Fornoni - prima di insegnare l'educazione ai popoli del Nord, la insegni ai suoi simili che violano le nostre leggi per entrare illegalmente nel nostro Paese•. «Stop all'immigrazione clandestina, ritorno alla legalità, massima attenzione alle scellerate politiche di chi vorrebbe che nel nostro Paese imperasse il caos e non le leggi e il rispetto delle regole minime di convivenza. Dall'inizio del corteo e fino al termine del comizio, i principi enunciati sono chiari e arrivano direttamente al cuore delle centinaia e centinaia di partecipanti alla manifestazione organizzata dal Carroccio. La gente sfila ordinata lungo via Roma, assediata dal popolo del Nord. Slogan, striscioni, megafoni, bandiere al vento, ovunque ci si guardi attorno c'è colore e festa. Sì, perché il raduno piemontese della Lega Nord per dire basta all'immigrazione clandestina, per rivendicare il diritto alla sicurezza, per affermare il principio di legalità, è anche un momento di incontro importante tra la base del movimento, stretta attorno ai vertici del Carroccio presenti in massa. "Freedom for Lombardia" si legge in uno degli striscioni che aprono il corteo guidato dal segretario federale,

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