“La Padania 04.09.2013”
Da oggi i
concorsi pubblici sono aperti anche agi i extracomunitari senza cittadinanza e l'assegno
per le famiglie numerose concesso dai Comuni spetta anche agli stranieri. A imporlo
sono due direttive di un'Europa che chiede di aumentare i diritti di welfare
(che hanno dei costi per lo Stato). e, contemporaneamente, ci bacchetta per non
avere i conti pubblici in ordine perfetto e ci rimprovera una disoccupazione
giovanile senza precedenti. Direttive alle quali ha dato il via libera il
governo di Enrico Letta che sta spalancando le porte agli stranieri
quando il mondo del lavoro giovani le affonda tra una disoccupazione che
raggiunge il 39.5% e un precariato che distrugge al nascere le famiglie e ambizioni
professionali di tanti nostri
neolaureati. Poco importano le contraddizioni europee, la gente che fatica ad
arrivare a fine mese o il dramma di tanti ragazzi le direttive Ue sono chiare: ora
a tutti gli immigrati privi della cittadinanza ma in possesso di permesso di
soggiorno è garantito l'accesso al pubblico impiego.
E così a competere con tanti giovani e meno giovani per un posto come insegnante, infermiere o impiegato comunale ci saranno anche stranieri che magari hanno da poco messo piede nel nostro Paese. A loro basterà un permesso CE per soggiorno di lungo periodo o essere riconosciuti come rifugiati politici per avere accesso ai concorsi per essere assunto nella pubblica amministrazione. Ma quello che apre l'accesso ai posti nelle P.A. agli immigrati senza cittadinanza non è l'unico testo al quale Letta e i suoi ministri hanno dato luce verde, c'è un'altra direttiva europea che il governo ha recepito e che allarga la concessione dell'assegno per le famiglie numerose da parte dei Comuni anche ai cittadini stranieri. Unica condizione: devono essere in regola con il permesso di soggiorno. L'articolo 13 della nuova legge, che entrerà in vigore oggi, «stabilisce che l'"assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori", spetta, oltre che ai cittadini italiani e comunitari, anche ai "cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo" . Costo della manovra: 15,71 milioni di euro fino alla fine del 2013, e 31,41 milioni d i euro a decorrere dal 2014. L'importo dell'assegno varia in base al numero di componenti e al reddito delle famiglie e viene rivalutato ogni anno in base al costo della vita: per il 2013 è di 139,49 euro al mese per tredici mensilità (quindi persino la tredicesima, che molti lavoratori italiani si sognano). Per riscuotere l'assegno basta farne domanda al Comune di residenza.
E così a competere con tanti giovani e meno giovani per un posto come insegnante, infermiere o impiegato comunale ci saranno anche stranieri che magari hanno da poco messo piede nel nostro Paese. A loro basterà un permesso CE per soggiorno di lungo periodo o essere riconosciuti come rifugiati politici per avere accesso ai concorsi per essere assunto nella pubblica amministrazione. Ma quello che apre l'accesso ai posti nelle P.A. agli immigrati senza cittadinanza non è l'unico testo al quale Letta e i suoi ministri hanno dato luce verde, c'è un'altra direttiva europea che il governo ha recepito e che allarga la concessione dell'assegno per le famiglie numerose da parte dei Comuni anche ai cittadini stranieri. Unica condizione: devono essere in regola con il permesso di soggiorno. L'articolo 13 della nuova legge, che entrerà in vigore oggi, «stabilisce che l'"assegno ai nuclei familiari con almeno tre figli minori", spetta, oltre che ai cittadini italiani e comunitari, anche ai "cittadini di paesi terzi che siano soggiornanti di lungo periodo" . Costo della manovra: 15,71 milioni di euro fino alla fine del 2013, e 31,41 milioni d i euro a decorrere dal 2014. L'importo dell'assegno varia in base al numero di componenti e al reddito delle famiglie e viene rivalutato ogni anno in base al costo della vita: per il 2013 è di 139,49 euro al mese per tredici mensilità (quindi persino la tredicesima, che molti lavoratori italiani si sognano). Per riscuotere l'assegno basta farne domanda al Comune di residenza.

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