“La Padania 04.09.2013”
Una telefonata,
per fargli sapere che è arrivato il momento di togliere la spina al Governo Letta.
Roberto Maroni è stato chiaro con Silvio Berlusconi, auspicando le
elezioni politiche anticipate. «Ho sentito Berlusconi e mi pare molto
preoccupato» ha rivelato il leader della Lega Nord augurandosi «che tolga il
sostegno al Governo, sostenuto da una maggioranza dove c'è un partito, il Pd, che
lo sta trattando come all'epoca fu trattato Craxi». Il segretario della Lega ha detto di augurarsi che la prossima
primavera ci siano anche «le elezioni politiche anticipate», oltre alle europee
e alle amministrative. Il suggerimento lanciato al Pdl da parte del Carroccio è
netto. «L'ho sentito Berlusconi - ha spiegato ai giornalisti - mi pare molto preoccupato
e penso che debba prendere una decisione: mi auguro che la decisione sia di
togliere il sostegno al governo Letta, perché è un governo che non sta facendo
bene». «Anzi - ha ribadito Maroni - è sostenuto da una maggioranza, dove c'è un
partito, il Pd, che lo sta trattando come all'epoca fu trattato Craxi: però è
una decisione che spetta a Berlusconi, naturalmente».
Intanto rimane il dubbio sulla costituzionalità della Legge Severino, quella che sancirebbe la decadenza di Berlusconi dalla sua carica in parlamento. «Abbiamo valutato la cosa ieri e ritenuto che in campo penale non possa valere il principio della retroattività. Quindi - è l'opinione del segretario del Carroccio, in vista della giunta per le elezioni che si terrà lunedì – secondo noi la legge Severino in quella parte è incostituzionale e sarebbe utile il vaglio della Corte Costituzionale». Maroni poi volge lo sguardo all'interno della Lega confermando «quello che ho detto, è una decisione che ho preso e si farà il Congresso della Lega prima di Natale». Maroni ha spiegato anche che è possibile che il Congresso per la sua sostituzione si tenga «il 30 novembre i dicembre. Serve una guida forte e soprattutto impegnata al cento per cento». La data del congresso federale anticipato, ha precisato Maroni , «non l'ha decisa la segreteria politica semplicemente perché lo statuto prevede chiaramente che su richiesta del segretario federale il Congresso viene convocato dal presidente federale, Umberto Bossi, ed è questo che succederà». Maroni ha quindi ribadito di voler lasciare la guida del Carroccio per dedicarsi a tempo pieno al ruolo di presidente della Regione Lombardia: «La Lega ha bisogno di una guida impegnata al cento per cento, cosa che io non posso garantire perché voglio fare il governatore al cento per cento». Secondo Maroni la Lega «deve rispolverare la propria identità accanto a un'azione di governo, che è un'azione di coalizione e di compromesso, che svolgo io e svolge chi sta al governo». Dunque, nel partito «c'è bisogno di qualcuno che tenga ben alte le bandiere identitarie della Lega». Maroni non ha comunque voluto entrare nel merito della scelta che sarà fatta per il suo successore, perché «decide il Congresso». «Il profilo - ha solo affermato è quello di un leghista vero, sincero, dinamico, giovane e impegnato in vista delle elezioni».
Intanto rimane il dubbio sulla costituzionalità della Legge Severino, quella che sancirebbe la decadenza di Berlusconi dalla sua carica in parlamento. «Abbiamo valutato la cosa ieri e ritenuto che in campo penale non possa valere il principio della retroattività. Quindi - è l'opinione del segretario del Carroccio, in vista della giunta per le elezioni che si terrà lunedì – secondo noi la legge Severino in quella parte è incostituzionale e sarebbe utile il vaglio della Corte Costituzionale». Maroni poi volge lo sguardo all'interno della Lega confermando «quello che ho detto, è una decisione che ho preso e si farà il Congresso della Lega prima di Natale». Maroni ha spiegato anche che è possibile che il Congresso per la sua sostituzione si tenga «il 30 novembre i dicembre. Serve una guida forte e soprattutto impegnata al cento per cento». La data del congresso federale anticipato, ha precisato Maroni , «non l'ha decisa la segreteria politica semplicemente perché lo statuto prevede chiaramente che su richiesta del segretario federale il Congresso viene convocato dal presidente federale, Umberto Bossi, ed è questo che succederà». Maroni ha quindi ribadito di voler lasciare la guida del Carroccio per dedicarsi a tempo pieno al ruolo di presidente della Regione Lombardia: «La Lega ha bisogno di una guida impegnata al cento per cento, cosa che io non posso garantire perché voglio fare il governatore al cento per cento». Secondo Maroni la Lega «deve rispolverare la propria identità accanto a un'azione di governo, che è un'azione di coalizione e di compromesso, che svolgo io e svolge chi sta al governo». Dunque, nel partito «c'è bisogno di qualcuno che tenga ben alte le bandiere identitarie della Lega». Maroni non ha comunque voluto entrare nel merito della scelta che sarà fatta per il suo successore, perché «decide il Congresso». «Il profilo - ha solo affermato è quello di un leghista vero, sincero, dinamico, giovane e impegnato in vista delle elezioni».

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