martedì 17 settembre 2013

ILVA, la Lega preme sul governo: basta chiacchiere, l'azienda RIPARTA

“La Padania 17.09.2013”

La battaglia per salvare i posti di lavoro di Riva Acciaio entra nelle sedi istituzionali. Con la Lega in prima linea. Massima attenzione anche del governo sull'azienda, che dopo il sequestro di beni e conti correnti da parte della Procura di Taranto ha chiuso i suoi siti produttivi in tutta la Penisola. Ieri pomeriggio, riferiscono fonti di governo, si è svolto un incontro a Palazzo Chigi tra i rappresentanti del governo e il commissario e ad dell'Ilva Enrico Bondi. Erano presenti il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Filippo Patroni Griffi, il ministro dell'Ambiente Andrea Orlando, il sottosegretario allo Sviluppo economico Claudio De Vincenti e lo stesso Sondi. Al ministero dello Sviluppo il ministro Flavio Zanonato ha incontrato il presidente dell'Ilva, Bruno Ferrante. Mentre a Palazzo Lombardia si è tenuto un tavolo per discutere sulle possibili soluzioni per il 700 dipendenti lombardi di Riva Acciaio. Presenti gli assessori regionali ali Lavoro, Valentina Aprea, e alle Attività produttive, Mario Melazzini, le parti sociali, il presidente della commissione Attività produttive del Consiglio regionale e alcun i consiglieri. Al termine dell'incontro in Regione Lombardia è stato diffuso un comunicato congiunto: «È stata unitariamente condivisa - si legge - la richiesta al governo affinché in tempi rapidi adotti un provvedimento urgente che consenta il ripristino delle condizioni operative ed economiche necessarie alla prosecuzione della normale attività aziendale».
Informato sull'esito del tavolo, il Governatore Maroni ha garantito che si farà portavoce di queste istanze al presidente del Consiglio Letta. Oggi la chiusura degli impianti del Gruppo Riva sarà al centro della seduta del Consiglio regionale lombardo. In attesa dell'incontro al ministero del Lavoro fissato per giovedì, nel question time di domani alla Camera gli on. Davide Caparini e Giancarlo Giorgetti presenteranno una interrogazione a risposta urgente in Aula per sollecitare provvedimenti urgenti del governo volti a «ripristinare l'immediata operatività del gruppo, al fine di garantire la  salvaguardia di migliaia di posti di lavoro e la ripresa dell'attività industriale». «Dal governo, e in particolare dal ministro Enrico Giovannini, ci aspettiamo risposte e soluzioni al dramma dei 1.400 lavoratori all'improvviso disoccupati per la cessazione delle attività della Riva Acciaio - spiega Caparini. Al momento però possiamo solo registrare le solite inutili chiacchiere e annunci stenterei di riunioni e decisioni che arriveranno. Forse. Finora abbiamo ascoltato solo frasi di circostanza, quasi di cordoglio. Ma noi vogliamo risposte e reazioni. Basta chiacchiere: anche il ministro Zanonato si dia da fare in maniera concreta». Per la senatrice Emanuela Munerato «siamo alla follia, l'Italia è una Repubblica fondata sul lavoro, non sulle decisioni unilaterali e intempestive prese da un magistrato inquirente». A margine del presidio dei lavoratori di ieri mattina a Breno (Brescia) il consigliere regionale Donatella Martinazzoli ha osservato come «in un momento di crisi come l'attuale è assurdo bloccare la produzione di stabilimenti perfettamente funzionanti e con commesse da evadere per centinaia di migliaia di tonnellate di prodotto». Al corteo organizzato dai lavoratori degli stabilimenti Riva Acciaio di Sellero, Cerveno e Malegno ha partecipato anche il Movimento Giovani Padani con alcuni giovani amministratori del Carroccio.  


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