“asca.it 11.09.2013”
(ASCA) - Milano, 11 set - ''I dati forniti
dall'osservatorio certificano innanzitutto come la Lombardia sia stata fino a
oggi un modello di integrazione: vivono sul nostro territorio circa 1.129.000
immigrati, che corrispondono al 23,2 per cento del totale nazionale''. Così
l'assessore alla Sicurezza della Regione Lombardia, Simona Bordonali, ha
commentato oggi in Commissione Affari istituzionali, i dati contenuti nel
'Rapporto 2012 sugli immigrati in Lombardia', elaborato da Orim, l'Osservatorio
regionale sull'immigrazione e multietnicità. Il rapporto, redatto annualmente
dall'osservatorio, da tredici anni dalla sua istituzione, si pone come
obiettivo quello di monitorare la presenza straniera sul territorio lombardo,
in modo da poter essere utilizzato come valido ausilio nella programmazione
delle politiche. Secondo gli ultimi dati disponibili, relativi al 2012, gli
immigrati in Lombardia, in dodici anni, sono passati da 400.000 a 1.200.000 unità.
Nonostante la lieve flessione riscontrata nell'ultimo anno, l'intero arco
temporale 2001-2012 è andato comunque caratterizzandosi per un incremento della
presenza straniera di ben 817.000 unità. Un numero equivalente, per dimensione
demografica, alla province di Varese o di Monza e Brianza.
''Per tentare di
risolvere le problematiche legate al fenomeno dell'immigrazione - ha spiegato
l'assessore a proposito dell'emergenza profughi - credo sia necessario superare
la parte del Trattato di Dublino, che prevede per l'immigrato l'obbligo di
rimanere sul territorio dello Stato a cui si chiede lo status di rifugiato. Si
tratta di una norma che ci penalizza fortemente - precisa Bordonali -, perché'
induce gli immigrati a rimanere clandestini per non incorrere nell'obbligo di
vivere in Italia per circa due anni''. Dall'assessore lombardo una riflessione
conclusiva: ''Attualmente le tematiche dell'immigrazione in Lombardia sono fortemente
legate al problema della mancanza di lavoro. E' in grande crescita anche la
percentuale degli stranieri disoccupati, salita al 14,4 per cento. Ritengo
prioritario offrire risposte occupazionali alle centinaia di migliaia di
Lombardi e agli stranieri integrati rimasti senza lavoro, prima di accogliere
nuovi flussi migratori''.

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