martedì 3 settembre 2013

Il Bonus Maturità premia solo il Sud, pronti i ricorsi al Tar

“Luca Tavecchio”
“La Padania 03.09.2013”


Partono oggi con l'esame per Veterinaria i test d'ingresso per le facoltà universitarie a numero chiuso. Prove che però  rischiano di essere annullate tra qualche settimana dalle sentenze del Tar. Sono in tanti infatti che hanno già annunciato che ricorreranno al tribunale amministrativo per bloccare una "selezione all'ingresso" basata su un meccanismo che fa  acqua da tutte le part i : il Bonus Maturità. Alla base delle attuali polemiche e del futuro caos per le ammissioni all'università c'è infatti proprio lo strumento ideato nel 2008 dall'allora ministro Giuseppe Fioroni e messo in opera dal suo  recente collega Francesco Profumo, per premiare gli studenti più meritevoli ma che invece li penalizza. In base alle tabelle pubblicate dal ministero ci sono infatti numerose "buchi" nel sistema. Ad iniziare da quello che favorisce gli studenti del  Sud rispetto a quelli del Nord. Per esempio, la differenza di voto di maturità per accedere al bonus tra Milano e Catanzaro di dodici punti: in un liceo scientifico di Milano serve, in media, una votazione di 84/100, a Catanzaro invece di 96/100. È chiaro che nelle scuole del Sud le commissioni d'esame hanno generalmente attribuito voti più alti, garantendo quindi anche bonus più elevati (il punteggio massimo del bonus è 10).
E, almeno stando ai risultati dei test Invalsi pubblicati a inizio luglio, a fronte di studenti meno preparati. Ma le discrepanze nel sistema non riguardano solo le aree geografiche, ma anche addirittura gli stessi singoli istituti. Il Corriere della Sera cita per esempio il caso del liceo scientifico Cremona di Milano dove chi alla maturità è capitato con la 433 commissione ha diritto il bonus con una votazione di 82/ 100, chi invece si è trovato davanti la 443 ha dovuto strappare almeno un 90. Questa disparità di trattamento tra gli studenti dello Stivale e all'interno degli stessi istituti superiori rischia di influire, e non poco, sul futuro dei ragazzi. Dieci punti di bonus possono infatti fare la differenza tra uno studente ammesso a una facoltà a numero chiuso, come per esempio medicina, e uno non ammesso. E quindi tra un futuro dottore in quella facoltà e uno che ha dovuto ripiegare su un'altra facoltà o "parcheggiarsi" un anno in un alt ro ateneo. Un sistema quindi che non funziona e che lo stesso ministro dell'Istruzione Maria Grazia Carrozza ha criticato, istituendo una commissione ad hoc, rinviando i test d' ingresso di due mesi e dichiarando infine che per l'anno prossimo sarà rivisto. Per ora però resta così. Con tutte le incognite del caso. Ad iniziare, appunto, dalla incombente mole di ricorsi al Tar che si annunciano per l'immediato futuro. Come quello dell'Unione degli Universitari, l'associazione di studenti di sinistra, che parla apertamente di «moltissime discriminazioni» e ha già annunciato che sta predisponendo «Un ricorso collettivo nazionale per impugnare non soltanto il bonus maturità, ma tutto il sistema a numero chiuso». 

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