“La Padania 17.09.2013”
E' maturo
il tempo dell'autodeterminazione per il Veneto mentre in Europa si rinforzano i
fuochi indipendentisti in Scozia, Catalogna, Fiandre e persino in Slovenia. Il
tema dell' indipendenza è infatti al centro dei lavori del consiglio regionale
di oggi: i consiglieri di palazzo Ferro Fini sono convocati alle 14.30 e, a
seguire domani e dopodomani alle 10.30, per pronunciarsi sulla richiesta, promossa da un comitato
di cittadini e imprenditori e sostenuta dalla Lega e dagli indipendentisti
veneti, di indire un referendum per "misurare" quanto i veneti
abbiano voglia di autonomia. Il tema torna per la terza volta in aula (dopo la
seduta del 28 novembre scorso e il dibattito straordinario del 30 luglio) e
l'assemblea dovrà discutere il percorso procedurale della proposta. L'iter
solleva tanti dubbi, a partire dalla compatibilità costituzionale di chiamare
alle urne i veneti su un quesito che ipotizza il distacco della Regione dallo
Stato italiano.
E' Luca Zaia, il presidente della regione, a tagliare la testa al toro: «Il Veneto è una delle cinque regioni in italia che hanno un residuo fiscale attivo, lasciamo a Roma 18 miliardi di euro all'anno. Noi che siamo quelli che pagano; chiediamo di farci tornare i nostri soldi. Io sostengo il referendum per l'indipendenza del Veneto, io dico a chi non vorrebbe votarlo di lasciare ai cittadini la libertà di potersi esprimere» E aggiunge che, a suo parere, «i veneti, davanti alla scheda referendaria dove si chiede l'indipendenza o no, risponderanno in maniera plebiscitaria, anche se probabilmente c 'è qualcuno che ha paura di questo» Il consiglio regionale potrebbe quindi compiere un passo davvero storico e del resto i veneti hanno il diritto di esprimere il proprio parere sul tema dell'indipendenza, che torna prepotentemente alla ribalta in tutta Europa, dove il Par lamento fa orecchie da mercante di fronte alle richieste di referendum per l'autodeterminazione che stanno arrivando da molti territori, Catalogna in testa. La partita si gioca quindi sul tavolo della democrazia e della libertà, diritti che l'Europa ha il dovere di garantire Ottimista Gianluca Busato, il portavoce del comitato referendario per l'indipendenza del Veneto, rigorosamente apartitico: «Non chiediamo alle forze politiche di cambiare la propria opinione, ma solo di rispettare il diritto dei cittadini veneti a pronunciarsi liberamente».
E' Luca Zaia, il presidente della regione, a tagliare la testa al toro: «Il Veneto è una delle cinque regioni in italia che hanno un residuo fiscale attivo, lasciamo a Roma 18 miliardi di euro all'anno. Noi che siamo quelli che pagano; chiediamo di farci tornare i nostri soldi. Io sostengo il referendum per l'indipendenza del Veneto, io dico a chi non vorrebbe votarlo di lasciare ai cittadini la libertà di potersi esprimere» E aggiunge che, a suo parere, «i veneti, davanti alla scheda referendaria dove si chiede l'indipendenza o no, risponderanno in maniera plebiscitaria, anche se probabilmente c 'è qualcuno che ha paura di questo» Il consiglio regionale potrebbe quindi compiere un passo davvero storico e del resto i veneti hanno il diritto di esprimere il proprio parere sul tema dell'indipendenza, che torna prepotentemente alla ribalta in tutta Europa, dove il Par lamento fa orecchie da mercante di fronte alle richieste di referendum per l'autodeterminazione che stanno arrivando da molti territori, Catalogna in testa. La partita si gioca quindi sul tavolo della democrazia e della libertà, diritti che l'Europa ha il dovere di garantire Ottimista Gianluca Busato, il portavoce del comitato referendario per l'indipendenza del Veneto, rigorosamente apartitico: «Non chiediamo alle forze politiche di cambiare la propria opinione, ma solo di rispettare il diritto dei cittadini veneti a pronunciarsi liberamente».

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