“La Padania 18.09.2013”
Arrabbiati
, ma tutt'altro che rassegnati. Il voltafaccia dei partiti romani alla volontà
popolare non affossa le speranze degli attivisti di Indipendenza Veneta e
Plebiscito 2013 che ieri si attendevano ben altro pronunciamento del Consiglio
regionale. Il rinvio del referendum per l'indipendenza del Veneto è stato
accolto con fischi e urla dai manifestanti, che sotto le bandiere del Leone di
San Marco avevano accompagnato e commentato con applausi e slogan l'intero
svolgimento del dibattito dall'altra
sponda del Canal Grande e nello spazio di Palazzo Ferro-Fini riservato al
pubblico. «Vergogna», «buffoni», «traditori» le espressioni più ricorrenti scandite
al termine dell'assemblea. Ben visibile
dal piazzale della Salute, dove i manifestanti si sono concentrati dopo aver
sfilato a centinaia nelle calli dalla stazione di Santa Lucia, lo striscione
esposto dai consigliere della Lega Nord. Fra i manifestanti anche Massimo
Bitonci, capo gruppo della Lega Nord al Senato.
«Il Consiglio regionale- aveva premesso Bitonci – inizia la discussione per decidere se i veneti avranno diritto o meno a un plebiscito per l'indipendenza e l'autodeterminazione come in Scozia o come vorrebbero anche i catalani. La Lega Nord voterà compatta insieme alle altre componenti autonomiste, l'ostacolo potrebbe arrivare da tutti quei partiti nazionali che non accettano che un popolo che ha una propria lingua, cultura e tradizione millenaria possa decidere del proprio futuro». Visto come sono andate le cose, il capogruppo si è rivelato buon profeta. Ma non per questo getta la spugna. Anzi. •la Lega Nord al Senato - ha annunciato Bitonci – ha presentato un disegno di legge costituzionale per ri conoscere al popolo veneto il diritto all'autodeterminazione. Un passaggio che riteniamo obbligato ancor più dopo la massiccia presenza alla marcia che c'è stata a Venezia per chiedere il referendum». «Nella nostra proposta - prosegue il capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama - prevediamo che le norme siano stabilite con una legge del Consiglio regionale veneto non sottoposta a nessun controllo da parte dello Stato, neanche in sede di Corte Costituzionale. Il popolo veneto è una realtà storica millenaria, viva e attuale già giuridicamente organizzata in modo sovrano, in un preciso ambito territoriale ove ancor oggi si parla la stessa lingua, si valorizzano le stesse tradizioni, le stesse abitudini collettive, si difendono gli alt i valori della comunità familiare, della nazione, dell'attaccamento al lavoro e alla solidarietà, della legalità e della giustizia nella libertà. L'autodeterminazione dei popoli è un diritto da difendere e a volte, come per il Veneto, una necessità. Vorrei solo ricordare - conclude Bitonci - che anche Papa Giovanni Paolo Il nel suo discorso per i cinquant'anni dell'Onu difese questo diritto come massima espressione d i libertà e rispetto nei confronti dei popoli, della loro storia e cultura». In occasione del voto di ieri i deputati veneti della Lega Nord Matteo Bragantini, Emanuele Prataviera, Roberto Caon, Filippo Busin e Marco Marcolin hanno indossato alla Camera una maglietta con il leone di San Marco.
«Il Consiglio regionale- aveva premesso Bitonci – inizia la discussione per decidere se i veneti avranno diritto o meno a un plebiscito per l'indipendenza e l'autodeterminazione come in Scozia o come vorrebbero anche i catalani. La Lega Nord voterà compatta insieme alle altre componenti autonomiste, l'ostacolo potrebbe arrivare da tutti quei partiti nazionali che non accettano che un popolo che ha una propria lingua, cultura e tradizione millenaria possa decidere del proprio futuro». Visto come sono andate le cose, il capogruppo si è rivelato buon profeta. Ma non per questo getta la spugna. Anzi. •la Lega Nord al Senato - ha annunciato Bitonci – ha presentato un disegno di legge costituzionale per ri conoscere al popolo veneto il diritto all'autodeterminazione. Un passaggio che riteniamo obbligato ancor più dopo la massiccia presenza alla marcia che c'è stata a Venezia per chiedere il referendum». «Nella nostra proposta - prosegue il capogruppo del Carroccio a Palazzo Madama - prevediamo che le norme siano stabilite con una legge del Consiglio regionale veneto non sottoposta a nessun controllo da parte dello Stato, neanche in sede di Corte Costituzionale. Il popolo veneto è una realtà storica millenaria, viva e attuale già giuridicamente organizzata in modo sovrano, in un preciso ambito territoriale ove ancor oggi si parla la stessa lingua, si valorizzano le stesse tradizioni, le stesse abitudini collettive, si difendono gli alt i valori della comunità familiare, della nazione, dell'attaccamento al lavoro e alla solidarietà, della legalità e della giustizia nella libertà. L'autodeterminazione dei popoli è un diritto da difendere e a volte, come per il Veneto, una necessità. Vorrei solo ricordare - conclude Bitonci - che anche Papa Giovanni Paolo Il nel suo discorso per i cinquant'anni dell'Onu difese questo diritto come massima espressione d i libertà e rispetto nei confronti dei popoli, della loro storia e cultura». In occasione del voto di ieri i deputati veneti della Lega Nord Matteo Bragantini, Emanuele Prataviera, Roberto Caon, Filippo Busin e Marco Marcolin hanno indossato alla Camera una maglietta con il leone di San Marco.

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