venerdì 13 settembre 2013

Scure su Riva Acciaio. 1.400 esuberi. La Lega insorge.

“Stefano Neri”
“La Padania 13.09.2013”


Riva Acciaio ha bloccato da ieri tutte le attività dell'azienda, tra cui quelle produttive degli stabilimenti di Verona, Caronno Pertusella (Varese), Lesegno (Cuneo), Malegno, Sellero, Cerveno (Brescia) e Annone Brianza (Lecco) e di servizi e trasporti (Riva Energia e Muzzana Trasporti). In esubero, come ha comunicato l'azienda in una nota, risultano complessivamente 1.400 addetti negli stabilimenti. La notizia ha immediatamente provocato una levata di scudi da parte della Lega, che  attraverso i suoi parlamentari ha chiesto al ministro delle Attività produttive Flavio Zanonato di riferire in Aula, mentre i suoi amministratori locali hanno manifestato preoccupazione per la perdita di posti di lavoro. «Come presidente della  Regione Lombardia sono fortemente preoccupato per la decisione, annunciata dal Gruppo Riva, di bloccare tutte le attività dell'azienda esterne al perimetro gestionale dell'Ilva, relative a sette stabilimenti, in cui sono impiegati circa 1.400 addetti, di cui ben 650 nella sola Lombardia, che, numeri alla mano, sarebbe la regione più colpita in termini di ricadute  occupazionali », ha dichiarato il segretario federa le Roberto Maroni.
«Si tratta di una decisione di una gravità inaudita - ha aggiunto il Governatore -, soprattutto in un momento di crisi economica e occupazionale quale quello che stiamo vivendo, per questa ragione chiederò un colloquio con urgenza ai vertici aziendali del Gruppo e un incontro con il ministro delle Attività Produttive, per capire come intende muoversi il Governo di fronte a una situazione così grave». Nella nota l'azienda spiega che tali attività non rientrano nel perimetro gestionale dell'Ilva e non hanno quindi alcun legame (diretto) con le vicende giudiziarie che hanno interessato lo stabilimento Ilva di Taranto. La decisione, comunicata al custode dei beni cautelari, Mario Tagarelli, e illustrata alle Rappresentanze Sindacali dei diversi stabilimenti coinvolti, «Si è resa purtroppo  necessaria poiché – spiega una nota - il provvedimento di sequestro preventivo penale del Gip di Taranto, datato 22 maggio e 17 luglio 2013 e comunicato il 9 settembre- in base al quale vengono sottratti a Riva Acciaio i cespiti aziendali, tra cu i gli stabilimenti produttivi, e vengono sequestrati i sa Idi attivi di conto corrente e si attua di conseguenza il blocco delle attività  bancarie, impedendo il normale ciclo di pagamenti aziendali - fa sì che non esistano più le condizioni operative ed economiche per la prosecuzione della normale attività». Riva Acciaio, si legge, «impugnerà naturalmente nelle sedi competenti il provvedimento di sequestro già attuato nei confronti della controllante Riva Forni Elettrici e inopinatamente esteso al patrimonio dell'azienda, in lesione della sua autonomia giuridica. Ma nel frattempo «deve procedere alla sospensione delle attività e alla messa in sicurezza degli impianti cui seguirà, nei tempi e nei modi previsti dalla legge, la sospensione delle prestazioni lavorative del personale (circa 1.400 unità), a esclusione degli addetti alla messa in sicurezza,  conservazione e guardiania degli stabilimenti e dei beni aziendali». «La Lega Nord chiede che il ministro Flavio Zanonato  riferisca immediatamente in Aula su come il governo intenda far desistere la magistratura da una decisione di una gravità inaudita che mette in ginocchio un intero comparto e che rischia di mandare per strada migliaia di persone», ha dichiarato in Aula Davide Caparini, responsabile della comunicazione della Lega Nord, al termine della seduta di ieri. cdi sequestro preventivo dei ben i immobili, delle disponibilità finanziarie e delle