venerdì 13 settembre 2013

Maroni boccia l'intesa con Roma: "Le Olimpiadi 2024 solo a Milano"

“milano.repubblica.it 12.09.2013”

Roberto Maroni boccia l’asse con Roma per le Olimpiadi del 2024. E insiste: «La soluzione migliore per me è Milano». Il governatore lo ha ribadito alla vigilia del faccia a faccia con Giuliano Pisapia. E dopo che il sindaco aveva comunicato di aver concordato telefonicamente un “gioco di squadra” con il primo cittadino della capitale, Ignazio Marino, per aumentare le chance di una candidatura italiana. «Non si tratta di fare una guerra tra Roma e Milano o viceversa — precisa Maroni — ma di sfruttare una grande opportunità che abbiamo». Quella cioè di poter riutilizzare le strutture al termine di Expo che Milano ospiterà nel 2015 sul sito nell’area del nuovo polo fieristico di Rho-Pero. «Si tratta di un’opportunità importante per Milano — aggiunge Maroni, il quale ha confermato che cercherà di convincere anche Pisapia — Questa candidatura sarebbe un volano fortissimo per realizzare in quel sito una cittadella olimpica dello sport in vista delle Olimpiadi. E penso che l’impegno di tutte le istituzioni, Comune, Regione e governo, debba andare in questa direzione». Anche se ha ricordato che il compito di avanzare la candidatura spetta solo al sindaco. La Regione, al contrario, boccia senz’appello l’ipotesi di un progetto in coabitazione tra Roma e Milano.
«Non mi pare una buona soluzione ospitare solo pochi eventi», ha tagliato corto Maroni. Più sfumata, ma sulla stessa linea, la posizione del vicegovernatore e coordinatore lombardo del Pdl, Mario Mantovani: «Da milanese non posso che augurarmi che Milano possa organizzare le Olimpiadi del 2024, ma la decisione spetta al governo». Era stato l’assessore allo Sport, l’ex canoista olimpionico Antonio Rossi, a far emergere per primo - d’accordo con il presidente Maroni - anche l’ipotesi di una nomination milanese, dopo che il premier Enrico Letta, domenica da Cernobbio, aveva riacceso le speranze per un’edizione italiana dei Giochi nel 2024. In sintonia con la linea della Regione pro Madonnina si schiera anche il presidente della Provincia, Guido Podestà: «Non abbiamo mai avuto i Giochi a Milano e ci sarebbe l’effetto traino di Expo. Roma oggi è più dotata di infrastrutture, e la carenza di impianti milanese è quasi un motivo di scandalo. Fa bene Maroni a insistere: si tratta di scegliere il meglio per l’Italia, quindi trainiamo forte Milano». Anche l’opposizione in Regione non esclude che, in questa partita, il traino di Expo possa avere un suo perché: «In un momento in cui ci si pone tutti delle domande sul dopo Expo, un’opportunità come le Olimpiadi ci aiuterebbe a considerare un futuro utile — dice Umberto Ambrosoli, alla guida della coalizione di centrosinistra al Pirellone - Se fosse percorribile poi, anche l’ipotesi di una candidatura in coabitazione con Roma sarebbe interessante». Tra gli olimpionici lombardi sarebbe un sogno poter ospitare un’edizione dei giochi in Italia, ancor più a Milano. Per Alberto Cova, oro olimpico nei 10mila metri a Los Angeles nel 1984, «avere le Olimpiadi in Italia sarebbe una chance anche per uscire dalla situazione difficile in cui ci troviamo e può essere un’occasione per far vedere al mondo che siamo capaci anche di fare cose belle e costruttive invece di difenderci sempre, che non è simpatico». Cova, «da lombardo», tifa Milano e sposa l’idea del Pirellone di approfittare del post Expo per creare una cittadella dello sport: «Noi usciremo dall’Expo con un vantaggio e cioè una serie di strutture e servizi da utilizzare, anche se Milano per essere olimpica ha bisogno di impianti».




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