“Padovaoggi.it 12.09.2013”
“Il primo compito dello Stato è garantire la
sicurezza. Ogni volta che questo obiettivo viene meno, lo Stato dichiara il suo
fallimento. Fallimento impossibile da sopportare quando l'aggressione è compiuta
ai danni dei più innocenti e indifesi fra i cittadini. Lo stupro ripetutamente
subito da una quindicenne originaria del Bangladesh e residente nel padovano,
promessa in sposa dal padre, contro la sua volontà, a un cugino di
trentaquattro anni, obbliga tutti ad un riflessione. Soprattutto impone, a chi
fa della propaganda buonista la sua unica arma, come il ministro Kyenge, il
silenzio assoluto o una condanna, non solo a parole, di costumi, culture e
cosiddette religioni che propugnano la violenza, la sopraffazione e il
disprezzo per le donne. Qui siamo in Veneto, non in Yemen. Chiediamo quindi
pene esemplari per tutti coloro che hanno avuto delle responsabilità dirette e
indirette in quanto accaduto alla piccola immigrata.
Inoltre ci batteremo, perché
prima di concedere residenza e lavoro a chi proviene da qualsiasi Paese
extracomunitario, si proceda a controlli approfonditi, fino ad una schedatura
di tutti i soggetti e i gruppi a rischio. Questo è l'unico modo perché lo Stato
dimostri di servire a qualcosa”. Lo dichiara il senatore Massimo Bitonci, a
seguito dello stupro, riportato dai quotidiani locali, subito da una minorenne
originaria del Bangladesh a Camposampiero. “Abbiamo depositato
un'interrogazione parlamentare a risposta scritta per i ministri Alfano e
Kyenge. La schiavitù in questo Paese non può essere ammessa e nessuna
integrazione è possibile con culture che la praticano. La notizia delle
violenze subite dalla sposa bambina di Camposampiero segue quella della morte
di un'altra minore, di soli otto anni, che sarebbe avvenuta in Yemen, a seguito
di una violenza sessuale praticata dall'orco che l'avrebbe sposata. Che questi
drammi abbiano fine, sia qui che in ogni angolo del pianeta”.

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