“Marzio Brusini“
“lintraprendente.it 25.09.2013”
Maurizio Lupi, ministro delle Infrastrutture,
ciellino di provata fede, disponibile al dialogo fino allo sfinimento, stimato
dal centrosinistra, candidato sindaco per il centrodestra a Milano. Un moderato
che conosce bene l’amministrazione comunale dove ha ricoperto l’incarico
consigliere comunale (per la Dc) e di assessore in quota Forza Italia. Un
consenso ipotetico fondato su una delle più micidiale macchine (elettorali) da
guerra sulla piazza milanese: Comunione e liberazione. Un profilo all’apparenza
perfetto. All’apparenza perché al momento c’è solo Lupi a far mormorare di sé.
E gli alleati, Lega e Fratelli d’Italia, non sembrano affatto disposti a darlo
per scontato. Su affaritaliani.it emerge dalla componente di destra
dell’opposizione un certo fastidio per questo mormorio continuo. Matteo
Salvini, europarlamentare e segretario della Lega lombarda, si associa a questo
disagio. «Lupi è stato un bravo assessore ed è persona che stimo ma non è più
il momento di scelte calate dall’alto o definite a tavolino, anzi sarebbe
opportuno far scegliere gli elettori di centrodestra».
Salvini ha in mente le
primarie, «quelle che due anni e mezzo fa ci avrebbero probabilmente fatto
schierare un candidato vincente». E Salvini non fa mistero che fare il sindaco
di Milano è da sempre il suo sogno nel cassetto, «ma solo ed esclusivamente se
saranno i milanesi a scegliermi come candidato non come scelta fatta dalle
segreterie di partito». Salvini va comunque cauto: «Milano ha bisogno di chi la
ama e la conosce bene, ma mancano ancora tre anni scarsi per le prossime
elezioni amministrative sempre che questa banda di cistercensi di Pisapia non
diano forfait anzitempo. Girando ogni settimana nei quartieri mi sono accorto
che la sinistra è sparita, rimane solo la delusione e le arrabbiature dei
cittadini. Parlare oggi di candidati mi pare prematuro. Ma sia chiaro che le
primarie sono fondamentali». Intanto se si ascoltano i rumors emerge un quadro
di consenso attorno a Maurizio Lupi tutt’altro che granitico. Dentro Comunione
e liberazione la componente che ruota attorno a Roberto Formigoni e quella di
Mario Mauro non sembrano intenzionate a sostenerne la candidatura. In Forza
Italia, invece, c’è chi rimprovera al ministro delle Infrastrutture una
vicinanza a Enrico Letta e certa vocazione alle larghe intese che messe così
non sembrano essere affatto un complimento. E a ben guardare forse Milano di
moderati e stimati dalla sinistra ne farebbe volentieri a meno.

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