quote societarie per oltre 916 milioni di euro disposto dal gip di Taranto che interessano Ilva, Riva Forni Elettrici e Riva Fire blocca di fatto l'operatività di tutte le aziende del gruppo. Si tratta di una decisione folle che sta mettendo a repentaglio la capacità produttiva e occupazionale di un settore chiave della nostra industria. Il Gruppo Riva Forni Elettrici - spiega Caparini - conta circa 5.000 dipendenti, impiegati in 20 siti produttivi e di lavorazione di cu i 12 in Italia, tra cu i il primo stabilimento produttivo con forno elettrico di Caronno Pertusella rea lizzato ne l 195 7, le Acciaierie e Ferriere del Tanaro a Lesegno in provincia di Cuneo, le Officine e Fonderie Galtarossa di Verona». Per Massimo Bitonci, capogruppo della Lega Nord al Senato, «invece di crogiolarsi tra slogan e  uffici fantasma, il ministro Zanonato farebbe bene ad abbandonare atteggiamenti lassisti per occuparsi in maniera seria, se possibile, del dramma di migliaia di lavoratori che saranno disoccupati dopo l'annuncio ufficiale della Riva Acciaio. E' vergognoso l'immobilismo del Governo di fronte a situazioni del genere: le conseguenze le conosciamo. Il conto,  salatissimo, sarà presentato al Nord che dovrà farsi carico del costo degli ammortizzatori sociali. Come fa a non capire Zanonato l'urgenza di un intervento di fronte al fatto che sono proprio episodi di questo genere a convincere un numero sempre più grande di imprenditori a spostarsi e delocalizzare in Carinzia, in Svizzera e Croazia? Questo è uno Stato che ostacola l'iniziativa privata e fa morire l'economia produttiva del Nord. Deve andare a casa. Subito». Il responsabile economia della Lega, Massimo Garavaglia, vede «l'assoluta necessità di rendere operativa la norma sulla responsabilità civile dei magistrati, perché creare un danno economico di queste dimensioni nella fase attuale senza che venga fatta nessuna valutazione sull'impatto economico grida vendetta». Tutto questo, aggiunge, «avviene in una fase particolarmente delicata perché il Governo non lo dice ma da nostre stime il rapporto deficit/Pil è pari al 3,5% quindi andrebbe recuperato mezzo punto, ovvero circa sei miliardi, con la prossima legge di stabilità». Preoccupato il sindaco di Verona Flavio Tosi. «E' giusto tu telare la salute, combattere l'inquinamento e prendere provvedimenti per evitarlo, risanando dove ci sono state problematiche, ma in un momento di gravissima crisi economica che un provvedimento di un magistrato arrivi a costringere alla chiusura un'azienda di quelle dimensioni, che dà lavoro a decine di migliaia di famiglie,  nella nostra città sono più di 500 oltre all'indotto, dà l'idea di un Paese ridicolo», ha detto tosi, facendo anche appello «al Presidente Napolitano affinché siano adottati provvedimenti atti a impedire che i convincimenti personali di un singolo magistrato possano calpestare la volontà delle comunità coinvolte e l'interesse nazionale ». Sonia Viale, segretario Nazionale della Lega Nord Liguria, «esprime forte preoccupazione per il blocco di un comparto vita le per l'economia del paese e per il contraccolpo negativo che potrebbe esserci anche sul territorio ligure». «Prendiamo atto che in questo Paese è ormai impossibile fare impresa», commenta Gianna Gancia, presidente della Provincia di Cuneo. La presidente Gancia ha avuto già in giornata contatti con i lavoratori e stamattina incontrerà personalmente la direzione dello stabilimento di Lesegno insieme al sindaco. E il Governatore piemontese Roberto Cota ha osservato: «in un momento di difficoltà come questo bisognerebbe remare tutti nella stessa direzione, invece qualcuno rema nella direzione contraria senza accorgersi di danneggiare il sistema».   

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