mercoledì 25 settembre 2013

Fusione Comuni: ok al referendum ma no al "riciclaggio" dei sindaci


“ininsubria.it 25.09.2013”

Approvate nella seduta odierna di Consiglio regionale le due proposte di referendum che riguardano la fusione di otto comuni della Provincia di Varese: Cassano Valcuvia, Ferrera di Varese, Grantola, Masciago Primo e Mesenzana per la costituzione di un nuovo Comune di circa 4500 abitanti e Maccagno, Pino Lago Maggiore oltre a Veddasca per l’ istituzione di una nuova entità di circa 2500 unità. L'iter prevede adesso che dopo il referendum consultivo da parte degli abitanti delle zone coinvolte l'esito torni all’attenzione della Commissione Affari Istituzionali per la presa d’atto dell’esito e la successiva comunicazione all’Assemblea regionale. La consultazione potrebbe essere fissata nel mese di Dicembre. NO AL "RICICLAGGIO" DEI SINDACI Ma la seduta ha visto passare all'unanimità anche un Odg (presentato da Lega Nord e gruppo "Maroni Presidente") che vuole evitare il "riciclaggio" dei sindaci che avendo già svolto i due mandati previsti per legge siano tentati dalla campagna elettorale per la medesima carica nei nuovi Comuni ottenuti dalle procedure di fusione.
"Le regole dicono che chi ha ricoperto per due mandati consecutivi la carica di sindaco non è immediatamente rieleggibile alle medesime cariche - commenta il consigliere della Lega Nord Francesca Brianza -. Ma al momento si potrebbe ritenere che il sindaco uscente di uno dei Comuni della fusione, avendo già due mandati alle spalle, possa ricandidarsi al nuovo Comune risultante dalla fusione. Noi vogliamo evitarlo in un'ottica di trasparenza . Il significato dell'Odg votato oggi è proprio questo: impegnare Giunta e presidente della Regione Lombardia ad un'iniziativa legislativa presso le Camere affinché si stabilisca il divieto del terzo mandato ai sindaci dei Comuni interessati alla fusione. Fa piacere che tale linea sia stata approvata all'unanimità". LA PAROLA ALLA VOLONTA' POPOLARE. MA NEL RISPETTO DELLE SINGOLE IDENTITA' "Il voto odierno è la prosecuzione dell'iter al quale hanno dato avvio i consigli comunali delle località interessate - commenta la consigliera regionale varesina della Lega Nord Francesca Brianza -. I piccoli comuni rappresentano un patrimonio del territorio e la procedura della democrazia diretta, attraverso l’istituto referendario, garantirà che a prevalere sia l’orientamento delle popolazioni interessate. Vedremo quindi se i cittadini saranno favorevoli o contrari ai nuovi assetti che non vengono fortunatamente applicati per decreto. Le fusioni sono passaggi delicati e gli esiti del referendum non sono scontati: quindi sarà importante valutare bene come ogni singola comunità si esprimerà in merito alla fusione. In ogni caso sarà fondamentale applicare tutti i meccanismi possibili per salvaguardare le tradizioni, le storie, le culture e le identità di ogni comunità coinvolta in questo processo di fusione". "Regione Lombardia si pone, anche in questo caso,- sottolinea il consigliere del Pdl Luca Marsico - all’avanguardia nel processo di riordino delle amministrazioni locali sia per la riduzione dei costi della pubblica amministrazione, sia al fine di garantire, per le future comunità comunali, servizi efficienti ed efficaci volti a perseguire modelli virtuosi e a garantire miglior qualità di vita dei consociati, in modo particolare, per tematiche quali la sicurezza o i servizi socio-assistenziali. "La procedura di ricorrere ai metodi della democrazia diretta, che è a un tempo anche consensuale e partecipativa, attraverso l’istituto referendario - ha commentato Stefano Bruno Galli, capogruppo "Maroni Presidente" - risulta in tal senso pertanto fondamentale poiché rappresenta lo specchio fedele dell’orientamento delle popolazioni interessate. Non dobbiamo però esagerare: anche in questo caso è necessario un sano spirito di moderazione, perché promuovendo qualsiasi tipo di aggregazione incidiamo in profondità sulla dimensione delle libertà locali che, per un autonomista come me, sono sacre e inviolabili. Insomma, nei nostri rapporti col sistema delle autonomie è necessaria una buona dose di prudenza".


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